31 gennaio 2006

Dietilamine di acido lisergico

Ingredienti:
  • 400 gr di fettuccine
  • 1 cipolla
  • 2 uova
  • 100 gr di prosciutto crudo
  • 100 gr di parmigiano grattugiato
  • 100 gr di burro
  • 300 gr di piselli sgusciati
  • sale e pepe
Preparazione:

Fondere il burro in un tegame e soffriggervi la cipolla tritata finemente. Unite i piselli e cuocere a fuoco bassissimo. Aggiungervi il prosciutto in dadini molto piccoli con un pizzico di sale di pepe. Sbattete in un recipiente le uova ed il parmigiano. Scolate le fettuccine e versatele nel recipiente con le uova, mescolare ed aggiungere il sugo ai piselli, mescolare e servire immediatamente.

30 gennaio 2006

Puoi correre, ma alla fine ti troveremo

Oggi ho detto che la felicità esiste ed è effimera. E' lì fuori, da qualche parte, che ci aspetta. E quando la troviamo dura poco. Ma non si può ignorare che esista.
Ci credo. Ci credo, ancora. Ma credo anche ad un'altra cosa: mi sento fuoriposto in ogni luogo. Credo di poter essere qualunque cosa per qualunque persona in qualunque situazione. Per questo non posso essere un me stesso ipotetico in nessuna circostanza. Mi sento orbo, zoppo, monco, semiparalitico: metà di me non sente niente, metà di me non fa niente, metà di me non ha senso, metà di me non esiste. E' per questo che cerchiamo sempre la nostra metà? Trovarne una non è più importante che trovare quella vera. Se ora lo scrivo cento volte non avrà più il valore che aveva prima.
Metà, metà, metà, metà, metà, metà, metà, metà, metà, metà, metà, metà, metà, metà, metà, metà, metà, metà, metà, metà, metà, metà, metà, metà, metà, metà, metà, metà, metà, metà, metà, metà, metà, metà, metà, metà, metà, metà, metà, metà, metà, metà, metà, metà, metà, metà, metà, metà, metà, metà, metà, metà, metà, metà, metà, metà, metà, metà, metà, metà, metà, metà, metà, metà, metà, metà, metà, metà, metà, metà, metà, metà, metà, metà, metà, metà, metà, metà, metà, metà, metà, metà, metà, metà, metà, metà, metà, metà, metà, metà, metà, metà, metà, metà, metà, metà, metà, metà, metà, metà.

28 gennaio 2006

When there is nothing else to burn, you have to set yourself on fire

Vorrei girare questa scena solamente:
Una galleria d'autostrada
Auto scure, nere, metallizzate transitano silenziosamente
Le luci gialle e arancioni si riflettono sulle carrozzerie
Le luci riflesse sull'auto di fronte alla nostra si disegnano verso un punto di fuga che non esiste
Il tempo scorre lentamente, a 0.75x
Non c'è rumore
Non ci sono parole
Suona solo una canzone
Nina Simone - House of the Rising Sun

27 gennaio 2006

Confutare la felicità punto per punto

(NB: Di seguito riporto una catena di Sant'Antonio ricevuta per posta. Le note in blu sono mie.)

Per favore rimandami questa mail- poi vedrai perchè mi voglio accertare che tu me la rimandi..anzi..lo scoprirai alla fine!!
Sentiamo...
Pensa a ognuna di queste cose volta per volta prima di passare alla seguente.
ok
TI FARA' SENTIRE MEGLIO, specialmente il pensiero finale.
Speriamo!

