08 agosto 2006

Lo strano effetto dell'estraneo affetto

C'è sempre una parola giusta, basta cercarla.

L'elaborato piano perfetto. Lui si sveglia, è notte, al confine col mattino. Si alza e va in cucina, beve l'acqua presa dal frigo. Ritorna a letto e porge a Lei il bicchiere d'acqua che le ha portato. Lei si mette a sedere sul letto, con gli occhi chiusi e i capelli scomposti, e beve avidamente. Si rimettono a dormire. Si b... Si abb... Si addormentano, così.

Magico, magico emo.

Esco da solo, vado in posti affollati. Mi ubriaco dei volti della gente.

Il giusto umore è la lettera u tra parentesi.

Se io, dubbioso, guardo il cielo, il cielo, minaccioso, guarda me.
Io carico di interrogativi, lui carico di nubi.

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