<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-12090569</id><updated>2011-12-04T07:39:13.723+01:00</updated><title type='text'>ventidue</title><subtitle type='html'>Sto sognando o piove davvero?</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://ventidue.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/12090569/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ventidue.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><link rel='next' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/12090569/posts/default?start-index=101&amp;max-results=100'/><author><name>gosub</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17106986038379454319</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>412</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-12090569.post-7055428789060519527</id><published>2011-10-12T18:21:00.001+02:00</published><updated>2011-10-12T18:33:31.032+02:00</updated><title type='text'>succo e polpa di scusa</title><content type='html'>&lt;div&gt;Se non mi taglio i capelli sono una piccola macchia.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Mi sveglio, oppure torno a casa, e ho sete alle mani.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/12090569-7055428789060519527?l=ventidue.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ventidue.blogspot.com/feeds/7055428789060519527/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=12090569&amp;postID=7055428789060519527' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/12090569/posts/default/7055428789060519527'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/12090569/posts/default/7055428789060519527'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ventidue.blogspot.com/2011/10/succo-e-polpa-di-scusa.html' title='succo e polpa di scusa'/><author><name>gosub</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17106986038379454319</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-12090569.post-6919396956168536015</id><published>2011-02-20T13:31:00.001+01:00</published><updated>2011-02-20T13:31:46.802+01:00</updated><title type='text'>Ittiofauna de lo dentro mio</title><content type='html'>&lt;div&gt;Lo sguardo è un rituale occluso.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;I castelli hanno i merli per incastrarsi con altri castelli, in aria, rovesciati.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Jazz e scherma nell'atmosferico, tuono e fulmine. Improv e affondo. Quanto è distante, dove è caduto.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Le buone maniere sono azioni distruttive, buchi nella vena del fare.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;I ricordi sono la rateizzazione del tempo, con interessi da usura.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;E che ci facciamo col cambiamento? La birra! E il vino. E un po' tutto quello che fermenta.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;De l'oppiaceo piacerci.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Passare la lingua su rientranze salate. Addolcimento dei seni. Voglie marsupiali.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Bollire il latte, per prudenza. Distillare l'acqua, per prudenza. Cuocere la carne, per prudenza. Prendere fuoco è una saggia scelta.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Svogliate ribellioni esotermiche. Provare ad immaginare la chimica senza antropomorfizzazione.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Inseguimento sanguinolento tra orgoglio e fame.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;L'odiato migliore. L'odiato con le spaccature dei denti, l'odiato con le matite più H, l'odiato con le scopate più livorose. L'odiato con i nomi dei muscoli, l'odiato con la nomeclatura topologica dei dolori, l'odiato con il filo spinato per suturare. L'odiato con il piccone simbolico di classe, l'odiato con l'alzo zero, l'odiato col sangue marrone gastrico. L'odiato con le donnine con la febbriciattola patrizia, l'odiato con l'attività microsismica dell'autocommiserazione, l'odiato con il saccarosio scambiato per felicità. L'odiato affamante.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/12090569-6919396956168536015?l=ventidue.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ventidue.blogspot.com/feeds/6919396956168536015/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=12090569&amp;postID=6919396956168536015' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/12090569/posts/default/6919396956168536015'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/12090569/posts/default/6919396956168536015'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ventidue.blogspot.com/2011/02/ittiofauna-de-lo-dentro-mio.html' title='Ittiofauna de lo dentro mio'/><author><name>gosub</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17106986038379454319</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-12090569.post-8357770616205360707</id><published>2011-01-09T19:05:00.000+01:00</published><updated>2011-01-09T19:07:51.594+01:00</updated><title type='text'>Fermento e gola</title><content type='html'>&lt;div&gt;Chi sono, una parola che comincia con la lettera maiuscola o una persona che inizia con la lettera minuscola? Tutte le persone sono la prima persona? Sono io veramente la prima persona di tutte? Non sono certo la prima che riesco a ricordare. Singolare, poi? Così noiosa, invece. Prima persona quotidiana, casomai.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Il freddo m'è più familiare, ché scende verso terra, come le nevi e le colonne d'aria fredda. E ci s'affeziona anche quando è meglio di me, lui che inizia le correnti convettive e io al massimo flebili invettive. Il freddo è discreto e quieto, sta fuori dalla finestra e protegge. Se il tempo è nemico, il freddo è alleato.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Sei felice? Perché, si può essere qualcosa o in qualche modo? Può una mela essere più rossa di quanto appare rossa? E se la mela è rossa, il rosso cos'è? La mela e il rosso sono la stessa cosa? Sono felice come una mela rossa. E ho il picciolo. La felicità me la raccontano come uno spazio. Lo si attraversa con passi rumorosi, perché colui che si sente felice crede di potersi permettere di camminare buffo, e ama farsi ammirare felice. Tap tap, saltino.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/12090569-8357770616205360707?l=ventidue.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ventidue.blogspot.com/feeds/8357770616205360707/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=12090569&amp;postID=8357770616205360707' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/12090569/posts/default/8357770616205360707'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/12090569/posts/default/8357770616205360707'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ventidue.blogspot.com/2011/01/fermento-e-gola.html' title='Fermento e gola'/><author><name>gosub</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17106986038379454319</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-12090569.post-1389485272843719361</id><published>2010-10-19T00:03:00.001+02:00</published><updated>2010-10-19T00:11:49.167+02:00</updated><title type='text'>Pezzi della luna che ho tenuto da parte</title><content type='html'>&lt;div&gt;&lt;div&gt;All'inizio di questa storia piove appena; perchè ogni storia, per iniziare, ha bisogno di eventi che ne introducano il tono e non ne impediscano lo svolgimento. Per questo, all'inizio di questa storia, non brilla il sole e non piove a dirotto. Potrebbe al massimo nevicare, ma la neve ha la colpa di essere silenziosa, e questa storia non ha niente di silenzioso. Il protagonista della storia potrei anche essere io, o magari una donna che cammina per la strada. Anche un cane andrebbe bene. Non fa nessuna differenza, perchè alla fine della storia il protagonista non sarà andato da nessuna parte, non avrà raggiunto la sua Itaca, non avrà salvato la sua Camelot, non avrà affrontato la sua nemesi, non sarà stato trafitto eroicamente e non sarà stato vittima dell'immedesimazione di chi questa storia cerca ancora di prenderla come tutte le altre storie. Ed è l'unico motivo per cui colui che è veramente il protagonista di questa storia riesce a sopportarlo. Faremo una concessione alla storia,  utilizzerò un nome, forse qualcuno in più. Non perchè una storia abbia bisogno di nomi, niente affatto, ma questa storia, senza nomi, con il suo modo di divenire storia, finirebbe per essere più storia della storia che ambisce ad essere. Ed in questa storia un eccesso di storia sarebbe una colpa.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Il nome è Shai.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Shai ha eretto una fortezza di micro-abitudini. La pioggia fa il marciapiede lucido. In scene come queste, chi ha la luce detta la legge. Una luce intermittente è un ordine. La frequenza è misura di perentorietà. Shai è un corpo cavo. Incassa la testa nelle spalle. Le braccia stringile contro il corpo, parallele, piegate appena. Rendi lo sguardo più grigio che puoi. Regola il volume tanto da coprire il mondo fuori, non tanto da essere notato dal mondo fuori. Non scivolare, per ciò che hai di più caro, non scivolare, ti prego. Forse oggi riuscirai a scomparire.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Un uomo distante alza la voce nella direzione di Shai. "Signore, le ho forse fatto torto in qualche modo?". La frase attraversa la strada. Shai, nella rivelazione di sè che sa di sconfitta, si concede uno sguardo verso l'alto. Alcune luci illuminano la strada prive di alcun appiglio logico. Gruppi di falene si arrovellano delle stesse incertezze di Shai, volandoci contro ripetutamente, che è il modo degli insetti di fare domande. Le traiettorie delle falene sono cerchi bianchi contro il cielo. Le traiettorie delle gocce di pioggia sono rette ortogonali a queste circonferenze. Shai riconosce l'immagine. Linee di campo elettromagnetico generate da un filo infinito percorso da corrente continua.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;I rifiuti di carta si gonfiano d'acqua e si sciolgono. Shai, notandoli, cerca di immaginarsi la natura dell'essere immorale perfetto. "Sono io così? Potrei esserlo se lo volessi?". Si lusinga. Il riproduttore anameccanico intercetta il pensiero. Shai ne ascolta l'elaborazione attraverso gli auricolari. "Eri un bambino e avevi un gioco composto da scatole di plastica che siedevano l'una dentro l'altra. Ricordi? La più grande era rossa, ed ogni scatola aveva un colore diverso da quella adiacente. Potevano essere impilate per formare una piramide. Una teoria morale, una qualsiasi, è quella piramide. Le stesse scatole, riposte una nell'altra, sono la forma dell'immoralità". Il riproduttore anameccanico è un aggeggio divertente. Tecnicamente è un ibrido tra una macchina connettiva, un EEG portatile, una generatore markoviano e una membrana positronica. In pratica è un compagno di filosofie portatile. Cattura i pensieri e modella le antitesi successive. Usarlo produce la sensazione di avere a che fare con una versione di sè cinquenne che non solo ha tutte le domande, ma anche tutte le risposte. Shai ne ha paura, e bisogno.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Per raggiungere il proprio appartamento è costretto ad attraversare il piazzale antistante una caserma militare. Da questo momento in poi, ogni sera, Shai perde la capacità di ignorare. Le mura degli edifici improvvisamente sono, e sono aride e decrepite. I rami tornano contro i vetri delle finestre. Le pietre, le mancanze, le ombre, le infusioni, le smorfie, i tracciati, le storture, i gradienti, le zampe, le confezioni, le ginocchia, le goccioline, le sospensioni, le cavità, le macchie. Shai si sente riempire. Non di nausea, perchè quella appartiene ad un'altra storia. E' una colonizzazione parassita. Una necrosi e le dita che la penetrano per grattarla via. Un ectoplasma da rigurgitare durante una seduta spiritica. Il desiderio di di ustionarsi le mani lavandole con acqua bollente. "Credevi che saresti riuscito a resistere fino all'arrivo a casa, vero?"&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Adesso, se Shai si mette a pensare, sente freddo. Non nelle membra, ma nei pensieri. Un dirigibile metallico attraversa il cielo, impassibile. Dei fari lo illuminano da terra, lo rincorrono. "Perchè ho voglia di fine? Perché mi sono insopportabili le necessità scambiate per verità? Perchè ho smesso di ridere e piangere alle finzioni antropomorfe? Perchè non provo più bisogno di particolare e di generale?". Il dirigibile è scomparso, e l'atmosfera torna viscosa ed elettrica. La pressione barometrica aumenta impercettibilmente. Cambia la geografia del cielo nuvoloso. Il riproduttore anameccanico ha scandito le gerarchie logiche, esaurendole. Ha individuato una contraddizione. "Le antiche filosofie sofiste teorizzavano l'inconoscibilità dell'essere, attraverso deduzioni logiche che avevano come presupposto l'incomunicabilità, discendente a sua volta dalla natura incompleta del linguaggio umano. La derivazione moderna è la teoria per cui sia impossibile giudicare un capo di abbigliamento se illuminato dalla luce al neon. Arriverà il nulla, e non avrà bisogno di servitori."&lt;/div&gt;&lt;div&gt;E non avrà bisogno di me.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Sono libero. E torno a casa.&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/12090569-1389485272843719361?l=ventidue.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ventidue.blogspot.com/feeds/1389485272843719361/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=12090569&amp;postID=1389485272843719361' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/12090569/posts/default/1389485272843719361'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/12090569/posts/default/1389485272843719361'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ventidue.blogspot.com/2010/10/pezzi-della-luna-che-ho-tenuto-da-parte.html' title='Pezzi della luna che ho tenuto da parte'/><author><name>gosub</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17106986038379454319</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-12090569.post-4470741160791048649</id><published>2010-09-26T19:17:00.001+02:00</published><updated>2010-09-26T19:27:19.338+02:00</updated><title type='text'>L'eterno ritorno in cuffia</title><content type='html'>&lt;div&gt;Perché mai qualcuno dovrebbe riempire una bottiglia di coriandoli e lasciarla a testa in giù?&lt;/div&gt;&lt;div&gt;A volte ho lo sguardo perso di un gigante che non capisce la scala del mondo.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Tutte quelle lezioni di piano che non ho mai preso stanno finalmente dando i loro frutti.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Dopo molti anni ho cambiato lo spazzolino. Traumaticamente. Io e quello spazzolino abbiamo fatto molte cose insieme, cose come avventure. Cosa accadrà adesso?&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Si può anche essere un set di posate.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Uno squittire della ruota in curva e di subito mi assedia una miriade di nostalgie di notte d'estate con i grilli intorno.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Dove sei statico?&lt;/div&gt;&lt;div&gt;E' forse una ignominia, da parte mia, togliersi la camicia prima di lavarmi i denti?&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Il contrario di divieto è permesso od obbligo?&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Mi è venuta la solitudine, ma è andata via e non torna più. Lasciandomi solo?&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Mi perdo sempre la formazione delle nuvole. Arrivano da altrove e scivolano via, ma non vengono mai alla luce.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;La carica più ambita nella società dei mulini a vento è quella di ministro della difesa.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Di notte le strade disgustose. Se accelero dimentico. Mi vengono gli occhi piccoli da insetto. I movimenti percepiti nel campo visivo periferico, mi danno la caccia, mi infestano. Che la pioggia si depositi pure sulle finestre, fatemi vedere in quanti parti si può frantumare il mondo fuori. In quante parti essere frantumati. Sto ossessionando sul come prima mai più. Non sono pronto, sono instabile e informe, dentro. Sui tremori di prima.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/12090569-4470741160791048649?l=ventidue.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ventidue.blogspot.com/feeds/4470741160791048649/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=12090569&amp;postID=4470741160791048649' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/12090569/posts/default/4470741160791048649'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/12090569/posts/default/4470741160791048649'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ventidue.blogspot.com/2010/09/leterno-ritorno-in-cuffia.html' title='L&apos;eterno ritorno in cuffia'/><author><name>gosub</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17106986038379454319</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-12090569.post-7125299521396927657</id><published>2010-09-18T20:30:00.000+02:00</published><updated>2010-09-18T20:31:50.674+02:00</updated><title type='text'>Respiro sprofondo</title><content type='html'>&lt;div&gt;Nil non sta ballando.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Non è qui per ballare.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Vuole più luce possibile dentro di sè.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Qui la luce si muove,&lt;/div&gt;&lt;div&gt;si muove nel modo giusto.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Ci sono anche corpi che si muovono.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Non sono i corpi i giusti.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Non importa.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Quando si muove la luce,&lt;/div&gt;&lt;div&gt;i corpi non si muovono più.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Va bene così.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Nil tiene gli occhi aperti.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Aperti come nessun altro.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Le iridi, a comando, dilatate.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Sottraendo la luce al movimento&lt;/div&gt;&lt;div&gt;rimane il tempo.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Dentro Nil è un visibilio;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;pura matematica,&lt;/div&gt;&lt;div&gt;pura misura dell'ego,&lt;/div&gt;&lt;div&gt;dinamica minima dei cieli,&lt;/div&gt;&lt;div&gt;pura moda,&lt;/div&gt;&lt;div&gt;frazioni e rifrazioni.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Sono tutti riduzionisti,&lt;/div&gt;&lt;div&gt;e sono tutti linguisti.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Cercano tutti la lingua&lt;/div&gt;&lt;div&gt;parlata dalla soluzione.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Pensano all'industria&lt;/div&gt;&lt;div&gt;delle materie tessili.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Alle abbreviazioni.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Mentre cercano, ballano.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Ballano intorno al colpevole.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Nil non sta ballando.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/12090569-7125299521396927657?l=ventidue.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ventidue.blogspot.com/feeds/7125299521396927657/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=12090569&amp;postID=7125299521396927657' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/12090569/posts/default/7125299521396927657'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/12090569/posts/default/7125299521396927657'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ventidue.blogspot.com/2010/09/respiro-sprofondo.html' title='Respiro sprofondo'/><author><name>gosub</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17106986038379454319</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-12090569.post-5320182143712666616</id><published>2010-09-05T18:27:00.000+02:00</published><updated>2010-09-05T18:29:20.445+02:00</updated><title type='text'>Circa in questo, quasi insieme</title><content type='html'>&lt;div&gt;Per quei giramenti di testa: comincerò a pretendere che ogni cosa sia il riflesso della sua controparte rovesciata in cielo.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;I numeri cinque scritti sul muro a volte sembrano delle mitragliatrici. Invece i soli assomigliano alle bandiere.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;La polaroid è l'unità di misura che coniuga in sè spazio e tempo; ad esempio, la mia estate è stata di 3 milli-polaroid.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Nella storia di ogni cultura si narrano storie di antenati in viaggio, sui loro carri, alla ricerca della terra promessa. Di giorno cercando di fare più strada possibile, la notte accampandosi intorno al fuoco. Il falò delle carovanità.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Le mani non bastano mai. Le mani strutturano continuamente il riuso del corpo. Servono mani per diradare la nebbia e per mordere. Mani per brandire altre mani e mani per modellare le dune. Con le mani si avvicina la luna. Abbiamo bisogno delle mani per fare scelte e per bloccare l'anima quando cerca di uscire dalla bocca. Le mani rendono quotidiane le sovraimpressioni, come in: non hai fatto una buona prima impressione, ma sopra di te ho scattato la foto di un gatto.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/12090569-5320182143712666616?l=ventidue.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ventidue.blogspot.com/feeds/5320182143712666616/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=12090569&amp;postID=5320182143712666616' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/12090569/posts/default/5320182143712666616'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/12090569/posts/default/5320182143712666616'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ventidue.blogspot.com/2010/09/circa-in-questo-quasi-insieme.html' title='Circa in questo, quasi insieme'/><author><name>gosub</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17106986038379454319</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-12090569.post-5503332612984933365</id><published>2010-08-25T16:02:00.001+02:00</published><updated>2010-08-25T16:02:38.132+02:00</updated><title type='text'>Le verità amorfe</title><content type='html'>&lt;div&gt;Perché una sensazione può divenire messaggio solo indirettamente, come nelle metafore. Non cosa sia, dunque, ma cosa rimarrebbe al suo posto se non vi fosse più. E allora, quello che io provo. Io provo un biscotto di pasta frolla, che si spezza, che ha la forma che hai deciso tu (non dire cuore, per favore, non dire cuore) e dimenticato in fondo alla dispensa diventa il nido delle farfalline bianche. Io provo una cornice che racchiude le cose già messe a fuoco, ma che non oppone resistenza se si prova a toccarne la superficie (sì, è la mano che passa attraverso). Provo i cerchi nel grano fatti con lo stare a guardare le nuvole, che non sono cerchi e che questo forse, nonostante la spiga, non è nemmeno grano. Provo la fine prima del compimento. Le candeline spezzate che si tengono per lo stoppino. La confusione degli oggetti tutti al loro posto. Le catene di Markov. Io provo il contesto che si fa materia, con cui si erigono alte mura.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/12090569-5503332612984933365?l=ventidue.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ventidue.blogspot.com/feeds/5503332612984933365/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=12090569&amp;postID=5503332612984933365' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/12090569/posts/default/5503332612984933365'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/12090569/posts/default/5503332612984933365'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ventidue.blogspot.com/2010/08/le-verita-amorfe.html' title='Le verità amorfe'/><author><name>gosub</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17106986038379454319</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-12090569.post-3100657738073692995</id><published>2010-08-19T17:44:00.000+02:00</published><updated>2010-08-19T17:45:22.373+02:00</updated><title type='text'>Storia passeggera della tristezza, raccontata affettando un cotechino</title><content type='html'>&lt;div&gt;I perfetti compagni di viaggio in treno sono in due, sono soli all'interno dello scompartimento e sono sconosciuti l'uno all'altro. Sono il Maliconico e l'Invadente. Il Malinconico era già nello scompartimento quando è salito l'Invadente. Non gli avrebbe rivolto neanche la parola se l'Invadente non lo avesse salutato per primo. L'Invadente porta scompiglio nell'ordinato e costante guardare fuori dal finestrino del Malinconico. L'Invadente comincia sempre parlando tra se' e se', fin quando uno di quei suoi monologhi esteriori non fa scattare la molla nella domanda meccanica: "E lei...?". A coronare il paradosso, l'Invadente trova che la maliconia dell'altro sia molto invadente, mentre il Malinconico pensa l'altrui invadenza come profondamente malinconica.