1.. Innamorarsi
E magari non essere ricambiati
2.. Una doccia calda
Proprio mentre suonano alla porta!
3.. Nessuna coda al supermercato
Ma il bancomat non funziona
4.. Uno sguardo speciale
Da una persona che non sopporti
5.. Ricevere posta
Come questa?
6.. Guidare lungo una strada piacevole da percorrere
Guarda che stai andando contromano
7.. Sentire la tua canzone preferita alla radio
E il dj parlare sopra al pezzo che ti piace tanto
8.. Stare distesa sul letto ascoltando la pioggia che cade, fuori.
Tanto lo sai che domani devi andare a lavoro in motorino
9.. Trovare il maglione che ti piace tanto in vetrina, scontato a metà prezzo
Ma scoprire che della tua taglia non ne hanno più
10. Una telefonata da molto lontano
Perché dovrebbe essere meglio di una telefonata da poco lontano?
11.. Un'ottima conversazione
In realtà aveva già attaccato 20 minuti fa
12.. La spiaggia
...affollata
13.. Trovare un biglietto da venti nella tasca del tuo cappotto dell'inverno scorso
da ventimila lire... e adesso che ci fai?
14.. Ridere tra se e se
Potresti sembrare stupido, sai?
15.. Ricevere una telefonata a mezzanotte che dura ore
Dalla persona di cui sei innamorato... e lei si lamenta del suo ragazzo, che non lascerà certo per te
16.. Correre in mezzo alla pioggia
Devo schivare tutte le gocce?
17.. Ridere per nessuna ragione al mondo
Ti ho già detto che potresti sembrare stupido?
18.. Avere qualcuno che ti dice che sei stupenda
Qualcuno che te lo dice solo per entrarti nelle mutande
19.. Ridere per una battuta che hai fatto tra te e te
Ormai non te lo ripeto più...
20.. Gli amici
Dagli amici mi guardi Dio, che dai nemici mi guardo io
21.. Ascoltare involontariamente qualcuno che dice qualcosa di bello sul tuo conto
Intendeva il tuo conto corrente
22.. Svegliarti e accorgerti che hai ancora alcune ore per dormire
Se solo non stessero passando l'aspirapolvere proprio adesso
23.. Il tuo primo bacio (sia il primo in assoluto, ma anche quello con un nuovo partner)
Quelli dopo vengono meglio
24.. Conoscere nuovi amici o passare del tempo con quelli vecchi
Molti amici molto onore... o non era così?
25.. Giocare con un nuovo cucciolo di cane
Un cucciolo di cane non è un giocattolo
26.. Avere qualcuno che giochi con i tuoi capelli
A che? A nascondino? I miei capelli sanno giocare solo a shangai
27.. Fare sogni dolcissimi
E svegliarsi nella triste realtà
28.. Una cioccolata calda
Ustionarsi la lingua e andare in giro per due giorni con la lingua felpata
29.. Fare una viaggio in macchina con degli amici
Ma sempre con la mia macchina dobbiamo andare?
30.. Dondolarsi sull'amaca
E svegliarsi due ore dopo con la faccia che sembra un quadro di Mondrian
31.. Scartare i regali di Natale sotto l'albero
Ragazzo mio, hai 32 anni... Avrei una cosa da dirti riguardo babbo natale...
32.. Andare ad un concerto davvero bello
Solo che tu sei alto 1.75, e quelli davanti a te 2 metri e 10. E si pettinano come Valderrama.
33.. Avere uno sguardo intenso con uno sconosciuto
Di notte. Nei bassifondi. Lo sconosciuto è alto due metri. E ha una maschera. E una accetta.
34.. Ricevere dei biscotti fatti in casa dai tuoi amici
Nel mio c'era un pelo
35.. Passare del tempo con i tuoi migliori amici
Quelli dei biscotti?
36.. Vedere sorrisi e sentire risate dei tuoi amici
Molto probabilmente stanno ridendo di te
37.. Tenersi la mano con qualcuno a cui tieni particolarmente
Qualcuno a cui sudano le mani
38.. Scontrarti per caso con un vecchio amico e scoprire che certe cose (brutte o belle) non cambiano mai
Come la voglia che ti suscitava di picchiarlo molto forte
39.. Vedere l'espressione sul volto di qualcuno mentre apre il regalo che più desiderava
Conoscete l'imbarazzo di ricevere regali non desiderati e doverlo dissimulare?
40.. Guardare il sorgere del sole
Ma non avevo ancora qualche ora per dormire?
41.. Fare l’amore, fare l’amore…fare l’amore…
Magari ce casca
42.. Uscire dal letto ogni mattina ed essere grato per un altro splendido giorno
Sta ancora piovendo

