14 dicembre 2006

Il dono di nuotare dove non c'è acqua

Desidero andare a sbirciare l'ultima pagina. Desidero scoprire chi è l'assassino. Desidero scoprire chi è che viene ucciso. E' tutto così calmo, qui intorno. La gravità pare essersi presa qualche giorno di vacanza, e mi ha lasciato circondato da cose che non cadono. Quindi che posso fare? Spingerle ancora più forte, immagino. Sembra il momento adatto per imparare a giocolare. Lanciare gli oggetti non è mai stato un problema, ma di riprenderli non mi è riuscito mai. Un flacone di pillole per il mal di stomaco usata a mo' di maracas. Ci sono almeno due tipi di paura: quella che si prova quando mettendo il piede sul freno la macchina non rallenta e la macchina davanti si fa sempre più vicina, e quella che si prova quando d'improvviso manca la luce. Il criterio con cui l'albero decide dove farsi crescere i rami. Non c'è ragione che tenga, razionalità che tenga, semplice spiegazione che tenga. Stare con te è come tornare sulla nota tonica. Ora è subito. Ora? non più. Questa era bella, la rifacciamo? Vado via. Ciao. Era meglio quella di prima. Io odio la tintura di iodio. Posso fare quante giravolte voglio attaccato ai miei anelli, ma non cospargerò mai le mie mani con quella polvere bianca: cadrò perchè sono imperfetto. Era un po' di tempo che non mi sentivo così, caro giaciglio di spine. Esercizi di recitazione per imparare ad essere più nessuno. Rientro di notte, così piano, nessuno mi sente arrivare, eppure provoco un fracasso terribile. Se mi slego i capelli sono guai. Tutte quelle vecchie barzellette che cominciano con "Dottore, dottore". Ho paura di cosa possa rimanere di me, una volta svanita la mia capacità d'immedesimazione. Non c'è nessun motivo per essere timidi; scatteremo delle fotografie. E' un bel fare il tuo. Proseguiamo.

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