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Non amo viaggiare in treno. Le motivazioni, se stessi ad elencarle, sono sicuro che sarebbero piene di piccolezze e banalità, questionucole di pura contingenza. Eppure, vi sono due questioni su cui il mio senso del dovere all'adattamento non riesce a prendere il sopravvento.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Per cominciare, il viaggio in treno calpesta i miei sentimenti. Il treno parte e arriva ad orari prefissati, quindi mio desiderio di arrivare non si trasforma in un'accelerazione. Di rovescio, nulla del mio non voler giungere a destinazione provoca un rallentamento. Non c'è modo di saltare le soste, neanche quando sembrano aumentare di frequenza più ci si avvicina alla meta. Non c'è modo di mettersi a girovagare per perdere tempo. Verso il bene o verso il male, un viaggio in treno si trasforma sempre in un esercizio di frustrazione.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Il secondo ostacolo è di natura letteraria. Il problema è che la scena del treno, come quella dello scompartimento, è stata sviscerata. Nel treno è successo tutto. Ogni umanità vi ha incontrato qualunque altra. Non v'è persona, animale, pianta o cosa che non sia stata su di un treno, con qualcuno a raccontarne la storia. E per quanto lo detesti, anch'io in questo momento non sto facendo altro che mettermi su di un treno insieme ad una storia, esaurendo anche questa possibilità. La mia unica speranza è che, come per le formule magica, l'ennesima ripezione della formula sia quella che infine fa scomparire l'oggetto della magia. Niente più storie di vaggio in treno allora, e si potrà tornare a bordo pieni di promesse di avventure.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/12090569-3100657738073692995?l=ventidue.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ventidue.blogspot.com/feeds/3100657738073692995/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=12090569&amp;postID=3100657738073692995' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/12090569/posts/default/3100657738073692995'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/12090569/posts/default/3100657738073692995'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ventidue.blogspot.com/2010/08/storia-passeggera-della-tristezza.html' title='Storia passeggera della tristezza, raccontata affettando un cotechino'/><author><name>gosub</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17106986038379454319</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-12090569.post-4746319410309476834</id><published>2010-08-16T19:13:00.000+02:00</published><updated>2010-08-16T19:14:09.026+02:00</updated><title type='text'>È solo strano, ma dopo cena è tutto passato</title><content type='html'>&lt;div&gt;I fratelli immaginari fantasticavano di andare incontro ad una spiritualità fondata sul sangue: la perdita di sangue, l'ostentazione del sangue, la compravendita di sangue, le abluzioni nel sangue. Rincorrevano le porzioni di pastiera napoletana nel bosco, e quando le prendevano le appuntavano nei loro quaderni di tassonomia con grandi spilloni. A tavola erano soliti risputare il bolo nel piatto per fare giochi di prestigio. Giocavano al tiranno, a turno ordinavano all'altro di avvolgersi nel tappeto del salotto, scendere nelle fogne e affrontarle come rapide in un canyon.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;I fratelli immaginari facevano soffiare il vento sulla tangenziale per vedere quale fosse il mezzo che si sarebbe ribaltato per primo. Smontavano i loro capricci e li nascondevano nei cavi tronchi degli alberi. Con esperimenti di elettrolisi, laminavano le loro gambe con oro e titanio; in quei momenti avrebbero potuto far piangere di rimorso un uomo adulto con un semplice sguardo seguito da una contrazione dei muscoli pubococcigei. Un giorno giocando a biglie inventarono il determinismo.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;I fratelli immaginari, quando trovavano una grotta tra le montagne, sostituivano le stalattiti con aghi ipodermici e le stalagmiti con amministratori delegati. La lingua che utilizzavano per comunicare tra di loro era un misto di melodia, comicità, ametista, fiera di paese e metro da sarto. Potevano permettersi di lasciare il sapone fuori dal portasapone. Nessuno dimenticherà mai il giorno in cui decisero di abbandonare il paese, poiché la notte stessa, la costellazione del toro entrò dentro al pollaio per rubare tre uova.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/12090569-4746319410309476834?l=ventidue.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ventidue.blogspot.com/feeds/4746319410309476834/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=12090569&amp;postID=4746319410309476834' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/12090569/posts/default/4746319410309476834'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/12090569/posts/default/4746319410309476834'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ventidue.blogspot.com/2010/08/e-solo-strano-ma-dopo-cena-e-tutto.html' title='È solo strano, ma dopo cena è tutto passato'/><author><name>gosub</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17106986038379454319</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-12090569.post-2108181001035860016</id><published>2010-08-09T23:40:00.001+02:00</published><updated>2010-08-09T23:41:26.915+02:00</updated><title type='text'>Scegli un colore e picchialo a sangue</title><content type='html'>&lt;div&gt;&lt;div&gt;La cucitura del cuscino sul dorso del mio collo, preme, le presto attenzione. Spero di non dimenticare le cose che ho toccato. Sono uno che rinnega lo sporco nei fazzoletti, qualcosa che prima era mio, o ero io. Se mi chiedeste dove trovare il peccato, vi direi di cercare nel passaggio dalla pianura ai monti.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Non credo all'abbracciarsi le ginocchia.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;C'è quella parte del pollice, quella un po' più larga, dove si incontrano le due falangi: percossa contro gli oggetti produce un rumore legnoso e ho imparato ad usarla per tenere il tempo. A causa dei ritmi sincopati, fa male e ripenso alla scuola media e ai ragazzi popolari che tenevano per vezzo un anello di metallo intorno alla base del pollice. Suppongo che distinguere la foto di un tramonto da quella di un'alba sia solo una questione di concentrazione.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Mi avvolgo il fil di ferro intorno alle dita.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Provo a non essere troppo sicuro di me quando a penso a cosa è una gabbia e cosa non lo è. Pensieri che assomigliano a quello che volevamo fosse la filosofia, pensieri che sembrano messaggi che si fanno strada tral rumore bianco. Ho cominciato a coltivare un'ossessione ma è venuto fuori un bonsai. Mi fermo a guardare uno scarafaggio scavalcare un pelo pubico sul pavimento. I modellini in scala fatti con la carta si dividono in due categorie: i ruffiani e i prepotenti.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Se ora mi presti le mani ci gioco un po'.&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/12090569-2108181001035860016?l=ventidue.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ventidue.blogspot.com/feeds/2108181001035860016/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=12090569&amp;postID=2108181001035860016' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/12090569/posts/default/2108181001035860016'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/12090569/posts/default/2108181001035860016'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ventidue.blogspot.com/2010/08/scegli-un-colore-e-picchialo-sangue.html' title='Scegli un colore e picchialo a sangue'/><author><name>gosub</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17106986038379454319</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-12090569.post-8775507921636330688</id><published>2010-07-25T11:59:00.001+02:00</published><updated>2010-07-25T11:59:55.496+02:00</updated><title type='text'>Di porte che sanno mangiare da sole</title><content type='html'>&lt;div&gt;Una mano stringe la bacchetta e rimane sollevata sopra la testa, per frazioni di battuta. Come un oggetto lanciato in aria, che arriva al punto più alto della sua parabola e rimane fermo lì, esaurita la spinta iniziale, aspettando che altre forze facciano il loro corso. Manca poco prima che si abbatta sul timpano, con scarsa convinzione, con l'indolenza richiesta dalla canzone. Messe sullo spartito, quelle parole in italiano scritte in bella calligrafia, piene di grazie. &lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'times new roman';"&gt;&lt;i&gt;Senza fretta&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;. I faretti motorizzati si mettono a roteare di luce viola, a riconquistare l'attenzione di chi, in piedi di fronte ad un palco, si perde in fantasie inevitabilmente tangenziali. Un ecosistema, là sotto, popolato con fauna di disinteresse e flora di comatoso sbigottimento. Decine di corpi impegnati a traspirare, in gruppetti. Una stessa cosa con nomi differenti è fonte di confusione. Fossero molecole di acqua la si chiamerebbe tensione superficiale. Ma questi si chiamano essere umano l'un l'altro e allora questa cos'è? Paura? Abitudine? Gravità emozionale? In qualsiasi momento potrebbe entrare in sala una spedizione di speleologi, tenendo in mano torce di legno fiammeggianti, a rischiarare il cammino. Lo speleologo entra sempre con la testa bassa e inarcando la schiena. Lo speleologo, con la sua torcia, darebbe fuoco a tutto il vapore di alcol che campeggia su queste teste. La speleologia, come suonare la batteria, è distruzione.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/12090569-8775507921636330688?l=ventidue.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ventidue.blogspot.com/feeds/8775507921636330688/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=12090569&amp;postID=8775507921636330688' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/12090569/posts/default/8775507921636330688'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/12090569/posts/default/8775507921636330688'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ventidue.blogspot.com/2010/07/di-porte-che-sanno-mangiare-da-sole.html' title='Di porte che sanno mangiare da sole'/><author><name>gosub</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17106986038379454319</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-12090569.post-4631823743352983128</id><published>2010-07-18T17:15:00.001+02:00</published><updated>2010-07-18T17:15:56.100+02:00</updated><title type='text'>Agli alberi non importa</title><content type='html'>&lt;div&gt; - Lo sai cosa mi piace dei numeri? Che vengono sempre uno dopo l'altro. Che sono così inequivocabili. Che non hanno bisogno di mistero per essere affascinanti. Si sa già quale sarà il prossimo numero, ma è nelle combinazioni che ci si può sbizzarrire.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Ti racconto a cosa penso quando non penso a niente. Mentre fuori è troppo pomeriggio per fare qualunque cosa. Mentre te ne stai in ginocchio sul letto e cerchi di dare una forma al tuo cuscino. Una forma qualsiasi. Adesso sembra un piccolo mammifero. Io stavo guardando te. So che non è necessario specificare che sto parlando solo dei numeri naturali. So che stai ascoltando, perchè non dici nulla.&lt;/div&gt;&lt;div&gt; - E nonostante tutto, non sono insostituibili. Se un giorno qualcuno rubasse tutti i 6 del mondo, non ci sarebbero grandi sconvolgimenti. Chi si dovesse trovare a contare, passerebbe direttamente dal 5 al 7, senza provare alcun rimorso.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Devo aver detto qualcosa di imperfetto. Sei passata dal silenzio-ti-sto-ascoltando al silenzio-sto-per-farti-una-domanda. C'è un codice morse anche per i silenzi. Un silenzio breve, due silenzi lunghi. Il problema sono le pause.&lt;/div&gt;&lt;div&gt; - Non stai dimenticando qualcosa?&lt;/div&gt;&lt;div&gt; - Cosa?&lt;/div&gt;&lt;div&gt; - Non pensi a chi abita al civico numero 6? Non troverebbe più la strada di casa! E i bambini di 6 anni? Destinati ad avere la stessa età per sempre! E quelli in viaggio, che si trovano al km 6 di un'autostrada? Senza possibilità di andare avanti o indietro! La loro unica salvezza sarebbe trovare uno svincolo in quei mille metri. Uno di quelli che porta ad un paesino sperduto tra le colline, con un nome improbabile tipo Poggio Pipetta. Dovrebbero inventarsi una nuova vita lì, mettere su casa, invecchiare e morirci.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Mi stai facendo sentire un tiranno, e la sensazione mi intriga. Ma sono io che ho strappato la trama delle vite di queste persone, rimaste intrappolate in mezzo al 6? Provo a recuperare.&lt;/div&gt;&lt;div&gt; - Non possono esserci solo cose positive intorno al 6. Magari c'è un uomo che sta cadendo da un palazzo e si trova a 6 metri da terra. Quando il 6 scompare, ha salva la vita. Se per ogni 6 buono scompare anche un 6 cattivo, l'equilibrio dell'universo è preservato.&lt;/div&gt;&lt;div&gt; - E le coppie che si sono conosciute il giorno 6? Si vogliono ancora bene dopo?&lt;/div&gt;&lt;div&gt; - Non lo so. A questo non ho pensato.&lt;/div&gt;&lt;div&gt; - Credo che sentirei la mancanza del 6. Mi piace il 6, è un bel numero. Non bello come il 4, ma bello.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Il tuo cuscino è volato via, a qualche metro dal letto. Ti stendi accanto a me e allunghi un braccio sul mio petto. In cielo passa una nuvola che non assomiglia a niente.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/12090569-4631823743352983128?l=ventidue.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ventidue.blogspot.com/feeds/4631823743352983128/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=12090569&amp;postID=4631823743352983128' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/12090569/posts/default/4631823743352983128'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/12090569/posts/default/4631823743352983128'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ventidue.blogspot.com/2010/07/agli-alberi-non-importa.html' title='Agli alberi non importa'/><author><name>gosub</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17106986038379454319</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-12090569.post-3298371475929722702</id><published>2010-07-04T11:56:00.000+02:00</published><updated>2010-07-04T11:59:20.845+02:00</updated><title type='text'>Non voglio dirti cosa fare con le tue ginocchia. Voglio solo ricordarti che indicare non è buona educazione.</title><content type='html'>&lt;div&gt;I re barbari adoravano i gioielli, soprattutto quelli verdi, e odiavano i test di trigonometria. Ci facevano sopra disegni di soli e rune. I genitori dei re barbari non permettevano loro di tenere telefoni cellulari, perchè temevano che potessero distrarsi mentre andavano a cavallo ed essere disarcionati. Allora i re, per ripicca, ogni volta che davano fuoco all'abitazione di un povero contadino, lasciavano sulle macerie fumanti un gatto vestito con una tunica bianca. Quando i re barbari si sposavano, le mogli erano molto belle e i re molto grassi. Dopo qualche anno le mogli diventavano molto grasse e i re allora andavano in guerra. Quando tornavano dalla guerra portavano in dono alle loro regine scatole di cioccolatini e musicassette. Tutti i gioielli del bottino li tenevano per sè, soprattutto quelli verdi. Le regine passavano le ore ad ascoltare le cassette dei duran duran e a provarsi nuovi vestiti. Le vecchine per le strade raccoglievano spezzoni di nastro magnetico; li cucivano insieme, li remixavano e poi li rivendevano, il giorno del mercato, sui loro banchetti di legno. I giovani si tenevano per mano perchè avevano solo le mani. I re barbari, oltre alle mani, avevano grossa considerazione e quindi si tenevano anche in grossa considerazione. I re barbari non tenevano le regine barbare per mano, per timore che queste sfilassero loro dalle dita gli anelli verdi. L'epopea dei re barbari si concluse quando fu inventato il tè. L'invenzione del tè permise agli uomini di creare i country club e i campi di golf, dai quali i re barbari furono presto esclusi a causa del loro parlare ad alta voce e del loro vezzo di usare bulbi oculari umani al posto delle palline da golf. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/12090569-3298371475929722702?l=ventidue.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ventidue.blogspot.com/feeds/3298371475929722702/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=12090569&amp;postID=3298371475929722702' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/12090569/posts/default/3298371475929722702'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/12090569/posts/default/3298371475929722702'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ventidue.blogspot.com/2010/07/non-voglio-dirti-cosa-fare-con-le-tue.html' title='Non voglio dirti cosa fare con le tue ginocchia. Voglio solo ricordarti che indicare non è buona educazione.'/><author><name>gosub</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17106986038379454319</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-12090569.post-3217356067807976218</id><published>2010-06-29T12:17:00.000+02:00</published><updated>2010-06-29T12:19:29.288+02:00</updated><title type='text'>Carta da parati per i pensieri</title><content type='html'>&lt;div&gt;Ci sono coloro che vorrebbero mangiare i fiori, che sono diversi dai mangiatori di Loto. L'unico oblio che li interessa sono le orecchie piene di vento. Ad esempio: Il mondocielo, la voce del verbo stare e la direzione sbagliata possono coesistere solo in uno specchietto retrovisore. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Ci sono idee della realtà che sono un po' menzogne, che possono rovinare un pomeriggio. Ad esempio: nuotare con addosso il peso simbolico di un animale comune.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Ci sono momenti sporchi, sottili millimetri, che estinguono qualunque cosa nel raggio di km e non hanno bisogno di scavare per piantare un germe. Ad esempio: "Fermi... Sorridete... Fatta."&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Ci sono permutazioni di punti di vista che celano il tedio invisibile alla fantasia pigra. Ad esempio: la differenza tra stare dentro una nuvola e stare fuori a guardare qualcuno dentro una nuvola. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Ci sono errori che mettono radici, su cui ti puoi dondolare, sotto cui puoi sonnecchiare, che non puoi abbattere perchè lì ci giocavo da bambino. Ad esempio: tentare di fermare, con le mani, le cose che tremano. Tentare di fermare le cose, con le mani che tremano.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/12090569-3217356067807976218?l=ventidue.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ventidue.blogspot.com/feeds/3217356067807976218/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=12090569&amp;postID=3217356067807976218' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/12090569/posts/default/3217356067807976218'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/12090569/posts/default/3217356067807976218'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ventidue.blogspot.com/2010/06/carta-da-parati-per-i-pensieri.html' title='Carta da parati per i pensieri'/><author><name>gosub</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17106986038379454319</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-12090569.post-1420083731030037393</id><published>2010-05-29T10:38:00.000+02:00</published><updated>2010-05-29T10:39:50.518+02:00</updated><title type='text'>L'oggetto in sindrome (la trasformazione de)</title><content type='html'>&lt;div&gt;Una derivazione di quel circuito elettrico che è l'anima, il pianoforte. Lì al pianoforte ci si sta bene murati dentro; ed è come un mammifero che, per nutrire il proprio cucciolo, prende per sbaglio tutta la sua testa dentro la bocca. Il pianoforte è un sasso ed io sono lo stagno. Il filosofo si chiede: Il pianoforte è tensione o tranquillità? Qualcuno dalla galleria risponde: Ci sono le cose del mondo che si aspettano di essere sollevate, dal basso verso l'alto. E poi ci sono i tasti del pianoforte.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;A nessuno capita mai, quando si è in attesa al ritiro bagagli dell'aeroporto, di essere il possessore della prima valigia ad uscire. Credo che il personale aeroportuale ponga una valigia fittizia in testa a tutte le altre, che agisca come anestetico per le masse in attesa.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Rimane solo da mettere tutti i numeri in cielo, e aspettare che il vento risolva il problema.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/12090569-1420083731030037393?l=ventidue.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ventidue.blogspot.com/feeds/1420083731030037393/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=12090569&amp;postID=1420083731030037393' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/12090569/posts/default/1420083731030037393'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/12090569/posts/default/1420083731030037393'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ventidue.blogspot.com/2010/05/loggetto-in-sindrome-la-trasformazione.html' title='L&apos;oggetto in sindrome (la trasformazione de)'/><author><name>gosub</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17106986038379454319</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-12090569.post-5143643627949782338</id><published>2010-04-13T21:31:00.001+02:00</published><updated>2010-04-13T21:32:59.933+02:00</updated><title type='text'>Hai visto quella donna francese col suo strano modo di mangiare un arancio?</title><content type='html'>&lt;div&gt;La morte me la immagino in reggicalze.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Alcune navi si arenano così profondamente che a volte il mare si dimentica di essere mai stato lì. Le navi che si arenano sono le più orgogliose, sono quelle che dicono: "non osare dirmi dove posso o non posso navigare".&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Il mondo decide dove si trova l'acqua, noi decidiamo quanto bagnarci.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Parlando da fantasma: anche io preferirei infestare un castello. Essere immateriali non vuol dire non essere pigri.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;E' un peccato che la luce debba sempre venire da qualche parte. Sembra così impaziente. Va bene quando la luce viene da dietro i tuoi capelli, come è la dissolvenza del the, molecole, ma morbide. Forse la luce si porta dietro la propria casa, come fanno le chiocciole.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/12090569-5143643627949782338?l=ventidue.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ventidue.blogspot.com/feeds/5143643627949782338/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=12090569&amp;postID=5143643627949782338' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/12090569/posts/default/5143643627949782338'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/12090569/posts/default/5143643627949782338'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ventidue.blogspot.com/2010/04/hai-visto-quella-donna-francese-col-suo.html' title='Hai visto quella donna francese col suo strano modo di mangiare un arancio?'/><author><name>gosub</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17106986038379454319</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-12090569.post-3588782011034585458</id><published>2010-03-31T00:11:00.000+02:00</published><updated>2010-03-31T00:13:32.759+02:00</updated><title type='text'>Tutte le mani possibili</title><content type='html'>&lt;div&gt;Per gli amanti della primavera, la primavera è una gran seccatura. A volte per mettere in discussione un'identità basta un campo di papaveri, un pallone fatto con la gomma da masticare, riconoscere un posto dalle nuvole.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Io ho una testa, che è come una tazza di the. Quando le cose si fanno interessanti, si forma una nuvoletta di vapor acqueo sulla sommità. Poi certo c'è anche il the freddo, ma quello è ripensarci dopo, a mente fredda.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Vorrei capire come il bianco e nero influisca sullo scorrere del tempo.