MANDA QUEST'ALLEGRIA NATURALE AD ALMENO ALTRE 7 PERSONE NELLA PROSSIMA MEZZ'ORA E QUALCOSA DI FANTASTICO TI SUCCEDERA' NELLE PROSSIME ORE.
Così mi stai facendo paura
Sii certo di rispedire questa mail a chi te l'ha inviata!!
Non gli voglio così male, sinceramente
Gli amici sono come degli angeli che ci sollevano da terra quando le
nostre ali non si schiudono, ricordandoci come si vola
Eh?

26 gennaio 2006

Tentativo di racconto minimo

La fatica delle lumache

Giada amava la lettura più di ogni altra cosa. Ma ciò che veramente amava erano i libri. Teneva ai suoi libri con una gelosia innaturale, era incapace di leggerne di prestati o di prestarne a cuor leggero. Li teneva, nella sua biblioteca personale, nell'ordine in cui li aveva letti e non avrebbe potuto fare altrimenti. La storia dei suoi libri era la sua storia. Se la vedevi corrucciata e le chiedevi cosa non andasse, rispondeva: “Non ho tempo per leggere”. Se le chiedevi di uscire: “Non posso, devo finire il libro che sto leggendo”. Non avrebbe mai potuto fermarsi ad acquistare un libro su una bancarella dell'usato, una di quelle che affollavano la piazza sotto casa sua. Diceva: “Come si può abbondare deliberatamente un libro? Se qualcuno se n'è privato, forse non meritano di essere amati da nessuno”. Per me eri uno scontro impari. Come potevo competere con un cuore in frantumi per colpa di un ex e la sicurezza che potevano darti i tuoi cari libri? Sapevo che eri troppo intelligente per credere di poter trovare ogni risposta all'interno di quelle pagine, ma lì passavi il tuo tempo, nonostante tutto. Non dimenticherò mai quella volta, mentre ti riaccompagnavo a casa, che, essendo in silenzio da un po', te ne uscisti così: “Da bambina mi piaceva tantissimo giocare con lumache. Dopo la pioggia, nel giardino a casa di mia nonna, si riempiva. E' stato allora che ho iniziato ad amare i giorni di pioggia. Ho sempre creduto che in realtà le lumache non fossero lente, ma facessero solo molta fatica nel camminare, dovendo strisciare portandosi dietro il peso della propria casa, quello che oggi mi sembra il peso della propria esistenza.” Fu allora che capii cosa c'era in quelle pagine: erano le sole a negare l'idea che l'unica che persona che poteva darti tutto l'amore di cui avevi bisogno era la stessa che tu non volevi, poiché era l'unica a conoscere il dolore della tua mancanza. E m'illusi di essere io.

25 gennaio 2006

I wish today was 1994

Lei

Lei...
Lei urla in silenzio
Una rabbia silenziosa
Sta penetrando
Nella sua mente
Aspettando...
Aspettando un segno
Per rompere il silenzio
Con il mattone dell'autocontrollo
Sei chiusa dentro un mondo
Che è stato progettato per te?
Ti senti come
Un attrezzo da lavoro
Senza un uso?
Urlami contro
Fino a far sanguinare
Le mie orecchie
Mi sto prendendo cura
Solo di te
Lei...
Lei ha capito
Che tutti i suoi dubbi
Erano il punto di vista
Di qualcun altro
Svegliandosi stavolta
Per rompere il silenzio
Con il mattone dell'autocontrollo