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Io ho una teoria. Io non sono d'accordo. Io non sono d'accordo e ho una teoria. Io ho una teoria anche quando non ho una teoria, perchè ho una teoria sul perchè non ho una teoria. Io ho una teoria anche quando sarei d'accordo in teoria, ma poi non sono d'accordo. Quando penso troppo di avere una teoria, finisce che non sono d'accordo, perchè avere una teoria non basta e mi sembra troppo facile. Quando penso troppo di non essere d'accordo, finisce che non sono d'accordo sul non essere d'accordo, perchè non essere d'accordo non basta e mi sembra troppo facile. Tutto ciò potrebbe sembrare strano, ma non sono d'accordo. Anzi si può spiegare facilmente, e io ho una teoria.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;E tu che, sul mio foglio da disegno gigante, potrai disegnare sempre.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/12090569-3588782011034585458?l=ventidue.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ventidue.blogspot.com/feeds/3588782011034585458/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=12090569&amp;postID=3588782011034585458' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/12090569/posts/default/3588782011034585458'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/12090569/posts/default/3588782011034585458'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ventidue.blogspot.com/2010/03/tutte-le-mani-possibili.html' title='Tutte le mani possibili'/><author><name>gosub</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17106986038379454319</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-12090569.post-7934151402721076387</id><published>2010-03-27T16:36:00.002+01:00</published><updated>2010-03-27T16:39:36.066+01:00</updated><title type='text'>di moto dovuto</title><content type='html'>&lt;div&gt;Dicevano che le ore di disegno erano obbligatorie, che non si poteva uscire. Eppure in quelle stesse ore continuavano a ripetere questa cosa dei punti di fuga. Ho creduto mi si stesse mettendo alla prova.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;In seguito avrebbero detto che ero scappato, ma io penso che non sia giusto dire che si sta scappando quando invece si è alla ricerca di qualcosa. Il mondo fuori era un luogo mitologico, disseminato di strutture pericolanti, cavi scoperti, schegge di vetro nella pelle, alte tensioni. Di possibilità, insomma.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;C'erano invenzioni umane con una direzione, come le strade, i binari. Ho imparato presto che si doveva rispettare la direzione, sopra di tutto. Non attraversare i binari, così era scritto. Fai tutto quello che vuoi, ma non attraversare i binari. Non sei più uno dei nostri, se ti azzardi.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Inseguivo le cose che mi piacevano, finché non scomparivano loro, o non scomparivo io. Allora mi fermavo e mi mettevo a dormire. Ho sognato spesso me, sopra una piccola barca di legno bianco e nero, e tutto intorno acque placide. C'era anche il cielo stellato, ma le costellazioni cambiavano ogni volta. Nel sogno mi sdraiavo sul fondo della barca, guardavo in alto e mi chiedevo di cosa preoccuparmi: del non avere un porto o una riva di destinazione, del non sapere in che direzione remare per raggiungerli o del non avere niente per remare.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Non mi faceva paura niente, ballavo anche. Ballare non sarebbe stata una catastrofe, se essere ballerini non volesse aver detto somigliare tanto a dei camerieri... così gentili e disinvolti, e al contempo così uguali a se stessi. Non ho mai capito perché tutti avessero bisogno di un paio di scarpe per ballare.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/12090569-7934151402721076387?l=ventidue.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ventidue.blogspot.com/feeds/7934151402721076387/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=12090569&amp;postID=7934151402721076387' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/12090569/posts/default/7934151402721076387'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/12090569/posts/default/7934151402721076387'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ventidue.blogspot.com/2010/03/di-moto-dovuto.html' title='di moto dovuto'/><author><name>gosub</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17106986038379454319</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-12090569.post-9183236876699272195</id><published>2010-03-13T17:01:00.000+01:00</published><updated>2010-03-13T17:02:45.145+01:00</updated><title type='text'>ragazzo grammaticalmente emancipato</title><content type='html'>&lt;div&gt;Gli amanti del deserto non sanno dove nascondersi quando arriva il marito del deserto.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Ogni goccia che cade è una lettera che faceva parte di una parola. L'asfalto bagnato dopo la pioggia è un'epopea sgangherata, il giaciglio su cui non ha mai pianto nessuno è un cuscino senza titolo, un rubinetto che perde nella notte è la storia scritta per ricordare che terrorizza la storia scritta per dimenticare.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Io non credo alle pagine dei libri che volano via, ai centri estivi apertura il 9 giugno, ai personaggi dei telefilm che portano i nomi dei filosofi. Eleganza non sono alberi piantati lungo una linea retta, piuttosto scarpe di quattro misure più grandi. Ci sono delle mattine in cui mi sento eviscerare dal freddo ginecologico dell'aria, quando i pensieri mi rimangono attaccati alla simmetria di certe banchine della metro A, come la lingua sul ghiaccio. Evito di passare davanti alle edicole, perché non mi interessano il feticismo quotidiano per ultimi sette giorni e le grandi eiaculazioni astrofisiche di cosmi lontani, sbattute sulle prime pagine da riviste scientifiche senza pudore. Non riesco a conciliare questa città con me che l'attraverso. Non si giustificano in una sola idea queste corporazioni di silenzio e una tale messe di slogan, le calze rotte e le stelle sulle scarpe, le isole spartitraffico e i nascondigli tra le siepi, i secondi piani dei caffè e la neve di plastica, vagabondare con le cuffie addosso e nessun posto dove infilare il jack. In bocca, provo nella mia bocca.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/12090569-9183236876699272195?l=ventidue.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ventidue.blogspot.com/feeds/9183236876699272195/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=12090569&amp;postID=9183236876699272195' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/12090569/posts/default/9183236876699272195'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/12090569/posts/default/9183236876699272195'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ventidue.blogspot.com/2010/03/ragazzo-grammaticalmente-emancipato.html' title='ragazzo grammaticalmente emancipato'/><author><name>gosub</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17106986038379454319</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-12090569.post-6827160460060621945</id><published>2010-01-26T20:30:00.001+01:00</published><updated>2010-01-26T20:34:18.514+01:00</updated><title type='text'>Puoi fidarti di me, ho ingoiato un lucchetto</title><content type='html'>&lt;div&gt;Si vuole ora dimostrare come la parola "amore" rappresenti un jolly per tutti coloro che aspirino a scrivere una similitudine, od un arguto aforisma. Segue una dimostrazione per enumerazione, tentando l'autore improbabili accostamenti. È dunque lasciato all'accorto Lettore il giudizio sulla bontà della tesi.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;L'amore è come un tubetto di dentifricio: quando qualcuno lo usa, la volta successiva sarà piu' difficile tirarne fuori qualcosa.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;L'amore è come un cassonetto dei rifiuti: per incontrare qualcuno che se ne prenda cura bisogna attendere la notte.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;L'amore è come la cisterna d'acqua del water: si svuota molto facilmente, ma dopo serve del tempo prima che possa essere usato di nuovo.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;L'amore è come l'Ucraina: sei sicuro che esista, ma non sai quante persone ci siano dentro.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;L'amore è come l'inferno: "Da fuori sembrava meglio".&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;L'amore è come un carapace: ti ci puoi nascondere dentro, soprattutto quando cercano di calpestarlo.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Funziona con tutto, davvero.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/12090569-6827160460060621945?l=ventidue.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ventidue.blogspot.com/feeds/6827160460060621945/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=12090569&amp;postID=6827160460060621945' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/12090569/posts/default/6827160460060621945'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/12090569/posts/default/6827160460060621945'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ventidue.blogspot.com/2010/01/puoi-fidarti-di-me-ho-ingoiato-un.html' title='Puoi fidarti di me, ho ingoiato un lucchetto'/><author><name>gosub</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17106986038379454319</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-12090569.post-5545342199443686282</id><published>2010-01-10T21:20:00.001+01:00</published><updated>2010-01-10T21:26:32.206+01:00</updated><title type='text'>coserosse</title><content type='html'>"Da bambina ritagliavo tutte le foto su cui riuscivo a mettere le mani e le appuntavo al muro della mia camera. Lo facevo per non vedermele passare davanti agli occhi quando mi sdraiavo sul bordo del fiume, per specchiarmi. Sentivo i grandi raccontare tante storie strane, e già non mi fidavo più di quello che poteva portare la corrente."&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Una fisarmonica trattiene il fiato per ogni istante in cui non viene suonata. Può respirare solo quando il musicista sgancia i nastri che la serrano a se stessa in un abbraccio di cuoio.&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;"C'erano delle volte in cui mi fermavo in mezzo ad un sentiero, mi liberavo le caviglie dai lacci delle scarpe e attraversavo lentamente il letto di foglie gialle che si formava durante l'autunno. Se qualcuno mi avesse fermato e mi avesse chiesto perché lo facevo, probabilmente gli avrei detto: "Per rispetto."&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;E' un abbraccio da matti, come tutte le cose che sono sincere ma ti si rinchiudono addosso. Ho paura quando penso che lo strumento possa parlare a me, ma non con me.&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;"Desideravo religiosamente avere i capelli lunghi. Odiavo fare il bagno nei giorni freddi, ma mi piacevano le goccioline di vapore che si depositavano su ogni cosa. Mi lasciavo scivolare sul fondo, guardavo il soffitto galleggiare e mi chiedevo che sensazione sarebbe stata vedermi i capelli ondeggiare davanti agli occhi, come immaginavo succedesse alle sirene."&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/12090569-5545342199443686282?l=ventidue.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ventidue.blogspot.com/feeds/5545342199443686282/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=12090569&amp;postID=5545342199443686282' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/12090569/posts/default/5545342199443686282'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/12090569/posts/default/5545342199443686282'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ventidue.blogspot.com/2010/01/coserosse.html' title='coserosse'/><author><name>gosub</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17106986038379454319</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-12090569.post-3770152296482867708</id><published>2009-12-25T16:54:00.001+01:00</published><updated>2009-12-25T16:54:38.591+01:00</updated><title type='text'>Del trascendere dal letto a piedi nudi</title><content type='html'>Il lago artificiale è un luogo appena al di fuori dell'insieme dei luoghi che vale la pena ritrarre. Pochi posti sono meno adatti per coloro che amano la pesca; in compenso, per chi non si è fatto una opinione precisa sulla pesca, questo fatto è totalmente ininfluente. Io preferisco andarci quando ho così tante cose da fare che non ho niente da fare. Il lago artificiale si fa apprezzare perché è un posto pieno di significato, come quella volta che mi sono seduto sopra una panchina fresca di vernice e quando mi sono alzato avevo i pantaloni tutti sporchi di significato.&lt;br /&gt;La coscienza collettiva del krill è uno di quei fenomeni che può lasciare a bocca aperta perfino un animale navigato come la balena. Alcuni scienziati credono che la natura stessa di Dio sia un prodotto emergente dalla coscienza condivisa del krill. Una volta uno studioso del krill mi disse: "Dio è come Mina: una volta stava in mezzo alla gente, si faceva vedere, sorrideva. Oggi nessuno sa che faccia abbia, vive nella reclusione del suo eremo e sporadicamente fa sentire la sua voce".&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/12090569-3770152296482867708?l=ventidue.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ventidue.blogspot.com/feeds/3770152296482867708/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=12090569&amp;postID=3770152296482867708' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/12090569/posts/default/3770152296482867708'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/12090569/posts/default/3770152296482867708'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ventidue.blogspot.com/2009/12/del-trascendere-dal-letto-piedi-nudi.html' title='Del trascendere dal letto a piedi nudi'/><author><name>gosub</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17106986038379454319</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-12090569.post-8614659013792744475</id><published>2009-12-20T13:51:00.001+01:00</published><updated>2009-12-20T13:51:42.224+01:00</updated><title type='text'>Entra il fragore del tuono, senza bussare</title><content type='html'>Più ci si avvicina all'orizzonte con lo sguardo, più ci si sente alleggeriti dalla responsabilità. La responsabilità di salire sopra uno sgabello per scrutare più lontano, la responsabilità di sconfiggere la nebbia. Avviene senza che il paesaggio influisca, ma lo stesso ci si aspetta che l'intorno venga annodato da qualche aurora che si muove veloce, o che si apra un sipario lento. C'è spazio per lo scoccare di collisioni. Si percepisce la smania della luce di sgorgare, come la cioccolata nelle fontane delle vetrine, quelle del corso grande. A chiudere la finestra rimane il sapore di una nostalgia, come se si fosse persa l'occasione di imparare a suonare la fisarmonica, e non poter così improvvisare un concertino a solo beneficio della pila di libri sullo scaffale. E quando una scimmietta balla, a chi importa che sia meccanica o meno?&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/12090569-8614659013792744475?l=ventidue.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ventidue.blogspot.com/feeds/8614659013792744475/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=12090569&amp;postID=8614659013792744475' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/12090569/posts/default/8614659013792744475'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/12090569/posts/default/8614659013792744475'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ventidue.blogspot.com/2009/12/entra-il-fragore-del-tuono-senza.html' title='Entra il fragore del tuono, senza bussare'/><author><name>gosub</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17106986038379454319</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-12090569.post-6490667780421607489</id><published>2009-12-19T23:34:00.002+01:00</published><updated>2009-12-19T23:37:32.701+01:00</updated><title type='text'>Magenta segreto</title><content type='html'>Dopo che ebbe detto "per sempre", non vi fu spazio per altro in quella pagina.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/12090569-6490667780421607489?l=ventidue.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ventidue.blogspot.com/feeds/6490667780421607489/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=12090569&amp;postID=6490667780421607489' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/12090569/posts/default/6490667780421607489'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/12090569/posts/default/6490667780421607489'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ventidue.blogspot.com/2009/12/magenta-segreto.html' title='Magenta segreto'/><author><name>gosub</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17106986038379454319</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-12090569.post-8074333938838554389</id><published>2009-09-20T20:32:00.000+02:00</published><updated>2009-09-20T20:33:21.718+02:00</updated><title type='text'>Massima cattiveria nel silenzio</title><content type='html'>Beh, era una giornata piena di sole. Non che ci fosse niente di male, ma l'unica caratteristica di quella giornata era l'abbondanza di sole. Essere pieni sole è una qualità come ce ne sono tante altre. Guidavo allegramente, che se la mia macchina avesse potuto saltellare, avrebbe saltellato. Dovete immaginarvi la mia macchina con il parabrezza quasi verticale. Ecco, mentre io me ne stavo a guidare, una cimice molto verde si arrampica sul parabrezza. La cimice era MOLTO verde. Le cimici sono molto verdi solo nelle giornate piene di sole. Camminava sulla mia macchina con quel modo di camminare che hanno le cimici e faceva finta di niente, come se la mia macchina fosse un pianeta. Quando qualcuno cammina su di un pianeta che si muove, lo fa sempre facendo finta di niente, o almeno facendo finta che il pianeta non si muova. Per un attimo ho pensato di chiedervi di considerare il punto di vista della cimice, ma adesso ci ho ripensato. Tutto qui.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ammettiamo che tu sia una persona che si butta giù facilmente. Arriva un qualcuno qualsiasi e ti dice "Non buttarti giù!". Allora ti chiederai: "Dunque sono una persona che si butta giù facilmente?". Questo pensiero, poichè sei una persona che si butta giù con facilità, ti butterà giù. E succederà che il pensiero di essere buttato giù dal fatto di sapere di essere facile a buttarsi giù, ti butterà giù. A causa di tutto questo essere buttato giù, ti dirai: "Sì, è vero, mi butto giù facilmente." e ti butterai giù di conseguenza. Fin quando non ci sarà qualcuno che, vedendoti così buttato giù, ti dirà: "Non buttarti giù!".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Immaginate di avere davanti a voi un cofano emozionale, uno di quelli che si manovrano solo dall'esterno. Lo aprite e ci trovate dentro qualcuno. La verità è che quel qualcuno non è la vittima. Soprattutto quando ha ancora le chiavi in tasca.&lt;br /&gt;Ora le mie mani non sono dove dovrebbero essere. La riduzione a horror.&lt;br /&gt;Vorrei iniettarmi mine di matite nelle vene, per vedere disegnato in trasparenza il grafico del mio sangue che circola sterile, in un gran premio senza fine e senza premio.&lt;br /&gt;Io esisto nel tempo come un'auto che passa dentro una fotografia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sono seduto in un caffè. Davanti a me c'è seduta una donna, in mezzo un tavolo di plastica bianco sporco a dividerci. Alla mia sinistra una vetrata che affaccia su un giorno che comincia o inizia o prosegue sulla falsariga di. La donna è sottile, si stringe nelle spalle, tiene i gomiti sul tavolo non troppo distanti tra loro. Tiene la testa appoggiata sul dorso della mano destra. Indossa una maglia nera di lana, aderente, che le copre gli avambracci fino a metà. Tutto nel suo viso è estremamente orizzontale. Non stiamo dicendo niente, non abbiamo parlato di niente. Lei osserva la parte del mio schienale che raggiunge il muro, dove parte dell'imbottitura è fuoriuscita dalla tappezzeria. Io fisso il bordo interno della tazza vuota che ha davanti. E' macchiato di caffè. Immagino di segarle il braccio a metà, lungo la manica, e osservarne la sezione longitudinale, i muscoli, l'ulna, il radio, il midollo osseo, le vene e le arterie. Immagino che per un momento non vi sia più interazione possibile tra alcun atomo della materia; ogni cosa sarebbe polverizzata, nebulizzata, tutto rientrerebbe anonimo nei processi pseudocaotici della galassia, io, lei, la tazza di caffè, il bar, la strada, il giorno fuori. Immagino di prendere la tazza vuota e tirarla contro il muro, sento già il rumore dei cocci che rimbalzano per terra, sento già il rumore degli sguardi degli altri avventori sul nostro tavolo. Immagino uno scenario meno compromettente. Immagino che d'improvviso la forza di gravità si inverta, ma limitatamente alla tazza di caffè. Cadrebbe verso l'alto, e si andrebbe a schiantare sul soffitto. La gente intorno osserverebbe il fenomeno con stupore e cercherebbe il mio sguardo per darmi di gomito, un nauseante lo-hai-visto-anche-tu, siamo-parte-di-qualcosa-insieme. Ma a quel punto noi saremmo già andati via, e io sarei già lontano.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/12090569-8074333938838554389?l=ventidue.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ventidue.blogspot.com/feeds/8074333938838554389/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=12090569&amp;postID=8074333938838554389' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/12090569/posts/default/8074333938838554389'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/12090569/posts/default/8074333938838554389'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ventidue.blogspot.com/2009/09/massima-cattiveria-nel-silenzio.html' title='Massima cattiveria nel silenzio'/><author><name>gosub</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17106986038379454319</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-12090569.post-7901375094125248712</id><published>2009-08-14T00:01:00.002+02:00</published><updated>2009-08-14T00:03:38.276+02:00</updated><title type='text'>dlt</title><content type='html'>dentrolatesta i ricordi si perdono come la crema scivola via da un dolce appena addentato. dentrolatesta ogni pensiero grande è anche audace e riesce sempre ad evadere da dentrolatesta. dentrolatesta milioni di stelle non possono avere torto, è dunque meglio non esserci più e brillare ancora. dentrolatesta il mondo non è più piatto come una mappa, quindi possiamo ancora cadere fuori dai bordi di una mappa, ma non del mondo. dentrolatesta per questo il mondo non ha bisogno di un parapetto. dentrolatesta fotesi + fotoantitesi = fotosintesi. dentrolatesta una volta i telefoni squillavano dove e quando non c'era nessuno pronto a rispondere. dentrolatesta le bottiglie vuote dello shampoo sono perfetti sottomarini. dentrolatesta se non andassi a dormire sarebbe sempre oggi. dentrolatesta i pollici opponibili sono antidemocratici. dentrolatesta da bambino ero così solo che neanche le gemelle di shining volevano giocare con me. dentrolatesta esistere fa il solletico. dentrolatesta c'è una versione di me che non conosci, ma anche quella non parla mai. dentrolatesta l'egocentrismo salva da altri sistemi di riferimento inerziali. dentrolatesta cosa altro fanno i bambini, se non stare seduti sul sedile posteriore? dentrolatesta se fossi un giorno sarei martedì oppure giovedì. dentrolatesta non smetto mai di tamburellare le dita. dentrolatesta sei per me la prima canzone punk mai ascoltata.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/12090569-7901375094125248712?l=ventidue.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ventidue.blogspot.com/feeds/7901375094125248712/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=12090569&amp;postID=7901375094125248712' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/12090569/posts/default/7901375094125248712'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/12090569/posts/default/7901375094125248712'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ventidue.blogspot.com/2009/08/dentrolatesta-i-ricordi-si-perdono-come.html' title='dlt'/><author><name>gosub</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17106986038379454319</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-12090569.post-7794017559185473608</id><published>2009-06-14T17:49:00.000+02:00</published><updated>2009-06-14T17:53:11.972+02:00</updated><title type='text'>Manuale per giovani mar morti</title><content type='html'>Sta a guardare la gente che si china sul fioco getto d'acqua che sgorga dal marmo, mentre raccoglie le mani a coppa e tenta di dissetarsi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"non si accorgono che questo è il gesto più religioso che faranno in tutta la vita"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A causa dei piccioni e delle persone e delle coppie di piccioni e delle coppie di persone, chiude gli occhi. Per non essere assediati da luoghi comuni e tubature.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"vogliono solo essere felici come animali"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si trova la bocca con le mani, tenendo gli occhi chiusi. Se la apre infilandoci le dita, come se le fosse sconosciuta e aliena. Allunga una mano e chiede che ci metta sopra qualcosa che possa essere mangiato. Io ho solo una caramella avvizzita. La inserisce in quella fessura con biasimo chirurgico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"falso"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dopo un poco.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"non è facile vivere con gli occhi chiusi, quando hai fame"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Certi fogli di giornale se ne vanno in giro da soli, come un teatrino della marionette. Il vento tira le fila. Metto le mani dove è lei, cercando di non farla apparire una spaccatura. Mi sembra una bambina che colora con la testa appoggiata sul foglio, contro la guancia, fissando la matita a tempera mentre oscilla fuori fuoco. Un delirio delfico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"se io fossi una cleptomane, tu saresti il monogramma di uno sconosciuto sopra un fazzoletto rubato"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Apre gli occhi. Per un istante la sua pupilla si stringe e si stringe, lasciando un forellino d'ossidiana nel mezzo. Capisco che è rimasta delusa quando tutto questo non è semplicemente scomparso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"ora lasciami stiracchiare un po', poi andiamo via. dobbiamo festeggiare"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;festeggiare cosa?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"che ci sia ancora qualcosa da salvare"&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/12090569-7794017559185473608?l=ventidue.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ventidue.blogspot.com/feeds/7794017559185473608/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=12090569&amp;postID=7794017559185473608' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/12090569/posts/default/7794017559185473608'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/12090569/posts/default/7794017559185473608'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ventidue.blogspot.com/2009/06/manuale-per-giovani-mar-morti.html' title='Manuale per giovani mar morti'/><author><name>gosub</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17106986038379454319</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-12090569.post-5049917124776526249</id><published>2009-05-21T23:00:00.001+02:00</published><updated>2009-05-21T23:18:15.526+02:00</updated><title type='text'>Con tanti saluti dal basso ereticato</title><content type='html'>Se fossi una mela probabilmente non la chiamerei gravità, ma libero arbitrio.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/12090569-5049917124776526249?l=ventidue.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ventidue.blogspot.com/feeds/5049917124776526249/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=12090569&amp;postID=5049917124776526249' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/12090569/posts/default/5049917124776526249'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/12090569/posts/default/5049917124776526249'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ventidue.blogspot.com/2009/05/con-tanti-saluti-dal-basso-ereticato.html' title='Con tanti saluti dal basso ereticato'/><author><name>gosub</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17106986038379454319</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-12090569.post-9027212999390716557</id><published>2009-04-21T23:52:00.003+02:00</published><updated>2009-04-22T01:51:34.234+02:00</updated><title type='text'>Ma poi non sapresti a cosa aggrapparti</title><content type='html'>vorrei avere da raccontare storie che sanno di bruciato. vorrei assaggiare gli occhi liquorosi del mondo. A volte rigurgito. risputo nel bicchiere prima di buttare giù. per vedere se ci sono parole incastrate tra i denti, parole a marcire contro le pareti bucate della bocca. parole di carne troppo cotta, formiche negre sul tronco encefalico. mi fanno rizzare i peli dietro la nuca. ho questa riserva di stima incondizionata per una ragazza che sapesse bruciarmi sul petto la parola IRONIA. ho questa cosa addosso che arranco sulla superficie delle persone. voi per me siete tutti in salita.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(fino a tre, trattenendo il respiro con una scusa)&lt;br /&gt;1) Questa situazione è del tutto surrenale.&lt;br /&gt;2) Da bambino volevo uccidere tutti con i trasferelli e diventare un decalcomaniaco omicida.&lt;br /&gt;3) Raramente ci è concesso il fiore che desidereremmo. Più spesso, veniamo costretti a scendere a compromessi con i nostri orchideali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se le conversazioni sono porte, so fare sospiri a doppia mandata. Contro le persone che per vizio si introducono a vicenda. Come dannate VHS E120 dove non entra mai il finale. Ho l'impressione che mi rimangano solo azioni e manifestazioni troppo visibili per essere viste. Come dire: sono stato sfidato a duello e la mia scelta dell'arma è ricaduta su Torte in faccia. Poter annunciare "Senza rancore, ma abbiamo sbagliato tutto; Dobbiamo tornare indietro di 10 pagine". Tanto ci stavamo leggendo senza capire niente. Perchè comportarsi come se quello che hai in mano debba per forza appartenere ad un luogo e che quello che non hai in mano debba essere tenuto insieme da equilibri già contrattati, da dadi già tratteggiati, equivale a tracciare la rotta del proprio non saper nuotare. Rigore e compassione. Crapuloni coraggiosi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Strizzo le tempie abbastanza forte da far affiorare i dotti dove scorre la linfa. Filigrana di certe ispirazioni. Mi scorre dentro artritica, a piccole valanghe con le unghie spezzate. Le pareti interne tutte graffitate e carbonizzate, come i bordi delle mappe del tesoro. A seguirne la tessitura con i polpastrelli si potrebbe capire da dove tutto ha inizio. Probabilmente dalla pancia. L'inizio, arroccato intorno a un buco che non va a finire da nessuna parte. Il covo. Scalcio dentro, come un feto cronenberghiano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Io posso anche fare la parte del cretino spelacchiato, quello che se ne sta a farsi nevicare in testa, quello con gli occhi annuvolati, quello che crede che la pioggia sgorghi solo da un cielo ulceroso, quello dai sentimenti idrodinamici, quello che per fare la corsa col sacco prima col sacco ci deve stringere un legame, quello che sogna di suscitare prodigiose increspature della pelle, quello che inchino e sberrettata, quello che sarà salvato dalla chimica, cavaliere della tavola periodica, quello che ti prego ti prego ti prego chiedimi di tirarti fuori di qui.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/12090569-9027212999390716557?l=ventidue.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ventidue.blogspot.com/feeds/9027212999390716557/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=12090569&amp;postID=9027212999390716557' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/12090569/posts/default/9027212999390716557'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/12090569/posts/default/9027212999390716557'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ventidue.blogspot.com/2009/04/ma-poi-non-sapresti-cosa-aggrapparti.html' title='Ma poi non sapresti a cosa aggrapparti'/><author><name>gosub</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17106986038379454319</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-12090569.post-8710249741434096606</id><published>2009-03-29T21:52:00.000+02:00</published><updated>2009-03-29T21:53:02.370+02:00</updated><title type='text'>Mi nascosi all'ombra d'una sagacia</title><content type='html'>Il cannibale sogna un'umanità glabra.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In pieno agosto,&lt;br /&gt;a bordo del mezzo di trasporto pubblico,&lt;br /&gt;La convinzione dell'umanista vacilla.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Danza d'accoppiamento tra spettatore e tv:&lt;br /&gt;Lo spettatore ammaestra colesterolo ubbidiente.&lt;br /&gt;La tv propone preservativi con intarsi maori.&lt;br /&gt;Lo spettatore affigge la guida ai programmi&lt;br /&gt;  fuori dalla porta del salotto&lt;br /&gt;    e dal suo modellato scranno, secede.&lt;br /&gt;La tv predica pozze catramose agli eteroformi.&lt;br /&gt;Lo spettatore espia a mezzo carta di credito.&lt;br /&gt;La tv placca in oro idoli dalla chiappa antonomastica.&lt;br /&gt;Lo spettatore dispera dei propri cedimenti idraulici.&lt;br /&gt;La tv dota lo spettatore d'un cervello coibentato.&lt;br /&gt;Lo spettatore, occhi spalancati nella notte&lt;br /&gt;  cerbiatto d'autostrada, immobile a fari accorrenti&lt;br /&gt;    imbambolato e perduto, applaude.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(il seguente brano è tratto da: "I migliori racconti della tradizione favol&lt;span style="font-style: italic;"&gt;ostica&lt;/span&gt;")&lt;br /&gt;L'uomo mangia l'uovo. L'uovo abbandona la cesta. L'uovo si fa strumento. L'uomo sbuffa. La linea dell'uovo è affilata, la ... dell'... è stilizzata. L'uomo è compiaciuto. L'uomo sceglie un angolo e si dedica alla vestizione. L'uovo l'ha scelto una puttana. Poi di nuovo l'uomo e l'uovo sono insieme, tutto viene registrato, regolato, vantaggiosamente per tutti. L'uomo fissa i piedi della bambola al pavimento con i chiodi. La bambola è narcisa poi recisa. L'uovo barcolla. L'elicottero antincendio supera la linea dell'orizzonte. L'ascesa dell'elicottero è uno sberleffo. La linea dell'orizzonte picchietta contro i vetri. L'uomo apre la finestra. L'uomo va in epistassi. La bambola si preoccupa della disinfezione. L'uovo previene la fibromialgia. L'elicottero sorvola un'impiccagione. L'uovo si tranquillizza, poi insubordina. L'uomo ripiana il debito verso la bambola con un'omelette. La bambola esplode. L'assenza di traffico proietta oscurità contro la strada vuota. Il semaforo solitario recita un'omelia di colore nella notte, inascoltato.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/12090569-8710249741434096606?l=ventidue.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ventidue.blogspot.com/feeds/8710249741434096606/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=12090569&amp;postID=8710249741434096606' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/12090569/posts/default/8710249741434096606'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/12090569/posts/default/8710249741434096606'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ventidue.blogspot.com/2009/03/mi-nascosi-allombra-duna-sagacia.html' title='Mi nascosi all&apos;ombra d&apos;una sagacia'/><author><name>gosub</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17106986038379454319</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-12090569.post-3492968982716951235</id><published>2009-03-22T16:42:00.002+01:00</published><updated>2009-03-22T16:49:46.041+01:00</updated><title type='text'>La fine giustifica gli intermezzi</title><content type='html'>Io non credo che tu esista. Per quel che vale, non credo d'esistere neanche io. Potremmo essere semplicemente l'immaginazione di qualcosa nel mezzo. Questa rivelazione mi solleva da tutte le responsabilità, tranne quella di scoprire le definizioni nascoste tra le più piccole pieghe di questa creazione. Questa rivelazione è la causa che mi rende estranei, all'improvviso, gli oggetti familiari. Non avevo mai visto la serratura della porta di casa mia con questi occhi. E' per questo che vedo l'azzurro solo lungo i bordi di un tetto. E' per questo che non sento calore, ma solo bruciore di cento minuscoli graffi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ho provato subito disinteresse per il grande fuoco. Mi sono appassionato, invece, alla giovane scintilla. Con animo incerto ne ho seguito il percorso. Ho forse contribuito alla sua dissoluzione semplicemente osservandola? Io sapevo che le sarebbe bastato posarsi in un punto piuttosto che un altro per spegnersi velocemente o dar vita ad un nuovo baluginare di fiamme, che avrebbe aggiunto la sua lingua al rissoso ululare del grande fuoco. Sì, è meglio bruciare senza avere nessuno a casa che ti aspetti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un grande fiocco rosso per presentarsi.&lt;br /&gt;Cielo freddo macchiato, panna a parte.&lt;br /&gt;Corpo fasciato da stringhe nere e digrignare di zip tutt'intorno.&lt;br /&gt;Piuttosto che il sole, disegnare finestre.&lt;br /&gt;Un pube interrogativo.&lt;br /&gt;Il mare è salato perchè le balene sono tristi.&lt;br /&gt;Sì, ma una volta sollevato il velo di Maya, uno cosa deve fare? baciarla?&lt;br /&gt;Obliterami l'anima.&lt;br /&gt;L'altra notte m'ha fatto visita un succubus. Ora devo ristuccare le finestre.&lt;br /&gt;Ofelia, oh Ofelia, ridi come noi ridicoli! T'offro speranza di gentile follia.&lt;br /&gt;Il posto da cui escono le parole ha una porta di servizio.&lt;br /&gt;Dopo, sentirsi un ghiacciolo cui hanno succhiato via l'amarena.&lt;br /&gt;Se questi alberi potessero parlare, chiederebbero di fare un giro sulla ruota panoramica.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/12090569-3492968982716951235?l=ventidue.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ventidue.blogspot.com/feeds/3492968982716951235/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=12090569&amp;postID=3492968982716951235' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/12090569/posts/default/3492968982716951235'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/12090569/posts/default/3492968982716951235'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ventidue.blogspot.com/2009/03/la-fine-giustifica-gli-intermezzi.html' title='La fine giustifica gli intermezzi'/><author><name>gosub</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17106986038379454319</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-12090569.post-5478152704858608611</id><published>2009-03-13T21:25:00.000+01:00</published><updated>2009-03-13T21:27:42.507+01:00</updated><title type='text'>E' facile smettere di spostare gli oggetti con il pensiero se sai come farlo</title><content type='html'>Esperimento n. 1: Scrivi ogni tuo pensiero su foglie di platano secche, con inchiostro nero, utilizzando una vecchia macchina da scrivere meccanica. Metti virgole in corrispondenza delle venature più grandi. Ricorda a memoria le parole che la fanno inceppare e inventa per loro un altro significato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Esperimento n. 2: In una giornata di pioggia, trova un ombrello monocolore e aprilo. Impugna un paio di forbici e colpendolo follemente pratica dei fori nella tela. Esci a camminare, portandolo con te. Verifica miglioramenti negli episodi di soffocamento. Considera l'universo come una scatola di scarpe. Immagina una foglia di lattuga e sopravvivi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Esperimento n. 3: Prendi la metro e siedi in uno scompartimento poco affollato. Cerca di incrociare lo sguardo di un altro passeggero. A cattura avvenuta, alzati in piedi e suona una fisarmonica immaginaria. Al termine dell'esecuzione fa un leggero inchino e, togliendoti il cappello, allungalo verso il tuo spettatore con fare questuante. Guardalo negli occhi con impazienza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Esperimento n. 4: Afferra una frusta e falla schioccare con un colpo secco. Con la mano libera, brandisci una sedia in aria. Trova un fiore grande come la testa di un leone. Aprilo e infilaci la testa dentro. Ripeti l'operazione fino a quando non sia certo il tuo coraggio, oppure l'impollinazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Esperimento n. 5: Apri il frigorifero e tirane fuori un frutto per ogni tipo. Con un pennarello indelebile disegna su ogni frutto un volto, triste o allegro, e poi assegna a ciascuno un cognome evidentemente inglese. Componi una pièce teatrale in tre atti, con protagonisti i frutti stessi. Congegna l'opera in modo che si verifichino le seguenti scene:&lt;br /&gt;- nel primo atto, un gruppo di arance finisce in prigione. Tutti coloro che le vanno a trovare non sanno cosa portare loro in dono.&lt;br /&gt;- nel secondo atto, un kiwi muore durante un incendio. Il medico legale, nel referto alla voce 'causa del decesso', scriverà 'mancata estinzione'.&lt;br /&gt;- alla fine del terzo atto, tutti i frutti intraprenderanno un viaggio senza ritorno verso un certo paese della penisola balcanica, di cui ometteremo il nome.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Esperimento n. 6: Scatta una foto a lunga esposizione. Quando la macchina fotografica ti chiederà: "Per quanto vuoi che tenga aperto il diaframma?", tu rispondi: "Per sempre". Al termine del tuo cammino, sviluppa la foto. Prendi coscienza del fatto che, per tutta la vita, non c'è stato che bianco. Bianco, bianco, rumore bianco / bianco, bianco, rumore bianco.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/12090569-5478152704858608611?l=ventidue.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ventidue.blogspot.com/feeds/5478152704858608611/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=12090569&amp;postID=5478152704858608611' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/12090569/posts/default/5478152704858608611'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/12090569/posts/default/5478152704858608611'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ventidue.blogspot.com/2009/03/e-facile-smettere-di-spostare-gli.html' title='E&apos; facile smettere di spostare gli oggetti con il pensiero se sai come farlo'/><author><name>gosub</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17106986038379454319</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-12090569.post-7060692159839334947</id><published>2009-03-05T00:30:00.002+01:00</published><updated>2009-03-05T19:46:41.117+01:00</updated><title type='text'>Balla maledizione, balla</title><content type='html'>Sono stato steso in terra, aspettando che qualcuno mi vedesse.&lt;br /&gt;(di lassù, a volte si cade in certe trappole gravitazionali)&lt;br /&gt;Cercavo un rifugio per lo sguardo, senza abbracciare niente.&lt;br /&gt;Guardare le stelle era come leggere il labiale dell'universo.&lt;br /&gt;Che poi, è sempre bastato un altro paio di labbra, per.&lt;br /&gt;Non che io fossi una persona priva di difetti.&lt;br /&gt;(alieno? come alieno?)&lt;br /&gt;Avevo, ad esempio, sette vizi bianchi e cinque neri.&lt;br /&gt;Non mi era molto chiaro come potessi stare senza. me.&lt;br /&gt;Come sapessi mettere la fantasia a modo di segnalibro.&lt;br /&gt;Io, creatura semplice, fantasticavo di scalini di marciapiede per compensare.&lt;br /&gt;Immaginavo di morire soffocato in una stanza colma di palloncini.&lt;br /&gt;Fino al soffitto. L'estasi senza scampo di fronte all'immensità.&lt;br /&gt;C'era ancora una voce per te, nei miei soliloqui.&lt;br /&gt;Meccanici, forse. Tu accusandomi:&lt;br /&gt;"Le nostre giornate insieme sono foto amatoriali, non lomografie."&lt;br /&gt;Io, creatura semplice, mi interrogavo sui sentimenti delle mattonelle.&lt;br /&gt;Di certe mutile, accanto al battiscopa, amputate al loro destino di riempitivo.&lt;br /&gt;Io sarei dovuto essere la cifra rossa del tuo bilancio in passivo.&lt;br /&gt;Io un posto ancora non ce l'ho.&lt;br /&gt;Però.&lt;br /&gt;Guardandola controluce, ho scoperto che la piramide delle mie felicità è capovolta.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/12090569-7060692159839334947?l=ventidue.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ventidue.blogspot.com/feeds/7060692159839334947/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=12090569&amp;postID=7060692159839334947' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/12090569/posts/default/7060692159839334947'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/12090569/posts/default/7060692159839334947'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ventidue.blogspot.com/2009/03/balla-maledizione-balla.html' title='Balla maledizione, balla'/><author><name>gosub</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17106986038379454319</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-12090569.post-4120057896501735673</id><published>2009-02-01T18:38:00.001+01:00</published><updated>2009-02-01T18:45:58.497+01:00</updated><title type='text'>Sguardi e ladri</title><content type='html'>&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;i&lt;/span&gt;. Stare sotto la pioggia è un investimento a lungo termine. Lì per lì ti sembra di perderci, ma alla fine ne esci più ricco di prima.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;ii&lt;/span&gt;. La religione monoteista è un'altra dimostrazione che ci si innamora sempre di qualcuno che non esiste.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;iii&lt;/span&gt;. Il miglior metodo contraccettivo è la spirale di autodistruzione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nodi che più tiri e più si stringono. Le strade in discesa. Le reazioni di fissione nucleare. Cosa succede quando una forza impossibile da fermare si applica ad un ostacolo impossibile da spostare? Le razioni di benessere socioaffettivo le trovi comodamente in vendita nei supermercati, in efficienti scatolette di alluminio monoporzione, di quelle sui cui bordi affilati ti ferisci le dita. Il rumore delle gocce che si schiantano sul fondo del lavello, in bilico tra un principio di emorragia e un cliché che ti tiene sveglio la notte. Espropriazioni governative dell'imprevisto. Stanno tutti bene, nonostante i miei sforzi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;iv&lt;/span&gt;. Qual è il tuo piano per cambiare il mondo?&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;v&lt;/span&gt;. Il sole non proietta ombre, fa i compiti di disegno tecnico.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;vi&lt;/span&gt;. Si chiama polidattilia, è quella malattia per cui da grande ti rifiuterai di prendere lezioni di piano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sperimentare l'esistenze altrui come luci che lasciano scie di impressioni chimiche su pellicole esposte troppo a lungo. Il dolce ricordo della pasta rosea stretta tra le mascelle, alla ricerca di una impronta dentale, la colpa, la prima mela, tutto quanto. La bocca sigillata, il calore trasformato in solidità, legame tra respiro e panico. Una volta le sirene avevano le ali, lo giuro, è tutto vero. I pavimenti a scacchiera mi fanno venire voglia di assediarti. Poi di notte sento le urla delle matite colorate chiuse nell'astuccio di legno. Hanno incubi. Incubi che noi creature policromatiche non possiamo concepire. Gli incubi di coloro che sono costretti a far uscire dalla testa quello che hanno dentro. Fotofobia e inadempienza alla propria imbottitura. E questa è una distrazione, un argomento nero come la primavera per gli esasperati.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;vii&lt;/span&gt;. Ci fu lo scontro di civiltà, e poi il relativo CID.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;viii&lt;/span&gt;. Era una persona così profonda che alla fine è sbucato dall'altra parte.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;ix&lt;/span&gt;. Questo silenzio è gentilmente offerto dalla bomba appena esplosa e dai timpani appena dissolti. E' stata una ninna-nanna esotermica.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/12090569-4120057896501735673?l=ventidue.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ventidue.blogspot.com/feeds/4120057896501735673/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=12090569&amp;postID=4120057896501735673' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/12090569/posts/default/4120057896501735673'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/12090569/posts/default/4120057896501735673'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ventidue.blogspot.com/2009/02/sguardi-e-ladri.html' title='Sguardi e ladri'/><author><name>gosub</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17106986038379454319</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-12090569.post-5724113230538382998</id><published>2009-02-01T01:12:00.002+01:00</published><updated>2009-02-01T13:17:55.437+01:00</updated><title type='text'>Laocoonte, inventore del tentacle hentai</title><content type='html'>Ho inventato una parola. Ho inventato una parola che vuol dire che tutte le parole sono già state inventate.&lt;br /&gt;(P.S. la parola è logosaturazione)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Obiettivamente, il passato. Woody, sdraiato sul divano, sdraiato come ci sdraia in bianco e nero, in una sessione di auto-psicanalisi. Elencando motivi sufficienti alla sopravvivenza, tra un movimento della sinfonia Jupiter e un viso di Tracy. Carlo, in viaggio verso Ladispoli, che rompe una bottiglia di olio e si intrattiene a discutere con l'uomo in canottiera sull'etica della manutenzione del bene pubblico. Carlo e gli occhi al cielo per l'archetipica MariSol, sovvertitrice d'esistenza e colpevolmente spagnola. Vabbè, cinenostalgia.