24 gennaio 2006

Breve apologia di Letizia

Confesso: il colore e la sregolatezza dei suoi capelli sono le cose più incantevoli in cui mi sia capitato di imbattermi in questo giovane 2006. Ferini, indisciplinati e fieri. Quando non sono imprigionati ricordano le chiome di Ofelia sollevate e fatte danzare dalla corrente del fiume. Come anche i Lieti tratti austeri amplificano questa mia mitologica persuasione. Nella mia mente posso richiamare quando voglio l'immagine del suo volto: è una condizione per me assai rara, visto che non riesco a farlo con persone che conosco da diversi anni, se non con grande difficoltà. Ma mi rende irrequieto il pensiero che quella tenue velatura di efelidi che le attribuisco sia solo una mia fantasia.

23 gennaio 2006

Ancora un intervento senza rotta

Aderite al mio movimento d'EcoVandalismo. Il progetto è irrompere nelle proprietà altrui e piantare un albero, senza permesso. Un albero per ogni giardino. Più alberi per tutti. Aderite! Aderite come figurine all'album!

Tu che sei alla lettura, chiunque tu sia: raccontami una storia. Leggila, inventala, copiala, storpiala. Che sia la tua o una fiaba della tua infanzia o un aneddoto origliato sulla metropolitana, non m'importa. Raccontami una storia. Voglio sentirla dalla tua cruda voce.

Ho fatto il pieno: dove ti posso portare? Ho un suggerimento: al giardino zoologico, dove potremo parlare con gli animali, tra noi, tra gli animali.

Senza Parole

22 gennaio 2006

Non si chiama -il gattino-, si chiama -gattino-!

Tutto è cominciato cercando titoli di libri da leggere su google gruppi. Mi sono invece imbattuto in una lista di battute e freddure sui libri, su it.hobby.umorismo. Tra queste, una in particolare ha attirato la mia attenzione: era infatti un paradosso, che ho poi scoperto essere noto come il paradosso del bibliotecario. Lo riporto qui:
Al responsabile di una grande biblioteca viene affidato il compito di produrre gli opportuni cataloghi. Egli compie una prima catalogazione per titoli, poi per autori, poi per argomenti, poi per numero di pagine e così via. Poiché i cataloghi si moltiplicano, il nostro bibliotecario provvede a stendere il catalogo di tutti i cataloghi. A questo punto nasce una constatazione. La maggior parte dei cataloghi non riportano se stessi, ma ve ne sono alcuni (quali il catalogo di tutti i volumi con meno di 5000 pagine, il catalogo di tutti i cataloghi, ecc.) che riportano se stessi. Per eccesso di zelo, lo scrupoloso bibliotecario decide, a questo punto, di costruire il catalogo di tutti cataloghi che non includono se stessi. Il giorno seguente, dopo una notte insonne passata nel dubbio se tale nuovo catalogo dovesse o non dovesse includere se stesso, il nostro bibliotecario chiede di essere dispensato all'incarico.

Riflettendo e ricercando informazioni su questo tipo di paradossi, detti antinomie di Russell, ho avuto l'intuizione che si potessero tutti ridurre a questa domanda: Come si può verificare se un elemento fa parte dell'insieme degli elementi che non fanno parte di quell'insieme?
Penso che la questione si possa risolvere ponendo dei paletti alla possibilità di ritenere insiemi tutti gli insiemi immaginabili, ma basandosi invece su regole di costruzione. Ma ci devo ragionare ancora un po' su.

Mi direte: Ma non hai di meglio cui pensare?
Risponderò: Non lo so, ci devo pensare.

21 gennaio 2006

Poesia

Permutazioni di inizio e fine

La fine è l'inizio della fine
L'inizio è la fine dell'inizio

La fine è la fine della fine
L'inizio è l'inizio dell'inizio

La fine è la fine dell'inizio
L'inizio è l'inizio della fine

La fine è l'inizio dell'inizio
L'inizio è la fine della fine

Aspettando il vento...

Una balena entra nel Tamigi e risale fino a Londra. Non è una poesia.
Va bene, ho perso un giorno.
Va bene, non ne valeva la pena.
Non va bene.
Sognavo l'ipnotica poliritmica dell'andatura dei ragni.
Ho predisposto, al centro del pavimento, uno scenico falò dell'elettricità.
Gridare alla nudità del re è un processo entropico.
La trilogia della carne divelta e purificata: Liscivia, Vetriolo, Soda Caustica.
Posso dimostrare la bellezza del tuo corpo con baci e gesti sottili.

19 gennaio 2006

Con te starò, e contesterò

Sono perso. Sono letteralmente perso. Funziono alla perfezione, rispondo correttamente ad ogni stimolo o domanda. Ma cosa io sia o dove mi trovi, in questo momento, non so.

18 gennaio 2006

Non ostante tutto quello che pensi di me

30 secondi
L'amicizia è un origami di carta
28 secondi
Le emozioni escono da noi
I sentimenti entrano in noi
24 secondi
Il foglio è bianco, la penna esausta, ma la nota è sempre a margine
20 secondi
Snoccioli clichés come capsule di maalox dal loro blister
18 secondi
Se non sai cos'è, è Jazz
16 secondi
Dimmi quando ti faccio male
14 secondi
Mi mancano le tue telefonate nel cuore della notte
Mi manca la corrispondenza di litigiosi sensi
10 secondi
Il nostro valore si misura con ciò che riceviamo in dono
8 secondi
Vorrei saper scrivere in modo perfetto
6 secondi
Perfetto così da farti sentire bene
4 secondi
Bene come quando ascolti la musica che ami
2 secondi
Se c’è un motivo, trovalo
1 secondo
Con me
...

17 gennaio 2006

Fermi tutti

  1. Gianni Letta mi ricorda troppo il ministro zoppo e cocainomane di Johnny Stecchino.
  2. Guidando in luoghi ameni, cantando stonati le canzoni del vasco. A bordo di una fiat. Scusate se non riesco ad immedesimarmi.
  3. Dio non esiste*
  4. Oggi, 17 Gennaio, è Sant'Antonio Abate; anche detto Sant'Antonio del porco. Se ci sono tra di voi porcelli o animali di altra sorta, fatevi portare a benedire.
  5. Punto di par-condicio laica. Pacs! Aborto! Di fatto! Diritti! Doveri! Al rogo!
  6. 66 Diabolus in musica (anche Belzebub vuole la sua parte)

* Dispongo di una meravigliosa dimostrazione di questo teorema che non può essere contenuta nel margine troppo stretto della pagina.

16 gennaio 2006

Je ne parlerai pas, je ne penserai rien

Chi
da una poesia
si aspetta la salvezza
dovrebbe piuttosto
imparare
a leggere poesie.

Chi
da una poesia
non aspetta alcuna salvezza
dovrebbe piuttosto
imparare
a leggere poesie.

Erich Fried

15 gennaio 2006

Chi sono coloro cui diciamo che nessuno ci ascolta?

Chiedersi dove cadano le stelle è una domanda legittima. Ma non ci pertiene. Perchè non importa. Non importa che tu sia un anonimo meteorite che seguendo una sua oscura traiettoria si sia trovato a capitare per la nostra atmosfera. Non importa che tu abbia quella frazione di secondo di gloria, tracciando un arco di luce nel cielo. Non importa che tu alimenti le speranze di qualche sognatore abbandonato. E non importa nemmeno che tu sia enorme ammasso di energia sospeso nel vuoto. Non importa che tu sia una presenza millenaria, come non importa che tu abbia passato i secoli in quella stessa nostra atmosfera, insieme ad altre stelle come te, a disegnare figure mitologiche o a segnare un punto cardinale. Quello che importa è che tu sei una stella solo se bruci tutta te stessa, fino a consumarti. Fino a non essere più.