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/12090569-5724113230538382998?l=ventidue.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ventidue.blogspot.com/feeds/5724113230538382998/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=12090569&amp;postID=5724113230538382998' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/12090569/posts/default/5724113230538382998'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/12090569/posts/default/5724113230538382998'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ventidue.blogspot.com/2009/02/laocoonte-inventore-del-tentacle-hentai.html' title='Laocoonte, inventore del tentacle hentai'/><author><name>gosub</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17106986038379454319</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-12090569.post-1508745829799463959</id><published>2009-01-03T20:21:00.000+01:00</published><updated>2009-01-03T20:24:02.713+01:00</updated><title type='text'>Di catarsi incatramarsi</title><content type='html'>Parte tutto da Najla. Sono due traiettorie separate e speculari. Iniziano procedendo divergenti, linearmente. Poi la velocità con cui si allontano decresce dolcemente, arrivano a camminare parallelamente per un po'. Ad un certo punto nasce tra loro una forza attrattiva, si avvicinano, accelerando. Sembra vogliano scontrarsi. Ora la distanza che le separa da Najla è costante, ma quella tra loro diventa sempre più piccola. Ecco che a pochi istanti dalla fine prendono a rallentare, e ad avvicinarsi a lei. Najla saluta il loro incontro, lungo il piano che ha accompagnato la loro simmetria, con una volgare dimostrazione di denti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come si guarda un ascensore che sale, che oltrepassa il tuo piano. La luce che riempie la fessura tra le porte: come per una marea extralunare, seguita dal buio che fa la stessa cosa per non sentirsi dimenticato. Lo stesso modo che ha Najla di guardarti negli occhi: d'un interesse passeggero, come a chiedersi di chi sia l'ombra là dentro. Io, che finisco sempre per immedesimarmi, accendo i miei pensieri in sequenza, come spie che annunciano il susseguirsi dei piani. In un appartamento, due piani più sotto, esplode uno scaldabagno. L'ambiente si satura di particelle di vapore in sospensione che vanno ad attaccarsi a tutte le superfici fredde, rendendole opache, umide e umane. Ora che lei scruta lo spazio vuoto che tratteggio nella stanza, temo sia alla ricerca delle linee di un campo metamagnetico, sensibile solo a qualche suo senso felino. Credo sia il suo modo di orientarsi tra gli uomini.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quando prende a girarmi la testa, non riesco a più a decifrare i segni del mondo. E l'edificio che sta scivolando lungo la strada ghiacciata? E' una delle sensazioni che mi trivella, vana ricerca di cose che prendono fuoco? Sono io la sua morbida scorza terrestre? Perchè ora Najla mi sembra così vuota di realtà, aliena alla struttura delle cose? Sei Najla o un sbuffo di cenere? Sono vittima di una maledizione, una malia, oppure si tratta della semplice interruzione del flusso sanguigno verso la corteccia cerebrale? Ora mi siederò qui e aspetterò che passi, strappandomi di dosso ogni sanguisuga. No, non sanguisughe: didascalie. Vorrei qualcuno che mi dicesse cosa fare di queste mani ingombranti, che non vanno bene neanche per coprirsi la faccia. La psicosi soffia ed io sono un mulino.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/12090569-1508745829799463959?l=ventidue.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ventidue.blogspot.com/feeds/1508745829799463959/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=12090569&amp;postID=1508745829799463959' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/12090569/posts/default/1508745829799463959'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/12090569/posts/default/1508745829799463959'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ventidue.blogspot.com/2009/01/di-catarsi-incatramarsi.html' title='Di catarsi incatramarsi'/><author><name>gosub</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17106986038379454319</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-12090569.post-8626563511885328645</id><published>2008-12-08T00:26:00.004+01:00</published><updated>2008-12-08T00:29:54.959+01:00</updated><title type='text'>Domande per rispondere a domande senza risposta</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_wvozzY9FJWY/STxcajiw3GI/AAAAAAAAAB8/2Iwp-PMyUxg/s1600-h/Why+are+they.jpg"&gt;&lt;img style="cursor: pointer; width: 246px; height: 400px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_wvozzY9FJWY/STxcajiw3GI/AAAAAAAAAB8/2Iwp-PMyUxg/s400/Why+are+they.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5277194474658782306" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/12090569-8626563511885328645?l=ventidue.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ventidue.blogspot.com/feeds/8626563511885328645/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=12090569&amp;postID=8626563511885328645' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/12090569/posts/default/8626563511885328645'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/12090569/posts/default/8626563511885328645'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ventidue.blogspot.com/2008/12/domande-per-rispondere-domande-senza.html' title='Domande per rispondere a domande senza risposta'/><author><name>gosub</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17106986038379454319</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_wvozzY9FJWY/STxcajiw3GI/AAAAAAAAAB8/2Iwp-PMyUxg/s72-c/Why+are+they.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-12090569.post-5559456308297342711</id><published>2008-12-02T00:27:00.000+01:00</published><updated>2008-12-02T00:28:58.255+01:00</updated><title type='text'>Fuori da ogni logistica</title><content type='html'>(cinquanta parole secondo il caso)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Caso I.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'incontro di due corrisponde alla rottura di una simmetria, un inequilibrio, una deviazione assiomatica. Entrare nella vita di qualcuno è una piccola violenza, domestica più per senso di familiarità che collocazione. Due perfezioni non si troveranno, se una delle due non confuta se stessa e i propri asinini pudori sentimentali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Caso II.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Seguono giorni di cambiamenti, che sono l'alibi dei sensi. Foglie che smettono l'aristocrazia del ramo, che decapitate raggiungono democraticamente terra. Un cielo senza altri colori da dire, silenzioso come l'incontro di pericolo e follia. Accade un giorno di Novembre, che il tramonto e le foglie del melograno indossino lo stesso colore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Caso III.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Voleva dare un senso alla propria vita, e non si accorgeva di star applicando l'etica circense. Era equilibrista, cercando la misura tra lavoro e tempo libero. Era trapezista, bramando la cima della scala sociale. Era incantatore di serpenti, adulando i suoi capi, e domatore di bestie, educando i suoi figli.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Caso IV.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Memorie di un bambino euclideo: api che bucano le foglie, mal di testa da occhialini per proiezioni tridimensionali, lettere magnetiche sul frigorifero, erba che non cresce sotto una tenda da campeggio, lettere incastrate in una macchina da scrivere, nastro adesivo su tutta la pelle. Nelle conchiglie non si sentiva il mare.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/12090569-5559456308297342711?l=ventidue.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ventidue.blogspot.com/feeds/5559456308297342711/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=12090569&amp;postID=5559456308297342711' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/12090569/posts/default/5559456308297342711'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/12090569/posts/default/5559456308297342711'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ventidue.blogspot.com/2008/12/fuori-da-ogni-logistica.html' title='Fuori da ogni logistica'/><author><name>gosub</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17106986038379454319</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-12090569.post-9002700930100446686</id><published>2008-11-21T23:44:00.002+01:00</published><updated>2008-11-21T23:45:43.763+01:00</updated><title type='text'>Lettera di licenziamento al mio spleen</title><content type='html'>Provo a tirarmi su le maniche, ma i polsi della camicia sono troppo stretti e viene su solo il maglione. Ancora, sbagliando.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da piccolo mi rifiutavo di mangiare i biscotti rotti. Dicevo che non mi piacevano, ma in realtà era solo l'ignavia dei gesti minimi: andarli a ripescare con il cucchiaino o trovarseli molli, contro i denti, bevendo il latte. Da grande continuo a scansare i biscotti rotti, per un motivo che oscilla tra l'estetico e l'anestetico. Estetico, perchè i biscotti si inzuppano in coppia, schiena contro schiena, e un biscotto rotto non si lascia accoppiare. E' inavvicinabile sia ai biscotti interi (evidente), sia agli altri biscotti rotti, perchè ogni biscotto è rotto a modo suo, diverso. Anestetico, perchè da grande ho scoperto i meccanismi dell'analogia. Non mangiamo quello che siamo, ma quello che vorremmo essere. Nessuno vuole essere un biscotto rotto.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/12090569-9002700930100446686?l=ventidue.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ventidue.blogspot.com/feeds/9002700930100446686/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=12090569&amp;postID=9002700930100446686' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/12090569/posts/default/9002700930100446686'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/12090569/posts/default/9002700930100446686'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ventidue.blogspot.com/2008/11/lettera-di-licenziamento-al-mio-spleen.html' title='Lettera di licenziamento al mio spleen'/><author><name>gosub</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17106986038379454319</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-12090569.post-5365229646316705097</id><published>2008-11-04T17:57:00.000+01:00</published><updated>2008-11-04T17:58:47.857+01:00</updated><title type='text'>Prolegomeni ad ogni futura sonata per pianoforte che potrà presentarsi come espediente per rimorchiare le ragazze</title><content type='html'>A un cinghiale somiglia il mio umore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi sono giustificato dicendo che è normale, per un bambino, sperimentare con il corpo. E' scritto in tutti i testi di psicologia infantile. Peccato che io non sia più un bambino e che il corpo, oggetto della sperimentazione, non fosse il mio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sono passato con la testa in mezzo ad un nugolo di moscerini ed uno mi è entrato nel naso. Ho provato a soffiarlo fuori, ma non so, non si sa mai come vanno a finire queste storie. A me la parola nugolo non piace, anzi mi fa proprio schifo. Più schifo dei moscerini, nonostante che da bambino, dei moscerini, ti insegnino solo la perversione scatologica. Strane cose, quelle che ti insegnano da bambino.&lt;br /&gt;Di solito un nugolo di moscerini mi fa venire in mente gli elettroni che vorticano intorno al nucleo di un atomo. Sìsì, lo so, un attimo. Se avessi un scrittore dentro di me, adesso quello starebbe commentando: "metafora maldestra". Se invece ci fosse un fisico delle particelle, quest'altro direbbe: "vabbè, non ci hai capito un cazzo". Il fisico delle particelle è molto più diretto dello scrittore.&lt;br /&gt;Qualche volta, in vita mia, mi sono chiesto come una comitiva di moscerini scelga il posto dove annugolarsi. Perchè non è che i nugoli si formino in presenza di, chessò, una carogna imputridita o una scultura di sterco: niente, nascono nei punti più anonimi possibili. E' per questo che ci finisco dentro con la testa, non me l'aspetto proprio un nugolo. Qualche volta mi sono chiesto anche se esista il verbo "nugolare" e se i moscerini lo usino.&lt;br /&gt;Confesso però che mi capita raramente di pensare ai moscerini e ai loro nugoli. Prima mi devono entrare nel naso.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/12090569-5365229646316705097?l=ventidue.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ventidue.blogspot.com/feeds/5365229646316705097/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=12090569&amp;postID=5365229646316705097' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/12090569/posts/default/5365229646316705097'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/12090569/posts/default/5365229646316705097'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ventidue.blogspot.com/2008/11/prolegomeni-ad-ogni-futura-sonata-per.html' title='Prolegomeni ad ogni futura sonata per pianoforte che potrà presentarsi come espediente per rimorchiare le ragazze'/><author><name>gosub</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17106986038379454319</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-12090569.post-955322427476129356</id><published>2008-11-02T18:14:00.002+01:00</published><updated>2008-11-02T18:20:44.470+01:00</updated><title type='text'>If you think my heart's a mess, you should take a look inside my head</title><content type='html'>&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Succede che alcuni pomeriggi, uscendo dal lavoro, io trovi una cavalletta accomodata sul parabrezza della mia macchina. Io non ho una coscienza, quindi la cavalletta non dice niente.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Entro in libreria. Sorvolo le ultime uscite, snob. Vado agli scaffali della narrativa, alla lettera G, leggo tutti i titoli sul dorso dei libri alla G. Li trovo insipidi, non prendo neanche un libro. Inizio a puntare libri a caso. Di sguincio guardo le ragazze carine. Sbircio i titoli dei libri in mano agli altri avventori. Prendo in braccio tanti libri che vorrei leggere, accudire, svezzare, a cui vorrei cambiare la vita. Ascolto indiscreto le parole senza sugo delle professoresse di italiano e delle loro amiche. Mi interrogo sulla natura dell'ordine alfabetico. Nella mia libreria ideale, i libri sono in ordine di interesse, crescente. Secondo il mio, di interesse. Così potrei entrare in libreria, adocchiare un libro: "uhm, interessante", e poi vederne un altro: "uhm, ancora più interessante", e così via fino al momento di dover andare via, avendo detto un sproposito di volte "uhm". Gli ultimi libri sarebbero quelli, quelli che ho sempre cercato. Rimango in silenzio e guardo. Guardo i libri che ho in mano e penso che idea ci si possa fare del loro lettore. Le cassiere mi mettono sempre addosso l'ansia da interrogazione alla cattedra, me le figuro acide che stanno lì a giudicarmi in base agli acquisti che faccio. "Ecco un altro sfigato che legge Carver e vuole fare lo scrittore". Rimetto sulla sua pila un testo di Calvino che non ho ancora letto, che avevo pensato di prendere e ora ho deciso di lasciare: adesso immagino di avere un debito nei suoi confronti, di Calvino intendo. Dalla porta automatica entra un ragazzino di otto o nove anni, insieme a quello che potrebbe essere il padre. Il ragazzino gli sta spiegando che "... se raccogli abbastanza punti, è come avere una vita in più...". Mi guardo intorno, cercando di incrociare lo sguardo di qualcun altro che abbia sentito. C'è solo un trentenne, giacca e camicia, occhiali dalla montatura nera, spessa, squadrata.&lt;br /&gt;Lo guardo negli occhi.&lt;br /&gt;Lui mi guarda di riflesso.&lt;br /&gt;Non ha capito niente.&lt;br /&gt;Deve essere un altro sfigato che legge Carver e vuole fare lo scrittore.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;- E' come avere una vita in più -&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Ecco, sì, più o meno.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/12090569-955322427476129356?l=ventidue.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ventidue.blogspot.com/feeds/955322427476129356/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=12090569&amp;postID=955322427476129356' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/12090569/posts/default/955322427476129356'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/12090569/posts/default/955322427476129356'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ventidue.blogspot.com/2008/11/if-you-think-my-hearts-mess-you-should.html' title='If you think my heart&apos;s a mess, you should take a look inside my head'/><author><name>gosub</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17106986038379454319</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-12090569.post-4415347800143536215</id><published>2008-10-28T00:27:00.000+01:00</published><updated>2008-10-28T00:45:07.961+01:00</updated><title type='text'>vedi alla voce: Astronomia del quotidiano</title><content type='html'>Adesso non so esattamente sotto che forma io possa apparire, ad un set di occhi standard. Forse bambino, forse cappellaio matto, forse simbologia floreale per carta da parati. Comunque dondolo, sopra un seggiolo di materia plastica. Dentro altalena, dentro sabbiera, dentro giardino, dentro cortile, dentro istituto educativo, dentro dentro dentro: qui reificata la condizione di dentro, la dicotomia delle appartenenze interiori.&lt;br /&gt;Rincorro l'apogeo scalciando. Il bacucco e la bambina non vogliono guardare e si tappano le orecchie: dentro l'avvizzito secchio cerebrale del crapone due pensieri se ne vanno a letto insieme, -emulazione- e -fittizio-. Io vorrei solo quel male di cui tutti parlano, il male che si farà, il male che si è fatto, il male è la droga nei pensieri di loro che parlano di me. Per me quel male è sperimentale e collaterale, come una buca per la terra sotto le unghie.&lt;br /&gt;Importa? Importare significherebbe prendere questa scena e sezionarla come uno scoiattolo sul tavolo operatorio: tirare fuori tutti gli organi, che sono attimi più fili d'erba più anelli metallici, e rimetterli dentro secondo un ordine di gusto arbitrario. Poi, sperare che lo scoiattolo torni ad accatastare ghiande e ad essere adorabile. E' una legge severa quella per cui l'accatastamento delle ghiande avverrà solamente quando non avrà alcuna importanza se ogni ghianda è accatastata o meno.&lt;br /&gt;Millenni, la voglia di buttarsi dall'altalena in swing misinterpretata per desiderio di volare.&lt;br /&gt;Ogni storia umana contempla ineluttabile un ginocchio sbucciato.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/12090569-4415347800143536215?l=ventidue.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ventidue.blogspot.com/feeds/4415347800143536215/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=12090569&amp;postID=4415347800143536215' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/12090569/posts/default/4415347800143536215'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/12090569/posts/default/4415347800143536215'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ventidue.blogspot.com/2008/10/vedi-alla-voce-astronomia-del.html' title='vedi alla voce: Astronomia del quotidiano'/><author><name>gosub</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17106986038379454319</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-12090569.post-1388640182838813361</id><published>2008-10-15T23:02:00.002+02:00</published><updated>2008-10-15T23:06:02.650+02:00</updated><title type='text'>Per lunghi tratti strumentale, poi gente che urla</title><content type='html'>Prima hai gli occhi chiusi e il mondo lo dividi orizzontale, facile, cielo e terra e orizzonte e così. Poi apri gli occhi e ci sono gli alberi che vanno da giu a su e si sfascia tutto un sistema e l'erba e le persone in piedi e così. Che poi ti viene da ridere per queste cose strane, come che l'unica cosa dritta dritta ma veramente dritta è l'acqua quando se ne sta dentro a qualcosa o quando non se ne sta dentro a niente ma comunque s'appoggia; e poi invece una cosa un poco meno dritta dritta come un filo penzoloni, l'acqua non te lo rimanda mai indietro dritta dritta, ma coi riflessi sempre un po' spezzettati e vibrolanti. Puoi andare a vedere i film, ma dei film non te ne frega niente. Niente, delle poltroncine rosse, niente dei popcorn mezzi coriandoli, niente delle pagliuzze volanti nel cono di luce del proiettante. A te importa solo di aprire la bocca e far aprire la bocca e quando si apre una bocca è bello come qualcuno che ha scritto col gessetto bianco sull'asfalto e poi ha piovuto e poi le foglie gialle. Poi dici che ti vorresti sposare la televisione e la prima notte di nozze deflorare la presa per l'antenna e rimanerci attaccato nell'amplesso elettrosciocco immediatico. Il canale della televisione alla fine lo cambi con il dito medio sui bottoni anche tu, perchè vaffanculo tivù. Hai pensato che in verità il paradiso, quello bianco con le nuvolette, è un campo di concentramento, primo perchè non te ne puoi andare e secondo perchè sì, bello Dio e la beatitudine, però che palle. Ma nessuno ci torna indietro dal paradiso, mica per niente, ma solo perchè è troppo ironico, ironico alla arbeit macht frei, sei in paradiso e ti rompi le palle. Invece poi hai pensato che il paradiso quello vero deve essere come un outlet di poltrone e sofà. Che di un divano non ti stanchi mai. E pure se ti stanchi, c'è sempre un altro divano per riposare.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/12090569-1388640182838813361?l=ventidue.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ventidue.blogspot.com/feeds/1388640182838813361/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=12090569&amp;postID=1388640182838813361' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/12090569/posts/default/1388640182838813361'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/12090569/posts/default/1388640182838813361'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ventidue.blogspot.com/2008/10/per-lunghi-tratti-strumentale-poi-gente.html' title='Per lunghi tratti strumentale, poi gente che urla'/><author><name>gosub</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17106986038379454319</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-12090569.post-8187372727082909292</id><published>2008-09-29T23:38:00.002+02:00</published><updated>2008-09-29T23:38:59.894+02:00</updated><title type='text'>I sassi ci sorridono da due milioni di anni</title><content type='html'>I muscoli delle braccia sono contratti nel massimo sforzo. Le scapole, la base del collo, cominciano a tremare, vibrare prima debolmente, poi si abbandonano in scosse. Dentro la schiena non più scintille, non crepe elettriche, solo sfrigolare di vertebre, solo digrignare di denti. La carne è intossicata dal desiderio di essere strappata. E' una violenza contro tutte le forme del corpo avute sin adesso. Finalmente la fame tiene accesi tutti i sensi, e non è più nebbia che inghiotte il mare di notte.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;...ma quella cosa, quella cosa la tagliano col dolore, che il veleno per topi ne ammazza meno. Quella cosa non va via. Così la vuoi, la vuoi, la vuoi ancora: perchè se non c'è, vuol dire che stai precipitando, perchè se c'è, precipitare non vuol dire niente. Non così. Non la vuoi così. Il dolore è giusto così. Ottuso di poesie mandate a memoria. Umido. Allucinato. Senza freni.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/12090569-8187372727082909292?l=ventidue.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ventidue.blogspot.com/feeds/8187372727082909292/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=12090569&amp;postID=8187372727082909292' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/12090569/posts/default/8187372727082909292'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/12090569/posts/default/8187372727082909292'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ventidue.blogspot.com/2008/09/i-sassi-ci-sorridono-da-due-milioni-di.html' title='I sassi ci sorridono da due milioni di anni'/><author><name>gosub</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17106986038379454319</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-12090569.post-5827464266589238498</id><published>2008-09-24T00:30:00.002+02:00</published><updated>2008-09-24T00:31:03.535+02:00</updated><title type='text'>Magnitudo silentii</title><content type='html'>This is the perfect plan:&lt;br /&gt;so inspiring,&lt;br /&gt;so devious,&lt;br /&gt;yet so simple.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/12090569-5827464266589238498?l=ventidue.