14 gennaio 2006

Per amore, per odio, per antipatia, per empatia, per desiderio, per tormento, per indifferenza. Tutto nei confronti di Sofia.

Essere intelligenti dovrebbe significare saper fare delle distinzioni. Il bello dal brutto, il buono dal cattivo, il giusto dallo sbagliato, il grossolano dal sottile. La razionalità è letteralmente la capacità di fare una ratio, una divisione. La mia impressione è che a volte in nome ragione ci spingiamo troppo avanti, ovvero: alcune distinzioni non hanno senso. Ad esempio quella tra mente e corpo, come se la mente non fosse un organo del corpo che debba sottostare alle stesse regole o non abbia le stesse necessità di sopravvivenza. Da qualche parte ho letto che antiche civilta dell'america latina non avevano un concetto di questa distinzione, quindi trattavano quelle che noi oggi chiamiamo "questioni psicologiche" come normali malattie del corpo, disfuzioni che non permettevano lo svolgersi normale della propria vita. Un approccio forse naif, ma che dovrebbe porci in una prospettiva diversa nei confronti di noi stessi.
O ancora, il dualismo tra pensiero e memoria. Senza addentrarsi in questioni anatomiche o logiche, credo che una analogia pertinente sia quella di un fiume con il suo letto. Lo scorrere di un fiume, con la sua azione modellatrice e con i corpi e detriti che porta con se, continua una opera incessante di ritracciamento del proprio corso; corso che a sua volta influenzerà il passaggio delle nuove acque e del suo carico. Così, tutte le informazioni che passano attraverso di noi, compiono un viaggio che è stato tracciato da tutte le informazioni precedenti e, necessariamente, aprono la strada per tutte le informazioni future.

13 gennaio 2006

Se il lavoro fosse la piramide alimentare, gli intellettuali sarebbero i carnivori

-Ma... tu che fai?
-Lettere, primo anno. E tu?
-Scavo.

Non va bene così, senza parole

Il cielo è tinto di rosso e il mondo ci appare come fossimo su marte, a testa in giu. Lunghe piume bianche flottano dolcemente verso il suolo, arse e consumate dal desiderio necessario di trasformare il potenziale in cinetico. Lo scorrere del tempo si percepisce in quanti, nessun indizio di un processo continuo, solo violenti sbalzi tra uno stato e l'altro, tra prima-adesso-dopo. So dove sono, so che giorno è, non so che ore sono, non so che temperatura fa. Ai lati del percepibile, ai confini del percepito, come se non solo gli occhi, ma anche tutti gli altri quattro sensi avessero la loro coda, si aprono quadri neri che sembrano posati su un fianco, oberati dallo sforzo di essere finestre su un nulla avventuroso e azzardato. Le trame della materia oscura, che si nasconde alla vista indossando la maschera dell'inesistenza, si avvolgono in complicazioni sempre maggiori, su livelli che si giustificano l'un con l'altro, stratificando la complessità come ardesia, fluidi vetrosi di monadi: all'apparenza trasparenti, all'apparenza immoti. Una fine non ostacola una fine -la fine non è la fine- tutto ciò che può fare è privarla della fine. Per coerenza, la fine non dovrebbe avere fine. Ma è pur così una fine.