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ventidue.blogspot.com/feeds/5827464266589238498/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=12090569&amp;postID=5827464266589238498' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/12090569/posts/default/5827464266589238498'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/12090569/posts/default/5827464266589238498'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ventidue.blogspot.com/2008/09/magnitudo-silentii.html' title='Magnitudo silentii'/><author><name>gosub</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17106986038379454319</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-12090569.post-374093132721838891</id><published>2008-09-07T12:22:00.000+02:00</published><updated>2008-09-07T12:23:01.161+02:00</updated><title type='text'>Storia del signor Epsilon: l'uomo piccolo a piacere, una presenza costante</title><content type='html'>Prometto che non sarò bravo. Bravo, come in "Oh, ma che bravo, fa tutto quello che gli si dice di fare". Buono forse sì, perchè atti di involontaria bontà nascono spontaneamente da atti di puro egoismo, ed io, senza falsa modestia, sono un vero egoista. Se la natura sa inventarsi il riflesso per giustificare l'impossibilità di un colore, allora io mi coprirò di cieca consapevolezza, e passerò attraverso. Non sarò dentro niente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La pioggia, come l'impero, non esiste veramente. Per questo motivo la pioggia cade e l'impero decade, non hanno altrimenti. Il vento, una definizione orizzontale, spinge una goccia contro l'altra, un uomo contro un altro uomo; il vento fa sorgere leggeri rumori da scontri senza energia, il destino che è fatto di fruscii.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Misteri della fisiologia umana. La sola vista della libagione è in grado di renderci muti e farci inghiottire le urla che ci riempivano la bocca e svuotavano i polmoni. Appena preso parte al banchetto, poi, e già siamo sordi alle grida di altri noi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'autorità ha bisogno che il potere sia diviso in parti dispari, per garantirsi l'equilibrio e scongiurare lo stallo o il reciproco annichilimento. La verità è invece di natura pari, poiché necessita che ogni affermazione, per essere verificata, sia posta di fronte alla propria negazione. Non può, quindi, la verità essere partorita dall'autorità, nè l'autorità giustificarsi con la verità. Tutta colpa dell'insieme dei numeri razionali e dell'insieme degli uomini razionali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Costantia, donna intersesso, mangiapane e serafica autoeccitante. Aggrappata a monomanie perse tra dentrifici e fluoriti, a suocere sfiorite, femmina con viscere di razza. Parodia di cross dalla fascia, palleggi al limite dell'area, ridicole brochure di tattica. Sprizzi socialismo e caviale eziotropico che guarisce la turpe affaristica, la borsistica criminosa. Niente trucco, solo pochi pittogrammi di sguardi cavapietre. Resti annacquata dalla sillaba impollinata, il verso aromaterapico, la flessione del muscolo pomicione. Ontologia della gestante burocratica, reiterate trattative per un bambino pacioccoso. Non genererai un figlio, ma uno sprezzante padroncino di laniccia.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/12090569-374093132721838891?l=ventidue.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ventidue.blogspot.com/feeds/374093132721838891/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=12090569&amp;postID=374093132721838891' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/12090569/posts/default/374093132721838891'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/12090569/posts/default/374093132721838891'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ventidue.blogspot.com/2008/09/storia-del-signor-epsilon-luomo-piccolo.html' title='Storia del signor Epsilon: l&apos;uomo piccolo a piacere, una presenza costante'/><author><name>gosub</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17106986038379454319</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-12090569.post-7942094908912530291</id><published>2008-09-03T08:27:00.001+02:00</published><updated>2008-09-03T08:31:41.383+02:00</updated><title type='text'>Come ci siamo ossidoridotti</title><content type='html'>&lt;div&gt;Perchè fidarsi delle persone quando tutta la verità di cui si ha bisogno la si può trovare dentro le canzoni.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;E' cosi bello far scodella con le mani e riempirla d'acqua. Stringere le dita e sperare che non si svuoti mai.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Di quando sei solo e trovi qualcosa ch'è per te speciale. Di quando poi la condividi con gli altri e gli altri pensano che non sia poi questo granchè.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Sono mancino, ma ti stringo la mano con la destra. Quindi non vale.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Muori! ma aspettami.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/12090569-7942094908912530291?l=ventidue.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ventidue.blogspot.com/feeds/7942094908912530291/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=12090569&amp;postID=7942094908912530291' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/12090569/posts/default/7942094908912530291'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/12090569/posts/default/7942094908912530291'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ventidue.blogspot.com/2008/09/come-ci-siamo-ossidoridotti.html' title='Come ci siamo ossidoridotti'/><author><name>gosub</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17106986038379454319</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-12090569.post-2969155413583978720</id><published>2008-08-23T21:23:00.000+02:00</published><updated>2008-08-23T21:25:13.034+02:00</updated><title type='text'>Psicodramma del cremino</title><content type='html'>Questa è storia nuova, ma la rabbia non s'azzera. La rabbia permane, aderisce e spolpa. La rabbia mi si condensa addosso. La rabbia mi permette di respirare anche quando ho la faccia spinta nel fango. La rabbia fa l'ironia così affilata che ci posso tagliare un giorno di pioggia. Mi serra i pugni e mi fa crescere le unghie dentro la carne delle mani. La rabbia mi spezza i denti sopra altri denti. Lei riempie il palcoscenico, ma non si cheta: invade la platea, colma le gallerie. La rabbia ostruisce. E' nella pancia che beata stramba. Imbastisce nodi neri come l'ardesia. Sfrigola pungigliosa e scintillante. E' un abbraccio rovesciato, che vuol dire lontano. La rabbia e io non mastico più.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/12090569-2969155413583978720?l=ventidue.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ventidue.blogspot.com/feeds/2969155413583978720/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=12090569&amp;postID=2969155413583978720' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/12090569/posts/default/2969155413583978720'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/12090569/posts/default/2969155413583978720'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ventidue.blogspot.com/2008/08/psicodramma-del-cremino.html' title='Psicodramma del cremino'/><author><name>gosub</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17106986038379454319</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-12090569.post-6167102990033118108</id><published>2008-08-19T18:55:00.001+02:00</published><updated>2008-08-19T18:59:03.982+02:00</updated><title type='text'>Esasperanto</title><content type='html'>(ripartire in seconda)&lt;br /&gt;Tutti in TV hanno tre braccia e tu, infelice, ché ne hai solo due.&lt;br /&gt;Il conto in banca a righe e gli scrupoli a quadretti.&lt;br /&gt;Comunque questi non sono i miei occhi, è la parte ritagliata che ci vedi attraverso.&lt;br /&gt;Mi hanno letto il futuro, ma hanno sbagliato tutti gli accenti.&lt;br /&gt;L'ironia del mio costume da ape è il fiore che porto all'occhiello.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/12090569-6167102990033118108?l=ventidue.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ventidue.blogspot.com/feeds/6167102990033118108/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=12090569&amp;postID=6167102990033118108' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/12090569/posts/default/6167102990033118108'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/12090569/posts/default/6167102990033118108'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ventidue.blogspot.com/2008/08/esasperanto.html' title='Esasperanto'/><author><name>gosub</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17106986038379454319</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-12090569.post-9201014965958425768</id><published>2008-07-31T19:29:00.002+02:00</published><updated>2008-07-31T19:49:10.247+02:00</updated><title type='text'>La mia banda non conosce roccia</title><content type='html'>Certe volte lascio che in quello che dico cadano alcune parole, alcune parole diverse. Mi guardo intorno e cerco risposta in una pupilla che si dilata un millimetro di troppo, o una testa che si volta con eccessiva veemenza per nascondere disinteresse. Certe parole che dovrebbero risuonare come campane spaccate in altrui terremoti. Complicità miste rose. Desisterei, quando certi apostrofi apparentemente banali suscitano un'ilarità spiccia e immotivata. Faccio l'ultimo tentativo, appuntando una preda al mio vaniloquio. Vedo quelle stesse parole frangersi in schegge appena prima di colpirla, mancarla del tutto, e conficcarsi nella parete alle sue spalle, arrampicata di rose feroci. La trasmissione del pensiero fallisce in sguardi abbagliati dalle luci di scena.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ci sono due tipi di persone che dicono "mai": quelli che, prima o poi, finiscono per non mantenerlo e quelli che, per mantenerlo, fanno cose ancora peggiori. Io non sarò mai una di queste.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La tua bella pelle che si rispecchia in tutta la lucidità necessaria all'odio. Il trucco trasforma parte di te nelle grazie di parole gotiche. Sovraesposti, i difetti... quali difetti? Io non vedo niente. Non capisco come tanta bellezza non ti faccia scoppiare i capillari: quando ci provi troppo forte diventi il mostro di te stessa. La passione è una tela e tu sei Penelope.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fai bene, fai male e altre insostenibili dicotomie.&lt;br /&gt;Sopracciglia orizzontali e ben distanziate.&lt;br /&gt;Pensare di poter risolvere tutti i problemi con una cravatta.&lt;br /&gt;Cosa vorresti sapere dei sudori freddi di Giulio Verne?&lt;br /&gt;L'uomo dai capelli forforescenti diceva: "Hai voglia a filosofare se nessuno sta a ascoltare".&lt;br /&gt;Pustole di felicità e vesciche di spensieratezza. Scoppiano gaie in attriti ladri di piacere.&lt;br /&gt;E una borsa piena di misantropia (siete buoni nel modo sbagliato).&lt;br /&gt;Il dubbio di spalle altrui e la tua testa che si appoggia su quegli stessi dubbi.&lt;br /&gt;Per peccati più profondi, una croce bidimensionale non basta.&lt;br /&gt;Credevo di essere sulla superficie di un nuovo pianeta e invece era una pesca.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/12090569-9201014965958425768?l=ventidue.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ventidue.blogspot.com/feeds/9201014965958425768/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=12090569&amp;postID=9201014965958425768' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/12090569/posts/default/9201014965958425768'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/12090569/posts/default/9201014965958425768'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ventidue.blogspot.com/2008/07/la-mia-banda-non-conosce-roccia.html' title='La mia banda non conosce roccia'/><author><name>gosub</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17106986038379454319</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-12090569.post-8951465571952550093</id><published>2008-07-13T18:23:00.003+02:00</published><updated>2008-07-31T19:49:35.870+02:00</updated><title type='text'>Il bosco è una opportunità</title><content type='html'>Najla siede nel parco. Tiene aperto davanti a sé "Le dodici sedie", forse legge. Intorno a lei si muovono bambini contenti di non sentirsi diversi. Sollevano polvere e rumori, che si infilano nella piega tra le pagine e graffiano la lettura. Settembre muore. Lei potrebbe dimenticarsi del tempo, se non fosse per quelle ciocche di capelli neri, che non smettono di divincolarlesi fin sotto gli occhi, e l'arrivo impacciato del sole, che la costringe a cambiare di posto, sotto ombre nuove.&lt;br /&gt;Najla si perde distratta in sovrappensieri che non sono i suoi. Osserva chi si perde nella lettura, chi è solo, chi cerca sguardi di complicità isterica o metafisica. &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Sono come me&lt;/span&gt;. Non sono come me. &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Non sai mentire&lt;/span&gt;. Veste asimmetrica e senza cura, ricorda una calla. Alza e abbassa gli occhi, attende che non ci siano più occhi da guardare; un vezzo, riflesso di tempi più timidi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lui compare da nessun dove e le si siede accanto.&lt;br /&gt;- Siediti pure, eh!&lt;br /&gt;Vorrebbe spaventarlo e farlo scappare.&lt;br /&gt;- Ciao&lt;br /&gt;Non si dimostra affatto intimorito. Resta.&lt;br /&gt;- Ciao&lt;br /&gt;- Non c'è nulla di male in quello che sto facendo&lt;br /&gt;- Perché, che cosa stai facendo?&lt;br /&gt;- Attaccare bottone, intendo. Sarebbe sbagliato se la mia intenzione fosse quella di apparirti amichevole per ottenere qualcosa e poi portartela via, ma non è questo il caso. Non ci sono secondi fini, o ci sono solo secondi fini, dipende da come vuoi vederla. Dirai, come posso crederti? Il fatto è che non devi credermi, finché non ci sono limiti da oltrepassare. Comunque non ho intenzione di giocare con carte che non sono in tavola, conoscerai sempre tutto. Anche se definirlo gioco non lo trovo corretto. Sono abbastanza sicuro, però, che né la tua né la mia morale verranno messe in discussione&lt;br /&gt;- Chi sei tu? Cosa vuoi da me?&lt;br /&gt;- Per quel che conta, puoi chiamarmi Sinbad il marinaio. Oppure, se ti sembra ridicolo...&lt;br /&gt;- Mi sembra molto ridicolo&lt;br /&gt;- ...va bene anche Gregor. Aspetta ho una cosa per te&lt;br /&gt;Si alza e si sfila da una tasca un foglio di carta piegato in quattro parti. Glielo porge.&lt;br /&gt;- Ti ho fatto un ritratto&lt;br /&gt;Najla prende il foglio, lo apre, lo squadra per qualche secondo.&lt;br /&gt;- Non mi assomiglia molto. E poi questa ragazza porta gli occhiali scuri. Io non ne porto.&lt;br /&gt;- Quando l'ho fatto non ti avevo ancora mai vista. Ho fatto del mio meglio.&lt;br /&gt;Non sa se ridere o aver paura. Considera l'ipotesi di alzarsi e senza dire una parola, allontanarsi. Lui, mentre si risiede, continua:&lt;br /&gt;- Il fatto è che ho un problema. C'è una lei, colpevole di seduzione con scasso, una lei con cui non posso parlare. Lei è la modella inconsapevole di un pittore che continua, senza saperlo, a dipingere solo lei. E io non so come... Lei non c'è, ma ci sei tu. Il favore che ti chiedo è di starmi ad ascoltare e io parlerò con te e sarà come se parlassi a lei. In cambio ti regalerò quel ritratto e potrai chiedermi un favore anche tu&lt;br /&gt;- Sì. Cosa devi dirle? Dirmi?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- Ecco... io sono il venditore di palloncini sul luogo della catastrofe. Se una cattiva idea la si riconosce dalla tenacia con cui la si perseguita, io sono l'inquisizione spagnola. Ogni sistema in natura è destinato a diventare più grande, più complesso, più dipendente. Ergo, inevitabile è il raggiungimento di un livello critico, sia esso nel sistema stesso o nei sistemi periferici, dopo il quale resti l'estinzione come unico orizzonte possibile. Vorrei che prendessi in considerazione l'idea di diventare sistema insieme e condividere le nostre estinzioni come una. Prenditi pure il tuo tempo, se serve a farti prendere anche il mio. Sai quanti paesaggi identici sono in grado di sopportare per arrivare fin lì? Quanti divieti e segnali di pericolo e intimidazioni a rispettare i limiti sono in grado di ignorare? Dimentica il fatto che nella mia testa continuino ad essere evocati disastri o i peggiori scenari possibili: sono dilettantismi di autodifesa. Lo so che non ti piace sentirtelo dire, ma quantificare è il segreto e la fine del segreto. Che chi dice che nei numeri non c'è l'essenza delle cose, non conosce i numeri o non conosce l'essenza delle cose. Se in quello che dico, in quello che voglio dimostrare o in quello che credo di sentire c'è qualcosa che i numeri non possano significare, allora troverai che nascosti tra noi ci sono i numeri più grandi che chiunque abbia mai provato a contare&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- E' una cosa molto bella da dire&lt;br /&gt;- E' una cosa molto stupida da dire&lt;br /&gt;Najla e lo sconosciuto restano in silenzio a guardare le proprie ombre crescere molte volte più alte di loro. Piccole lampadine si accendono tra i rami bassi degli alberi, rosse di sudore ed estate. Quando il buio scende, il parco è già scomparso.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/12090569-8951465571952550093?l=ventidue.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ventidue.blogspot.com/feeds/8951465571952550093/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=12090569&amp;postID=8951465571952550093' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/12090569/posts/default/8951465571952550093'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/12090569/posts/default/8951465571952550093'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ventidue.blogspot.com/2008/07/il-bosco-una-opportunit.html' title='Il bosco è una opportunità'/><author><name>gosub</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17106986038379454319</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-12090569.post-1954261202255471479</id><published>2008-07-07T22:28:00.001+02:00</published><updated>2008-07-07T22:31:28.491+02:00</updated><title type='text'>Volevo essere i Sunna</title><content type='html'>Questo è un post colloquiale perchè E mica posso sempre! e poi la penna con dentro le parole difficili mi è scoppiata in tasca e ha fatto una pozza verticale (la macchia), che chi mi incrocia per la via può dire Ti è scoppiata una penna in tasca o sei contento di vedermi? comunque poi la macchia è scomparsa, ma mi solletica pensare che si sia data alla macchia, la macchia rivoluzionaria, la macchia partigiana e io mi sono sempre immaginato il partigiano che mangia il parmigiano, perchè Ah, le associazioni fonetiche.&lt;br /&gt;Io quando la gente mi chiede Che lavoro fai? vorrei dire sempre Spazzacamino ma finisce che non mi sovviene e allora dico la banale veritade. Dannate quelle situazioni che non si fanno annunciare, come quando dici qualcuno a qualcosa e poi vai via e poi ci pensi cento volte a quello che hai detto e sicuramente avresti potuto dirlo in cento modi migliori Ma! la prossima volta lo dico... e invece poi non lo dici mai.&lt;br /&gt;Dicevamo post colloquiale come se io e te (ti devo dare del te) stessimo arrampicati su due di quegli alti sgabelli scomodi che ci sono nei bar scomodi a parlare del per e del diviso, ma io il caffè non lo prendo grazie che mi fa addormentare, preferisco un chinotto oppure ti faccio compagnia, come se lo avessi accettato, figurati, a buon rendere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;incidendo,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quando, in virtù delle mie virtù, sono stato proscritto. Per questa ma solo per questa volta la colpa è di NigroClavel, che come solo lei, stila una lista di sette elementi con soli sei elementi. E il quinto elemento non è Milla Jovovich: se però ha i capelli arancioni non lo so. Dicevamo, c'affibbia il premio Brilloco Weblog 2008, patto che noi si faccia iccome lei. Pronti, via.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;i&lt;/strong&gt;. NigroClavel, &lt;a href="http://finedelvolodallafinestra.splinder.com/" target="_blank"&gt;Una Naviciuella Spaziuale&lt;/a&gt;. Perchè entrambi sappiamo e vogliamo che da questo circolare e ricorsivo scambio di link nasca una smagliatura nella pancia dello spazio-tempo, nella quale verrà inghiottito tutto l'universo, accompagnato da un sonoro rutto. Costei vince.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;ii&lt;/strong&gt;. XorlandoX, &lt;a href="http://ritornateparole.splinder.com/" target="_blank"&gt;parolechetornanocarezze&lt;/a&gt;. Perchè mi piace quando scrive e quando esiste. Spero che non smetta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;iii&lt;/strong&gt;. oraDem, &lt;a href="http://trepassinellaneve.splinder.com/" target="_blank"&gt;trepassinellaneve&lt;/a&gt;. Perchè a volte capisce. E chissà se lo sa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;iv&lt;/strong&gt;. k13utterfly, &lt;a href="http://k13utterfly.splinder.com/" target="_blank"&gt;k13utterfly&lt;/a&gt;. Perchè questo posto assomiglia tanto ad una sua idea, e nessuno le chiede mai il permesso quando si frega le sue idee. Però scrivi, ciccia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;v&lt;/strong&gt;. gracer, &lt;a href="http://lemiecosechenonho.splinder.com/" target="_blank"&gt;green eyes bloom goodbyes&lt;/a&gt;. A volte non ci vorresti entrare in quel blog per paura di rompere qualcosa. Cose fragili.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;vi&lt;/strong&gt;. momo, &lt;a href="http://momonkey.splinder.com/" target="_blank"&gt;momonkey&lt;/a&gt;. New entry. Ne ho scoperto il blog via Naviciuella Spaziuale, e NigroClavel raramente toppa. Mi fa ridere quando è ironica e mi fa venire voglia di prenderci un caffe insieme quando si lamenta del creato tutto, fermo restando che io niente caffe al massimo un chinotto. Ah, "zero" c'est moi. Il pubblico rumoreggia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;vii&lt;/strong&gt;. poligraf poligrafovic, &lt;a href="http://corniciconcentriche.splinder.com/" target="_blank"&gt;corniciconcentriche&lt;/a&gt;. Newer than new entry. Cola classe come grasso da una bistecca sulla griglia, e che altro volete.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Io rompo la catena, eh.&lt;br /&gt;inciso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Che uno alla fine dell'inciso si aspetta un tocco di testo grosso almeno come quello prima dell'inciso e invece colpo di scena come nei film di M. Night Shyamalan. Alza la mano per chiedere la parola, si alza in piedi Comunque io volevo solo dire che lo spazio pensiero è bianco e quasi totalmente vuoto ma costellato di solidi platonici che rappresentano le idee. Le parole sono le dita con cui tocchiamo e veniamo a conoscere queste idee forme, nello stesso modo in cui un cieco impara a conoscere il mondo. Si siede.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/12090569-1954261202255471479?l=ventidue.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ventidue.blogspot.com/feeds/1954261202255471479/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=12090569&amp;postID=1954261202255471479' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/12090569/posts/default/1954261202255471479'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/12090569/posts/default/1954261202255471479'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ventidue.blogspot.com/2008/07/volevo-essere-i-sunna.html' title='Volevo essere i Sunna'/><author><name>gosub</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17106986038379454319</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-12090569.post-2735953618286561775</id><published>2008-06-15T18:37:00.002+02:00</published><updated>2008-06-15T18:50:06.334+02:00</updated><title type='text'>Apocatastasi degli invisibili</title><content type='html'>Son gigante nano, umano troppo umano,&lt;br /&gt;Son primo ballerino, vacuo canterino,&lt;br /&gt;Son senza disdoro, sono un sicomoro,&lt;br /&gt;Sono il probo viro, sono sotto tiro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sono un'entità, sono sua maestà,&lt;br /&gt;Sono un infingardo, primo baluardo,&lt;br /&gt;Sono un mastodonte, son Bellerofonte,&lt;br /&gt;Sono il tuo sensei, sono chi per lei.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sono ben vestito, son disinibito,&lt;br /&gt;Sono acculturato, son disoccupato,&lt;br /&gt;Sono surrettizio, sono caio e tizio,&lt;br /&gt;Sono l'entropia, nel cappello della zia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Ma tutto quel che sono,&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;non ve lo posso dire,&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;a dirlo non son buono,&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;mi proverò a cantar.