12 gennaio 2006

Se chiudo gli occhi, scivoli via da me

"Carissimo. Sono certa che sto impazzendo di nuovo. Sono certa che non possiamo affrontare un altro di quei terribili momenti. Comincio a sentire voci e non riesco a concentrarmi. Quindi faccio quella che mi sembra la cosa migliore da fare. Tu mi hai dato la più grande felicità possibile. Sei stato in ogni senso tutto quello che un uomo poteva essere. So che ti sto rovinando la vita. So che senza di me potresti lavorare e lo farai, lo so... Vedi non riesco neanche a scrivere degnamente queste righe... Voglio dirti che devo a te tutta la felicità della mia vita. Sei stato infinitamente paziente con me. E incredibilmente buono. Tutto mi ha abbandonata tranne la certezza della tua bontà. Non posso continuare a rovinare la tua vita. Non credo che due persone avrebbero potuto essere più felici di quanto lo siamo stati noi"

11 gennaio 2006

Lo scorso 2005 e i dischi più belli (forse)

In rigoroso disordine cronologico e di merito:

  • Dredg - Catch Without Arms
  • Architecture in Helsinki - In Case We Die
  • Stars - Set Yourself on Fire
  • La Quiete - La Fine non è La Fine
  • The Books - Lost and Safe
  • Idiot Pilot - Strange We Should Meet Here
  • Deftones - Rarities and B-Sides
  • Sigur Ros - Takk
  • Afterhours - Ballate per Piccole Iene
  • Straylight Run - Prepare to Be Wrong EP
  • 30 Seconds to Mars - A Beautiful Lie
  • Uochi Toki - Laze Biose EP

10 gennaio 2006

Omaggio a k13utterfly e alla fine del mondo

Loves
Dolce preferito: Le pastarelle con la panna
Parola preferita: "No"
Farfalla preferita: Vanessa Atalanta, della famiglia delle Nymphalidae
Musica preferita: Sincera
Riga preferita: Quelle color acquamarina, un po' verdi e un po' blu
Figata preferita: Le nuove combinazioni di parole
Il colore sul nero preferito: Arancione
L'ossimoro preferito: Una donna sincera
Il kaos preferito: Le altre persone

Hates
La paura detestata: La paura di non cambiare più
Il pomodoro cotto detestato: I sughi pronti
La cattiveria detestata: Incolpare altre persone dei propri errori
L'amico di maria de filippi detestato: Ognuno che fa finta di crederci

Ho acconsentito a barattare tutto il tuo carbone con tutta la mia cioccolata

La memoria, a volte, segue percorsi buffi e bizzarri. Esempio: Della mia infanzia passata in una scuola elementare privata e cattolica, questo è uno dei ricordi che ho più impresso: Ora di religione, ci viene assegnato il compito di fare un disegno sul tema della guerra. Io svolgo il mio diligentemente, ritraendo una cruenta scena di guerriglia. Anche mio compagno di banco, Enrico Draghi, completa il suo, ma decide di dare un titolo alla sua opera e di scriverlo a grandi lettere, sul foglio di carta bianca ruvida, con i pastelli a cera.

DIO E' PARZIALE

La versione ufficiale fu che intendesse scrivere "Dio è imparziale", ma credo che nessuno saprà mai la verità.

09 gennaio 2006

Come non siamo, cosa non vogliamo, cosa non vogliamo essere, come non siamo voluti

incapace, inetto, incompetente, ignorante, disadattato, inadeguato, inabile, inesperto, inidoneo, maldestro, stupido, insensato, ottuso, stolto, sciocco, scemo, cretino, imbecille, idiota, deficiente, tonto, balordo, babbeo, scimunito, chiuso, taciturno, laconico, fastidioso, molesto, noioso, sgradevole, seccante, irritante, preoccupante, problematico, scomodo, antipatico, insopportabile, intollerabile, indisponente, esasperante, importuno, tedioso, uggioso, insofferente, irritabile, timoroso, angosciato, inquieto, apprensivo, impaziente, irascibile, nervoso, stizzoso, collerico, permaloso, sospettoso, geloso, bizzoso, scontroso, ombroso, sdegnoso, spiacevole, brutto, goffo, sproporzionato, sgraziato, schifoso, sgradevole, immorale, infido, pericoloso, subdolo, ostile, disonesto, cattivo, maligno, penoso, doloroso, bieco, pesante, sociopatico, inattivo, fiacco, inoperoso, poltrone, indolente, negligente, ozioso, abulico, accidioso, svogliato, apatico, inerte, irresponsabile, immaturo, scellerato, inelegante, grossolano, insensibile, rozzo, volgare, scortese, villano, ordinario, dozzinale, comune, banale, scadente, mediocre, ripetitivo, instabile, scostante, infedele, profittatore, volubile, capriccioso, lunatico, lamentoso, bizzarro, incoerente, piatto, scontato, pedestre, scialbo, dimesso, vile, bugiardo, sleale, finto, ipocrita, disonesto, ambiguo, subdolo, maleducato, arrogante, sgarbato, incivile, sporco, impacciato, imbarazzato, imbranato, irresoluto, stonato.