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;***&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un mostro salato, ecco cosa. Dopo che è evaporata la fatica di sollevarsi, mi rimane sulla pelle questo sapore alcalino. L'attaccapanni di me stesso, riflesso attaccabrighe e la superiorità delle bretelle. Vuoi sapere quali canzoni non posso fare a meno di ascoltare in questo periodo? Desideri conoscere i titoli dei libri che ho appena comprato?&lt;br /&gt;Sono morto, in tutti i modi in cui è possibile morire se ci si muove ancora.&lt;br /&gt;Per quanto mi riguarda, abbiamo infranto tutte le regole dell'abbandono. Ieri ho preso per mano una turista giapponese (i giapponesi si riconoscono perché, rispetto ai cinesi, sanno posare uno sguardo meno disilluso, meno ancestralmente esausto, sulle cose sconosciute) e le ho fatto fare una giravolta. Spero che metta una buona parola per me con il signore degli accadimenti statisticamente improbabili.&lt;br /&gt;Per sempre fermi nel pomeriggio dell'ultimo giorno di scuola.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/12090569-2735953618286561775?l=ventidue.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ventidue.blogspot.com/feeds/2735953618286561775/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=12090569&amp;postID=2735953618286561775' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/12090569/posts/default/2735953618286561775'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/12090569/posts/default/2735953618286561775'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ventidue.blogspot.com/2008/06/apocatastasi-degli-invisibili.html' title='Apocatastasi degli invisibili'/><author><name>gosub</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17106986038379454319</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-12090569.post-5376373464871965233</id><published>2008-06-08T09:04:00.000+02:00</published><updated>2008-06-08T09:08:57.629+02:00</updated><title type='text'>Guerriglierotica</title><content type='html'>&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Sono giorni di n'ubi e s'ole.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Resto abbastanza sicuro che i Garbage non cantassero "The trick is to keep briefing".&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Le femmine scelgono i maschi in base al numero di cubetti nel sangue e a colpi di Dimmi che starai con me.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Vola alto sopra la tua testa e poi ti attacca alle spalle, subdolo, il voltagabbiano.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Dove sono andate a nascondersi le ragazze con i fiori tra i capelli?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Anarch'io, anarch'io! E se mi arrabbio, ti spacco il centro del loto.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Se dura così poco non è felicità, ma autoipnosi.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Ci chiamavano allievi, ma non avevamo nulla di lieve. Eravamo, piuttosto, animali da allievamento.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Tu, che sei la mia campagna di russia.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Sì, vabbè, ma che insomma.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/12090569-5376373464871965233?l=ventidue.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ventidue.blogspot.com/feeds/5376373464871965233/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=12090569&amp;postID=5376373464871965233' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/12090569/posts/default/5376373464871965233'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/12090569/posts/default/5376373464871965233'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ventidue.blogspot.com/2008/06/guerriglierotica.html' title='Guerriglierotica'/><author><name>gosub</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17106986038379454319</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-12090569.post-8660852200021874121</id><published>2008-05-25T02:22:00.000+02:00</published><updated>2008-05-25T02:23:01.449+02:00</updated><title type='text'>La decadenza dei costumi è una caratteristica delle società dell'abbondanza</title><content type='html'>Tanta gente in questo posto crede che io sia figlio di un incubo. Ci sono delle mattine in cui la mia pelle è troppo bianca e trasparente. Sotto, le vene scure mi sembrano le screpolature del muro dietro di me. A volte penso che sarebbe sufficiente che qualcuno mi soffiasse contro. Io cadrei, spaccato come un vecchio intonaco. Ci sono delle sere, quando resta solo il buio, che il soffitto della camera in cui dormo prende fuoco. Non sento il calore, ma vedo le fiamme. Quando succede, mi basta chiudere gli occhi: quando li riapro, il fuoco non c'è più. Una sera ho tenuto gli occhi aperti. Il fuoco è sceso lungo le pareti. Quando stava per toccarmi ho provato paura e freddo e non sapevo se avevo più paura o più freddo e allora ho chiuso subito gli occhi. Ora, ogni volta che va a fuoco il soffitto, chiudo sempre gli occhi.&lt;br /&gt;Quando viene la pioggia, vado a sedermi sulla panchina in veranda. Guardo piovere. Mi piace la pioggia, perchè rende le cose più scure, e più scuri anche i movimenti di chi l'attraversa. Najla viene a sedersi con me. Guarda la pioggia con me. Dice: "E' bella la pioggia". E anche se non si potrebbe, io capisco che ne sta parlando come di qualcuno, non di qualcosa. Per lei la pioggia ha un corpo, che comincia e finisce in un dove, e non in un quando. Dovunque piova, cade la stessa pioggia. Come una donna, si lascia aspettare o ama tragicamente, e allora non se ne vuole più andare. Io non dico niente, così lei sa che le sto dando ragione. Restiamo in silenzio, guardiamo solo davanti a noi. Se non è lei la prima a rientrare a casa, sono io ad alzarmi e ad andare a camminare sotto la pioggia. Non mi volto indietro fino a quando non c'è più differenza tra quello che i miei occhi sentono e quello che la mia pelle vede. Allora torno a casa, mi spoglio nudo, stendo i vestiti ad asciugare e mi addormento, con in testa una rivoluzione.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/12090569-8660852200021874121?l=ventidue.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ventidue.blogspot.com/feeds/8660852200021874121/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=12090569&amp;postID=8660852200021874121' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/12090569/posts/default/8660852200021874121'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/12090569/posts/default/8660852200021874121'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ventidue.blogspot.com/2008/05/la-decadenza-dei-costumi-una.html' title='La decadenza dei costumi è una caratteristica delle società dell&apos;abbondanza'/><author><name>gosub</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17106986038379454319</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-12090569.post-1433417735779350864</id><published>2008-05-11T23:09:00.001+02:00</published><updated>2008-05-11T23:09:54.451+02:00</updated><title type='text'>Grufolare oggi</title><content type='html'>Manca solo una storia.&lt;br /&gt;Misurandolo in passi, mi assicuro che il mondo esista ancora.&lt;br /&gt;Una chiave non è più importante della combinazione segreta tra i suoi denti. Aprire una porta  serrata condivide la natura di attraversarla, avendo quella combinazione tatuata sulla pelle. Allora esiste un segno da cui interpretare ogni combinazione, sul quale modellare ogni chiave possibile.&lt;br /&gt;Svanire, farsi proiettare. Soffiare, farsi tentare. Godere, farsi dominare. Annegare, farsi disarmare.&lt;br /&gt;Limiti personali da ricercare nelle righe a matita del proprio ritratto. In uno schizzo veloce molte linee si confondono, perché la verità e il suo attimo sono transitori.&lt;br /&gt;Aveva un numero enorme di amici. Decise di riunirli nel medesimo luogo, nel medesimo giorno, affinché tutti conoscessero tutti. Non ci furono superstiti all'esplosione combinatoria.&lt;br /&gt;Come ogni aspirazione, quel desiderio era intangibile, ma tassabile.&lt;br /&gt;Viveva la sua vita su di un'altalena. E poiché lei era fatta di cassetti, avanzava chiusa e s'apriva in fuga, arretrando.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/12090569-1433417735779350864?l=ventidue.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ventidue.blogspot.com/feeds/1433417735779350864/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=12090569&amp;postID=1433417735779350864' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/12090569/posts/default/1433417735779350864'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/12090569/posts/default/1433417735779350864'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ventidue.blogspot.com/2008/05/grufolare-oggi.html' title='Grufolare oggi'/><author><name>gosub</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17106986038379454319</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-12090569.post-226270366924569587</id><published>2008-05-05T22:15:00.002+02:00</published><updated>2008-05-05T22:33:47.086+02:00</updated><title type='text'>Nightclub con nomi di cani</title><content type='html'>Scriverei perché costa meno di una rinoplastica.&lt;br /&gt;Scriverei perché ho abbandonato due volte le lezioni di piano.&lt;br /&gt;Scriverei per la storia della donna iceberg, immersa ed immensa.&lt;br /&gt;Scriverei per decidere finalmente se il contrario di scrivere sia non scrivere, o cancellare.&lt;br /&gt;Scriverei perché esistono collezioni di memorie, di memorie perse, di memorie di uomini che si sono persi.&lt;br /&gt;Scriverei per fantasticare di poter scrivere.&lt;br /&gt;Scriverei affinché i pugni sul muro non rovinino l'intonaco, perché il sangue sulle nocche escoriate non imbratti il candore altrui.&lt;br /&gt;Scriverei perché il lessico è chimica.&lt;br /&gt;Scriverei che non feci un respiro profondo, perché abito al quarto piano e non c'era rimasto niente da respirare.&lt;br /&gt;Scriverei perché ho i lemmings nella pancia.&lt;br /&gt;Scriverei graffi al posto di errori.&lt;br /&gt;Scriverei per supplire alla cronica mancanza di occhi grigi nel mondo.&lt;br /&gt;Scriverei perché voglio un alibi quando non ho niente da dirti.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/12090569-226270366924569587?l=ventidue.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ventidue.blogspot.com/feeds/226270366924569587/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=12090569&amp;postID=226270366924569587' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/12090569/posts/default/226270366924569587'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/12090569/posts/default/226270366924569587'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ventidue.blogspot.com/2008/05/nightclub-con-nomi-di-cani.html' title='Nightclub con nomi di cani'/><author><name>gosub</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17106986038379454319</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-12090569.post-1101931582111395598</id><published>2008-05-03T00:09:00.002+02:00</published><updated>2008-05-03T00:12:43.638+02:00</updated><title type='text'>Se si può parlare di minuti in una camera immersa nel buio</title><content type='html'>Elettropiantala&lt;br /&gt;Dei desideri espressi da una stella che vede un uomo cadere&lt;br /&gt;Se vuoi puoi tenermi la mano mentre ci sfracelliamo&lt;br /&gt;Disse lo stoico skinhead: "No Diogene, botte!"&lt;br /&gt;Sutura politica: Piovono inani&lt;br /&gt;Ho sonno che non ho chiesto&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Essere desiderati non è una proprietà della perfezione. Desiderare lo è. Il perfetto non è desiderato dall'imperfetto, il perfetto desidera l'imperfetto e il perfetto-se-stesso. Dunque la perfezione è una proprietà che si propaga verso l'alto.&lt;br /&gt;Non la solitudine della perfezione, ma la perfezione della solitudine.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le cose iniziarono a complicarsi quando al mio amico immaginario diagnosticarono un disturbo paranoide della personalità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il ciclone era tutto e solo occhio. Nonostante ciò, abbiamo ritirato le nostre antenne. Le trasmissioni riprenderanno, in qualche modo.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/12090569-1101931582111395598?l=ventidue.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ventidue.blogspot.com/feeds/1101931582111395598/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=12090569&amp;postID=1101931582111395598' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/12090569/posts/default/1101931582111395598'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/12090569/posts/default/1101931582111395598'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ventidue.blogspot.com/2008/05/se-si-pu-parlare-di-minuti-in-una.html' title='Se si può parlare di minuti in una camera immersa nel buio'/><author><name>gosub</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17106986038379454319</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-12090569.post-3072345706146905478</id><published>2008-04-02T20:33:00.005+02:00</published><updated>2008-04-03T00:11:53.702+02:00</updated><title type='text'>Ma tu guarda al giorno d'oggi a uno cosa gli tocca fare solo perchè possiede un cavallo e quelle due nozioni di spada</title><content type='html'>Il canovaccio è quello classico: lei è la principessa da salvare, indifesa, sulla torre più alta del castello; lui è il cavaliere senza macchia nè paura che sfida i pericoli per venirla a salvare.&lt;br /&gt;In mezzo, il drago.&lt;br /&gt;E non sia che la principessa cominci a preoccuparsi: "Oh, no, non venire, è troppo pericoloso, potresti farti male". Oppure "sono una principessa moderna e femminista, faccio da me". Ad ognuno il proprio ruolo: lei sbatta le palpebre ammiccante, lui squarci o diventi cibo per draghi.&lt;br /&gt;Come volevasi dimostrare, al nostro cavaliere tocca la principessa iperattiva. Che non riesce a stare ferma ad aspettare che la vengano a salvare. Inizia a scavare una galleria per scappare. Ovviamente quando arriva il cavaliere, non la trova. Invece lei, nel suo penetrare prima la pietra delle mura e poi il terreno, si imbatte in qualunque stranezza. E visto che, oltre ad essere iperattiva, è anche facilmente distraibile, viene continuamente deviata dalla sua strada e si mette a seguire gli esseri più improbabili. Questo ovviamente non le impedisce di continuare a lamentarsi lungo la strada. Ed è l'unica nota positiva, visto che il cavaliere riesce ad inseguirla seguendo l'eco delle sue lagnanze. Il poveretto continua a ripetersi: "So principesse, che ce voi fa? Se era facile mica ci scrivevano sopra una favola".&lt;br /&gt;Nel suo cammino, la principessa finisce in un luogo strano: la valle degli specchi captivi. Mentre l'attraversa gli specchi catturano la sua immagine e la imprigionano dentro di loro. La principessa, ora senza immagine, scappa impaurita. Quando arriva il principe, crede di averla finalmente raggiunta. Ma è solo un trucco degli specchi! Glielo fanno credere per tenerlo loro prigioniero. Sembra che tutto stia per finire male!&lt;br /&gt;All'improvviso, la musica.&lt;br /&gt;Un menestrello di nome Roberto Scalco, che passava lì vicino, stava cantando il suo più famoso successo: "Pitture di te". Fa così:&lt;br /&gt;"ho guardato così a lungo queste pitture di te&lt;br /&gt;che ho quasi creduto fossero vere&lt;br /&gt;ho vissuto così a lungo con queste pitture di te&lt;br /&gt;che ho quasi creduto fossero l'unica cosa potessi sentire"&lt;br /&gt;Sono le parole magiche fanno risvegliare il cavaliere dal suo incantesimo! Subito sfodera la spada, rompe gli specchi e libera l'immagine della sua bella principessa. Di nuovo all'inseguimento, presto!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(153, 51, 153);"&gt; E poi e poi?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E poi la principessa viene catturata dall'esercito delle termiti. La legano e la portano nella loro enorme tana.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(153, 51, 153);"&gt; Se la mangiano?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;No, non la mangiano! Al suo arrivo, la regina delle termiti la vede e a causa della grande bellezza della principessa, viene accecata dalla gelosia. Ordina che il giorno dopo, all'alba, venga giustiziata. La principessa è disperata, passa la notte in lacrime, temendo per la propria sorte. Ma allo scoccare della mezzanotte...&lt;br /&gt;...un'esplosione! Grande caos nella tana delle termiti. si sentono voci che parlano di guerra!&lt;br /&gt;Anche le guardie delle celle vengono richiamate in battaglia. La principessa tenta di scappare, ma era stata murata nella sua cella.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(153, 51, 153);"&gt; Guerra per cosa?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La guerra era scoppiata con le formiche della tana accanto. In uno scontro, occorso il giorno precedente, le termiti avevano ucciso la regina delle formiche. Ora le formiche vagavano come impazzite senza una guida. Erano finite nella tana delle termiti, ed erano ripresi gli scontri. La battaglia andò avanti per tutta la notte, fin quando, all'alba, un grido si alza sul campo di battaglia:&lt;br /&gt;VITTORIA!&lt;br /&gt;Le formiche avevano vinto. Tutti i prigionieri furono liberati e condotti nel formicaio, come eroi di guerra. Tra loro, c'era la nostra principessa. Alla fine dei festeggiamenti della vittoria, il sommo generale delle formiche si presentò alla principessa e le disse: "Principessa, come avrà capito, noi siamo rimasti orfani della nostra regina. In battaglia abbiamo avuto grandi perdite, ma anche la fortuna di trovare lei, arcinemica delle termiti, come noi. Le chiedo ufficialmente: Vuole diventare la nostra regina?".&lt;br /&gt;la principessa si sentì onorata ed emozionata, ma ancora scossa per pericolo appena scampato. Ripensò a tutti coloro che aveva lasciato lontano è provò nostalgia. Ma tutte quelle antennine sull'attenti per lei la riempiono di orgoglio regale. E forse, a causa del suo nobile istinto, accettò. Ripresero i festeggiamenti, per la nuova incoronazione. Cibo e bevande a fiumi, doni da tutte le parti del mondo sotterraneo per la nuova regina. Ma ecco, nel pieno dei festeggiamenti, arrivare il cavaliere!&lt;br /&gt;Finalmente! Ce l'ha fatta! si dice in cuor suo.&lt;br /&gt;Riesce ad ottenere immediatamente un'udienza con la principessa-regina. Senza pensarci, le propone di andare via con lui, subito.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(153, 51, 153);"&gt; Ma lei non deve regnare?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Scappa con me! Ti ho inseguita fin qui! Ho superato mille pericoli per te!"&lt;br /&gt;La principessa è colma di riconoscenza per il cavaliere: in altre circonstanza non avrebbe esitato un attimo...&lt;br /&gt;...ma ora...&lt;br /&gt;"Ora ho un regno da custodire! Loro sono i miei sudditi, hanno bisogno di me! Ho accettato di regnarli e non mi tirerò indietro"&lt;br /&gt;Il cavaliere non riesce a credere alle proprie orecchie! E' tutto un brutto sogno!&lt;br /&gt;Guardando negli occhi la principessa, capì lei che faceva sul serio. Decise però di tentare un'ultima carta:&lt;br /&gt;"Regina, sono fiero di essermi battuto per voi. Vogliate lasciare al mio cuore un'ultima speranza. Vi prego di accompagnarmi in superfice: lì mi ripeterete queste vostre parole. Se vi riuscirete, io me ne andrò per sempre e accetterò la vostra decisione."&lt;br /&gt;La principessa accettò. Fecero per uscire dalla tana delle formiche, quando un plotone di formiche sbarrò loro la strada.&lt;br /&gt;"Cosa significa?" chiese la principessa.&lt;br /&gt;"Mi dispiace mia regina, ma abbiamo l'ordine di non farvi uscire dalla tana"&lt;br /&gt;"Ma che insolenza! Io sono la vostra regina e sto accompagnando il mio ospite fuori dalla tana! vi ordino di lasciarci passare!"&lt;br /&gt;"Perdonatemi, vostra altezza! Egli è libero di andare, ma a Voi non è concesso"&lt;br /&gt;"COME VI PERMETTETE! ESIGO DI PARLARE IMMEDIATAMANTE CON IL GENERALE!"&lt;br /&gt;Venne fatto chiamare il generale delle formiche. La principessa è su tutte le furie.&lt;br /&gt;"Generale, vi sto chiedendo conto dei vostri ordini! A me, la vostra regina, viene proibito di uscire dalla mia tana! E' inaudito!"&lt;br /&gt;"Mi spiace regina, ma per la vostra sicurezza e quella dell'intera colonia, non posso lasciarvi uscire. Qui avete tutto quello che potreste desiderare, in cambio di ciò vi chiediamo solo di non lasciarci mai."&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(153, 51, 153);"&gt; E lei che fa?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Generale, queste condizioni sono inaccettabili. Ho dato la mia parola a questo cavaliere che l'avrei accompagnato fuori, e intendo mantenerla. Se voi continuerete ad impedirmelo, mi vedrò costretta ad abdicare"&lt;br /&gt;"Niente da fare, vostra Maestà. Le regole della colonia non possono essere infrante, neanche dalla regina. Comandante, che la regina venga messa agli arresti nei suoi alloggi!"&lt;br /&gt;In pochi istanti, un esercito di formiche-soldato aveva immobilizzato la principessa e la stava trascinando nelle stanze reali. il cavaliere aveva tentato di ribellarsi, ma anch'egli in un attimo era stato sopraffatto. Mentre alcuni soldati lo tenevano ben saldo, il generale gli si avvicinò e lo apostrofò:&lt;br /&gt;"Voi siete un protetto della nostra regina, e per questa volta la vita vi sarà risparmiata. Ma andate, e non tornate mai più. In caso contrario, verrete accusato di alto tradimento, e condannato a morte. Portatelo via!"&lt;br /&gt;Qualche strana sostanza venne liberata nell'aria e il cavaliere perse i sensi. Quando si risvegliò, si ritrovò all'esterno, in un bosco, senza alcun segno della vicinanza del formicaio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;NELLA PROSSIMA PUNTATA:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(153, 51, 153);"&gt; Oh mio dio&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(153, 51, 153);"&gt; Spoiler!&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come il cavaliere liberò la principessa per la seconda volta e come lei riusci a ri-incasinare tutto.&lt;br /&gt;Da capo.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/12090569-3072345706146905478?l=ventidue.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ventidue.blogspot.com/feeds/3072345706146905478/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=12090569&amp;postID=3072345706146905478' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/12090569/posts/default/3072345706146905478'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/12090569/posts/default/3072345706146905478'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ventidue.blogspot.com/2008/04/ma-tu-guarda-al-giorno-doggi-uno-cosa.html' title='Ma tu guarda al giorno d&apos;oggi a uno cosa gli tocca fare solo perchè possiede un cavallo e quelle due nozioni di spada'/><author><name>gosub</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17106986038379454319</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-12090569.post-3416675743175090751</id><published>2008-03-24T15:53:00.001+01:00</published><updated>2008-03-24T19:22:51.306+01:00</updated><title type='text'>Nove passi per altroché</title><content type='html'>Nell'abisso dell'anima ci nuotano i pesci trasparenti.&lt;br /&gt;Se solo fosse possibile smontare superstizioni come fossero marchingegni.&lt;br /&gt;Perchè trovo così difficile addormentarmi in presenza d'altri? Forse loro mi fanno paura.&lt;br /&gt;Passa una sufficiente quantità di tempo in silenzio, evitando di parlare con alcuno, e alla fine anche la tua voce interna tacerà. A quel punto l'osservazione guadagnerà una nuova dimensione. Un dettaglio alla volta. Sfumerà la differenza tra azione ed oggetto. Preparati all'inevitabile sopravvento del significato.&lt;br /&gt;C'è un continuo oscillare immobile tra 'lasciare perdere' e 'non lasciare perdere'.&lt;br /&gt;Mi sono urlato: "Tu vuoi vedermi morto!". Poi sono stato in silenzio. Ignorando cosa rispondermi.&lt;br /&gt;I pensieri neurodegenerativi sono idee che mangiano altre idee. Dunque il linguaggio è un morbo: che troppo potente, uccide chi l'ha in sè; che troppo debole, smarrisce nell'abituale.&lt;br /&gt;Esercizio da 7 punti: Si dimostri l'inesistenza di X in presenza della congruenza tra una realtà fattuale in cui X esiste ed una realtà ipotetica in cui X non esiste. Esercizio supplementare da 3 punti: Non avere compassione di X.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/12090569-3416675743175090751?l=ventidue.