PHANTASTYQUE

08 gennaio 2006

Resoconto del mio ultimo sogno

Passeggiavo, assorto nei miei pensieri, lungo via di Santa Costanza in direzione Piazza Istria, sul lato destro della strada. Era una giornata uggiosa, le nuvole cariche di pioggia, con pochi raggi di soli che filtravano attraverso lo strato grigio-azzurro di nubi come da un alone diffuso. Poco prima del concessionario di auto di lusso sono passato davanti una piccola libreria che il proprietario si accingeva a serrare. L'avevo appena superata, quando ecco che il proprietario stesso mi rivolge la parola, citando un aforisma a me sconosciuto, in tono aulico, riguardo all'andar vagando pensierosi in una giornata plumbea. Sono catturato. Torno indietro. Il proprietario assomiglia fortemente a Neri Marcorè. Gli chiedo di postporre l'orario di chiusura e di farmi entrare. Accetta. Entro. Vago tra gli scaffali, il proprietario non c'è più, al suo posto c'è una commessa, dietro il bancone, come una versione femminile del proprietario. Le chiedo: "Voglio il libro di racconti più bello che c'è". Ci pensa. Chiede consiglio alle altre commesse. Alla fine prende un piccolo libello dalla sopracopertina gialla, di cartoncino. Mi pare troppo breve quindi decido di acquistare un altro volume. Le chiedo ancora: "Voglio anche un libro di Virginia Woolf, sceglilo tu per me". E si mette a ridere. Anche le altre commesse si mettono a ridere. "Cosa c'è da ridere?" faccio io. "Nulla, nulla" risponde.

- Ma tu li hai letti?
- Tutti
- E cosa c'è da ridere?
- Nulla, nulla
- Cose da donne?

Il suo sguardo fu eloquente. Pagai e me ne andai.

07 gennaio 2006

Sempre scuse, sempre scuse, sempre scuse

-Perchè mi guardi così?
-Ti guardo con gli occhi pieni dell'orrore della nostra solitudine senza scampo

04 gennaio 2006

L'inferno sono gli altri

2005, ultimo pensiero: Qual'è destino più triste di essere considerato meno di nulla? Se le persone che tu vuoi preferiscono un vuoto sentimentale piuttosto che te, come si fa a guardare il futuro con speranza? Non c'è neanche un nemico contro cui combattere o cui dare la colpa della propria "sventura". Nessuno rivale in amore, nessuna guerra, nessuna lontanza, nessun "questo matrimonio non s'ha da fare", nessun "rinnega tuo padre, rinuncia al tuo nome". Niente. E te a combatterlo.

2006, primo pensiero: Smettila di incolpare gli altri se tu non piaci loro. Incolpa te stesso. Combatti te stesso. Se sei allo stesso tempo tesi e antitesi, devi risolverti in una nuova sintesi. Cambia. Migliora. Oppure peggiora. Se non puoi modificare l'oggetto del tuo desiderio perchè venga a te, modifica te stesso per attirarlo. Trasforma le tue debolezze nelle tue armi, poi siedi sul bordo del fiume e aspetta il passaggio del cadavere del tuo nemico.