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ventidue.blogspot.com/feeds/3416675743175090751/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=12090569&amp;postID=3416675743175090751' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/12090569/posts/default/3416675743175090751'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/12090569/posts/default/3416675743175090751'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ventidue.blogspot.com/2008/03/nove-passi-per-altroch.html' title='Nove passi per altroché'/><author><name>gosub</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17106986038379454319</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-12090569.post-4251907018946406524</id><published>2008-03-07T22:23:00.001+01:00</published><updated>2008-03-07T22:26:17.229+01:00</updated><title type='text'>Vado in discoteca e neanche uno scaffale</title><content type='html'>&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Aspirazione&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Nil è un essere così ripugnante da non riuscire a suscitare neanche l'attrazione della forza di gravità. Nil, rimasto schiacciato nella differenza tra il proprio peso e quello degli eventi, si ritrova ora servitore di una immobilità coatta. La esaudisce gattonando, silenziosamente. La stessa immobilità che gli permette di spostarsi solo verticalmente, su e giu, più e più volte. Perchè ascese e discese non si ergono più al grado di movimenti. Nil, per cui tutto è un gioco di segnalibri e numeri di pagina non sequenziali. Per immobilità, un esercizio di morte. Nil è ogni giorno più invisibile. Nil è ogni giorno più sopracoperta, più ricamo sulla fodera cuscino, più macchia e ombra di calore sulla parete. Nil è tanto più invisibile, quanto più lontano dal profumo di certe chiome. Nil è tanto più cieco, quanto più tiene ferme le mani. Le mani, ferme, incrociate sul petto; e insieme lungo i fianchi; e insieme testimoni della perdita del tono muscolare. Le mani, ferme, violentate dai ricordi delle musiche fatte di tensioni e piacere, originate dalla sequenza e dalla disposizione di quegli stessi toni, su altri corpi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Compressione&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Nil viene accompagnato nel luogo in cui, da oggi in poi, dovrà svolgere il proprio compito. Nil viene lasciato solo, affinchè possa svolgere il proprio compito. Errore numero uno. Descrizione: Una stanza anonima della sua nudità, piatta davanti, sulla parete coperta di strumenti di misurazione e pannelli di controllo, piatta dietro, nel muro su cui trova spazio l'unica finestra, dai vetri incompleti. A sbeffeggiare i motivi curviformi che ornano il pavimento, ci pensano le geometriche intersezioni di nero sporco negli spazi tra le piastre, che quello stesso pavimento ricoprono. E una sediaccia di legno, indecisa, incerta e inospitale. Nil ne saggia la seduta, passandoci sopra la punta del dito indice. Sul polpastrello si raccoglie una discreta quantità di polvere, mentre sul legno si allunga una striscia di discreta mancanza di polvere. Nil pensa a quanto sia stato facile, con un gesto, fare ciò per cui non bastano due o tre vite: lasciare un segno. Allora Nil smette di pensare e sgombra il proprio posto con un colpo di mano. La polvere si lancia elettrica nell'aria, e plana in tremore. Precipita eccitata nell'idea di poter finire dentro di lui, presto o tardi, respirata.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Espansione&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Quando Nil apre la cassetta, tutta la posta finisce sul pavimento. Si china per fare un cumulo dell'ultimo mese di pubblicità. Nel campo visivo di Nil compare un paio di scarpe da ragazza, presumibilmente attaccate ad una vera ragazza. Le punte delle scarpe blu leggermente piegate verso l'interno. I movimenti di Nil accelerano e ne perde il controllo, sente il sangue salirgli alla faccia, borbotta qualche parola di scuse, accenni di giustificazione, sguardo attaccato al pavimento. Risale svelto, è davanti a lei. L'imbarazzo non trova più spazio. Nil riconosce la Ragazza dagli Occhi Troppo Distanti. La guarda, la fissa, eliminando ogni espressione dal proprio viso, non curandosi del tempo che viene divorato. La Ragazza dagli Occhi Troppo Distanti si muove come non volesse sfiorare i fili della sospensione di Nil.&lt;br /&gt;- Mi stai fissando come se avessi visto qualcosa di molto bello o di molto brutto.&lt;br /&gt;Le idee di Nil scivolano intorpidite una sull'altra.&lt;br /&gt;- So di averti già vista.&lt;br /&gt;Si fa di lato. La Ragazza dagli Occhi Troppo Distanti si avvicina ad una cassetta della posta e ne estrae una sola lettera bianca, senza scritte, indecifrabile.&lt;br /&gt;- E dove?&lt;br /&gt;- In un sogno, eri in uno dei miei sogni.&lt;br /&gt;- Una frase molto originale da dire ad una ragazza, non trovi?&lt;br /&gt;- Beh non eri proprio tu. O almeno, non lo so. Comunque questa ragazza aveva un particolare, non l'ho dimenticato. E lo hai anche tu. Tu sei la ragazza del mio sogno.&lt;br /&gt;- Che particolare?&lt;br /&gt;- Non te lo dirò mai.&lt;br /&gt;- Un'altra frase da non usare con una ragazza.&lt;br /&gt;- Eri tu, vero?&lt;br /&gt;- I tuoi sogni sono una tua responsabilità. Se ero lì, vuol dire che mi ci hai messo tu. Non posso dirti altro.&lt;br /&gt;Ora la Ragazza dagli Occhi Troppo Distanti potrebbe andarsene. Nil potrebbe offendersi, o fingere. Entrambi umili ed avidi di silenzio, si instaurano ad impedimento di ulteriori giri di giostra gratuiti. Nil ha il presagio che, costringendo nuovamente un incontro in uno scambio non banale, ridurrebbe il proprio spirito demonio in posizione fetale, senz'aria. La Ragazza dagli Occhi Troppo Distanti non deve sapere. Il patto è taciuto, il patto è tacere. Dopo un istante di posa, lei già corre lungo le scale. Nil si convincerà di averle sentito dire, svanendo:&lt;br /&gt;- Non farà mai abbastanza freddo. Del piccolo gelo, che non fa dormire, ne vorresti ancora. Ma tutto infine si riduce a sopore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Scarico&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Comincia così l'attività di Nil. Osserva ogni monitor, ogni spia, ogni qualcosimetro. Incerto e titubante, gira manopole, attiva interruttori, ruota potenziometri, aziona leve. Niente genera senso o sembra discenderne. Nil crede di aver solo bisogno di tempo. Errore numero due. Si fa strada in Nil l'immotivata certezza, come una religione, che con l'abitudine si riveleranno gli effetti, le conseguenze e anche tutte le cause. Nil si rende così colpevole dell'errore di ogni cielo: ardire a intendere la natura carnale di un terremoto contemplando le foglie cadere.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/12090569-4251907018946406524?l=ventidue.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ventidue.blogspot.com/feeds/4251907018946406524/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=12090569&amp;postID=4251907018946406524' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/12090569/posts/default/4251907018946406524'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/12090569/posts/default/4251907018946406524'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ventidue.blogspot.com/2008/03/vado-in-discoteca-e-neanche-uno.html' title='Vado in discoteca e neanche uno scaffale'/><author><name>gosub</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17106986038379454319</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-12090569.post-6607297934611511958</id><published>2008-02-04T20:30:00.000+01:00</published><updated>2008-02-04T20:41:42.808+01:00</updated><title type='text'>Il primo è dato, il secondo è dato, il terzo NON SI SA (quindi sei il massimo misosofo vivente)</title><content type='html'>Non è ribellione, è solo vento.&lt;br /&gt;Nel sogno c'era un manichino. Un manichino da atelier, un busto di stoffa grigia, eretto su di un piedistallo nero. Ripensare al sogno, ripensare anche al manichino. Interrogativi sulla natura del manichino. Perchè nei sogni, le cose non hanno bisogno di essere come sono realmente. Se quindi un manichino in un sogno appare come un manichino reale, c'è una ratio. La stessa ragione per cui, nella realtà, un manichino assomiglia ad un manichino e non a qualsiasi altra cosa. Allora vuol dire che la parte più difficile di un corpo sono quelle due esse, fianco-vita-spalla, che si guardano negli occhi e non si stancano mai.&lt;br /&gt;Nel sogno c'era anche una profonda attesa. Sognare di aspettare un autobus per ore. Nessuno che metta in guardia sul cattivo uso del tempo passato sognando, quando non diventa mai meglio di così.&lt;br /&gt;Giovanotto diletto, probabilmente tu intendevi "io lo che sono solo anche quando non sono solo".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Prende alla testa come la nausea prende alla gola. Ti irridisce la spina dorsale, e hai solo voglia di buttare tutto fuori. Scivola, mentre risale la corrente, e ti strizza le vene delle braccia e delle gambe. Poi irriga il cuore e gli fa mancare una battuta. Puoi solo sederti, incrociare le gambe e aspettare che finisca. Stavolta mi sono portato una mela, non ho mai provato a mangiare durante gli effetti della Soluzione. Defloro la buccia con un morso e mi sento in colpa come per un'accusa di stupro. I denti si mettono a ballare senza unisono, ognuno secondo una ignota logica ortodontica. Dalle intercavità tra radice e gengiva scaturisce ciò che non riesco ad identificare se non come scintille, o spruzzi di sangue caldo. Adesso la bocca è un autolavaggio per muoni dalla carrozzeria cromata e gli interni in budello di renna. Adesso la bocca è un carro bestiame lanciato a tutta velocità lungo i sentieri dell'adolescenza in comodato d'uso. Sento come il rumore di un battito d'ali di un esemplare maschio adulto della famiglia delle eliconidi, a chilometri di distanza; qualcuno deve essersi seduto davanti a me, in mezzo alla strada. Forse ho di fronte me stesso di plastica. Provo ad aprire gli occhi, ma c'è solo una punta bianca flottante nel nero, un modellino plastico della nostra galassia in scala 1 : 62x10^22. Apro la bocca, così che possa vedere. Vedere il nero di un principio di coma proteinico, vedere come la mia saliva rasenti la brodo-primordialità di una linea temporale alternativa, vedere come i dati quinquennali di integrazione sociale siano graficabili in tre dimensioni e come il grafico risultante abbia la forma di una pantofola con tacco a spillo indossata in estate. Ora le esplosioni controllate di rumore marrone indicano la conclusione della mia ventisettesima esperienza della Soluzione. Posso forzare di nuovo inspirazione ed espirazione. Prima di scomparirmi davanti agli occhi, faccio in tempo a dirmi: "Ammetto di essere un cattivo guidatore". Mi tiro su e mi ripulisco dai resti di polpa di mela e dalle goccie di triidruro di azoto. Le rime cominiciano a sintetizzarsi nella mia testa come ho visto fare in tv ai filamenti di RNA. Di nuovo, sopravvivo all'ispirazione.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/12090569-6607297934611511958?l=ventidue.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ventidue.blogspot.com/feeds/6607297934611511958/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=12090569&amp;postID=6607297934611511958' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/12090569/posts/default/6607297934611511958'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/12090569/posts/default/6607297934611511958'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ventidue.blogspot.com/2008/02/il-primo-dato-il-secondo-dato-il-terzo.html' title='Il primo è dato, il secondo è dato, il terzo NON SI SA (quindi sei il massimo misosofo vivente)'/><author><name>gosub</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17106986038379454319</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-12090569.post-4722320346710410112</id><published>2008-01-20T18:47:00.000+01:00</published><updated>2008-01-20T18:54:54.245+01:00</updated><title type='text'>Un cespuglio e la scienza delle cose</title><content type='html'>Brachistocronache : I&lt;br /&gt;-Tutto quello che c'è da sapere su di una persona, lo si ottiene chiedendogli se crede in Dio e se possiede un paio di occhiali da sole. E osservando poi la faccia che fa per dire "Perché?"&lt;br /&gt;Lo dice Nil, appoggiato contro la finestra chiusa. A chi lo dice, se è solo nella stanza? Alla gente che si smarca sui marciapiedi, irrigidita dal freddo e noncurante. Alla rosa di respiro che si spande e contrae sopra il vetro, davanti al suo naso. Nil non smette un momento di parlare, quando nessuno lo ascolta. Nil, quando nessuno lo guarda, smette di respirare. Ma solo per pochi attimi. Crede di avere un sacco di cose da dire, ma non alle persone. Nil e il suo naso, quanti aneddoti. Crede di avere intorno un sacco di persone, ma non interessate. Crede che ci sia un curiosa distribuzione di persone interessanti, ma non per lui. Allora si inventa che quella macchia di vapor acqueo possegga una vita propria; un anemone del cielo; dimenticando la giornata di freddo, i propri polmoni e nozioni base di termodinamica. Un test di Roscharch capovolto: "Riesce a non proiettare la sua fantasia su queste discutibili simmetrie, signore?"&lt;br /&gt;Qualcuno apre la porta, accende la luce nella stanza. Il mondo fuori scompare, si affaccia alla finestra una copia speculare dell'interno, compreso un sè capovolto che lo guarda con occhi strani, instupiditi. -Vuoi un poco di the? -Sì, grazie.&lt;br /&gt;La luce spenta. La porta chiusa. La voragine.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;-Sei sposato? -No -Allora perchè indossi una fede? -Non è mia -E a chi appartiene? -L'ho rubata ad un cadavere, o a un uomo sposato, o a tutte e due, o a un'altra cosa.&lt;br /&gt;Un uomo e i suoi occhi bianchi, ha un martello. Colpisce un vaso. Il vaso si frantuma. Un uomo e i suoi occhi rossi, si volta. -Mi pento di quello che ho fatto. Un uomo e i suoi occhi neri.&lt;br /&gt;Ho incollato la parola "fissaggio" al pavimento di legno.&lt;br /&gt;"TUMP" è il suono che fece la testa cadendo (e non rotolò neanche). I capelli si riempirono di polvere. "..." è il suono che fece la testa perdendosi (e non brillò neanche).&lt;br /&gt;Anche tu, dopo due giorni ininterrotti di leccate sulla schiena, cominceresti a sudare allucinogeni.&lt;br /&gt;Ti sto ascoltando. Non ti sto ascoltando. Ti sto ascoltando. &lt;strike&gt;Ti sto ascoltando&lt;/strike&gt;. Non ti sto ascoltando. Ti sto ascoltando. Non ti sto ascoltando. Ti sto ascoltando. Non ti sto ascoltando.&lt;br /&gt;Pensa. Pensa al significato delle consonanti. Alle loro presenze. Ma io le ho fatte cadere e si sono sparse e rotte. Mi aveva detto -Le tolgo dai miei occhi e le do a te. Io mi ero detto -Fidati.&lt;br /&gt;Molte siluette di uomini e donne che crescono e decrescono, pulsano alla vita, si ammalano ma non guariscono. Piene di eccitazione. Piene di linee. Linee e linee per srotolare piani. Inutili come gioielleria per pianeti o il pericolo di caduta massi in salita.&lt;br /&gt;Il mio voto non vale il prezzo che gli hai dato, e che hai insistito di voler pagare. Resta sempre molto bello, però. Avessi avuto il coraggio, avrei chiesto di più.&lt;br /&gt;-Buongiorno, vorrei una sedia comoda per me e la mia coda. -Mi spiace, ma questa è una macelleria.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/12090569-4722320346710410112?l=ventidue.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ventidue.blogspot.com/feeds/4722320346710410112/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=12090569&amp;postID=4722320346710410112' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/12090569/posts/default/4722320346710410112'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/12090569/posts/default/4722320346710410112'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ventidue.blogspot.com/2008/01/un-cespuglio-e-la-scienza-delle-cose.html' title='Un cespuglio e la scienza delle cose'/><author><name>gosub</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17106986038379454319</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-12090569.post-4947207993072855970</id><published>2008-01-10T01:30:00.001+01:00</published><updated>2008-01-10T01:30:56.292+01:00</updated><title type='text'>Caosmai</title><content type='html'>L'aria sta appesa e sfilacciata.&lt;br /&gt;Il freddo è un gioco e il vento è la mossa dell'aria.&lt;br /&gt;Come ogni decisione, non ha propriamente bisogno di sé.&lt;br /&gt;Installata all'entrata del luogo che io sono, c'è questa porta girevole.&lt;br /&gt;Tu, che ti ci diverti, giri, giri, giri.&lt;br /&gt;Mai completamente fuori, mai veramente dentro.&lt;br /&gt;E la tua seta è come pelle.&lt;br /&gt;E il tuo monumento alla concupiscenza, un corpo.&lt;br /&gt;La solitudine è ciò che hai solo tu, più degli altri.&lt;br /&gt;La solitudine è ciò che parla di te, quando nessuno ascolta.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/12090569-4947207993072855970?l=ventidue.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ventidue.blogspot.com/feeds/4947207993072855970/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=12090569&amp;postID=4947207993072855970' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/12090569/posts/default/4947207993072855970'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/12090569/posts/default/4947207993072855970'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ventidue.blogspot.com/2008/01/caosmai.html' title='Caosmai'/><author><name>gosub</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17106986038379454319</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-12090569.post-5684862137037407528</id><published>2007-12-31T20:38:00.000+01:00</published><updated>2007-12-31T20:39:03.647+01:00</updated><title type='text'>Lei, che sa a cosa dare fuoco</title><content type='html'>Che così facilmente sfumano e rabbrividiscono, doverci soffiare sopra, mandare via la polvere, che altri cento occhi famelici non bastano a capirne il colore, l'attesa, fino a dove si può arrivare a volerli discendere come un viaggio al centro della terra. La terra che qui sei scoperta e nuda, qui sei una pietra fredda, qui un ventre terrorizzato, futilmente cannibale, più scuro, arrendevole, senza sonno. Tanta vergogna per un'isteria che è il dialetto che cerchi di nascondere tra le labbra. Il premio per i più penetranti panneggi, i più accessi affondi, i più dipinti sipari a quei due ancora, lenti, rumorosi, bambini cattivi. Non sto riflettendo, sto scoprendo il mio narcisismo difettato. Loro due sono una battaglia in mare, sono allucinazioni e tremori, sono neurotica e stagnante gioia. Io metto in moto questa lingua molle e coperta di ruggine e mi nascondo dietro di lei, davanti a loro: l'esperienza è solo un costume, l'esperienza si fa solo con travestimento addosso. Certa solitudine è bianca come l'avorio. Si può mettere in dubbio qualunque cosa: La fame e l'amore, la trasparenza del tempo, le immagini di sensi più strani, il silenzio durante la formulazione di un urlo, incubazione. Ricordare è solo l'orgasmo, perchè farlo di corsa? Da quali sogni un ospite cerca riparo, incapace di fermarsi? Io mi metto sopra di lei come una preda che sorprende il suo predatore e le faccio uscire respiri in riccioli, poi lei scalcia via il tempo con una risata. Mi assalgono il profumo e la fatica dell'acqua, l'ipnosi di muscoli neri e luccicanti delusioni confuse nel panorama dei sogni.&lt;br /&gt;Quanto immeritati, aperti per me, quegli occhi.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/12090569-5684862137037407528?l=ventidue.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ventidue.blogspot.com/feeds/5684862137037407528/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=12090569&amp;postID=5684862137037407528' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/12090569/posts/default/5684862137037407528'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/12090569/posts/default/5684862137037407528'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ventidue.blogspot.com/2007/12/lei-che-sa-cosa-dare-fuoco.html' title='Lei, che sa a cosa dare fuoco'/><author><name>gosub</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17106986038379454319</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-12090569.post-6212808130343194854</id><published>2007-12-29T15:51:00.000+01:00</published><updated>2007-12-29T15:54:02.457+01:00</updated><title type='text'>Tutto questo contro k</title><content type='html'>Non si gioca col cibo eppure fare a palle di neve è permesso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si conclude un anno.&lt;br /&gt;Meno male che questo era l'ultimo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Di qualcosa che il mare si porta via, il ritratto non si può fare con la sabbia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;chi è thefragile?&lt;br /&gt;sul retro di lato molto distante è un posto dove mi nascondo dove mi trattengo ho provato a dire ho provato a chiedere avevo bisogno di tutto solo per conto mio dov'eri? come ho potuto solo pensare è divertente come tutto quello che promise non cambierà è diverso adesso proprio come te diresti sempre lo supereremo allora la mia testa si staccò e tu dov'eri? come ho potuto mai pensare è divertente come tutto quello che promettesti non cambierà mai è diverso adesso come hai detto tu ed io superarlo non proprio staccarsi dove diavolo eri?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Finora contro la mia gioia mi sono difeso unicamente con il divertimento intellettuale. Nulla del mio essere è cambiato. Ai miei segreti, posso parlare: Grande Cane, idolo d'oro, permettimi di dare un morso al Sacro Osso! Tremende le parole di un  mio figlio: "Tutto quello che hai combinato, lo devi alla tua mancanza di denaro". Non credeva che mi sarei dato al vizio e alla bella vita. Non con tutta la mia stoltezza, la mia gioia, la mia indigenza. Prevedibile coincidenza: avevo deciso di tacere e si presentò una donna. Veri giorni di festa sono stati per me quelli della malattia.&lt;br /&gt;Ma non si tratta di questo. Il mio avvenire si fa sempre più facile per le mie difficoltà economiche. Se non avessi l'impaccio di questa incapacità di piangere. Ma ora è facile. Da poco mi chiedo se sia possibile fermarsi. E poiché finora ho sempre operato cercando, ricordando, spesso ho pensato che non fosse mio dovere tentare di difendere me stesso. Se l'avessi fatto, non avrei mai più potuto rimproverarmelo. Ogni giorno maledico il Grande Cane di avermi concesso tutto, di avermi privato di tutto. Io lo prego ogni giorno di dimenticarsi di me. Egli non sa nulla.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/12090569-6212808130343194854?l=ventidue.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ventidue.blogspot.com/feeds/6212808130343194854/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=12090569&amp;postID=6212808130343194854' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/12090569/posts/default/6212808130343194854'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/12090569/posts/default/6212808130343194854'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ventidue.blogspot.com/2007/12/tutto-questo-contro-k.html' title='Tutto questo contro k'/><author><name>gosub</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17106986038379454319</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-12090569.post-8136535000668595073</id><published>2007-12-15T22:25:00.000+01:00</published><updated>2007-12-15T22:35:43.719+01:00</updated><title type='text'>Davanti a te, m'inquino.</title><content type='html'>Invece di fare il proprio dovere, si pensa ad una riforma del calendario. Che poi, perchè 12 mesi? 365 non è neanche divisibile per 12. E infatti ogni mese finisce al giorno che gli pare. Uno a 30, un altro a 31, quell'altro che vuole fare il furbo a 28. Facciamo invece le cose per bene. Io propongo: 13 mesi da 28 giorni, l'ultimo dei quali da 29 (30 per gli anni bisestili). Più chiaro, più semplice. Oppure: ancora 13 mesi, 6 da 27 giorni e 7 da 29, intervallati. Più simmetrico, meno meccanico, 365 giorni precisi; per gli anni bisestili potremmo allungare a 28 giorni il mese di mezzo, che un giorno più d'estate non dispiace a nessuno. Poi, già che ci siamo, possiamo allineare l'inizio dell'anno con equinozi o solstizi, così che il cominciare, l'arrivare a metà e il finire di un anno, corrispondano ad un semplice evento astronomico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi alzo, vado in bagno, mi guardo allo specchio. Cristo. &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Imponi ogni giorno questa faccia alle persone cui capiti davanti.&lt;/span&gt; Senso di colpa. Esco di casa, scendo in strada, mi incammino. McDonald. Ordino due panini. &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Non mi fissare, commessa carina&lt;/span&gt;. La commessa ha un viso grazioso, la bellezza tratta da una canzone di un gruppo sconosciuto. Peccato che lavorando in una multinazionale tu debba perdere tutto il tuo credito alternativo, come se quel gruppo avesse firmato per una Major. &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Lo so, sono i miei capelli, sono spettinati&lt;/span&gt;. E nemmeno di quello spettinato-ma-bello che sta bene alle persone belle-ma-spettinate; sono solo spettinati. &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Mi metto a posto domani.&lt;/span&gt; Gente seduta ai tavoli, un ragazzo solo, una ragazza sola. Oddio, dovresti mettervi a mangiare insieme, è così evidente. Gli unici due a mangiare da soli, accidenti, se non volete farlo per sentimento almeno fatelo per ossessione: completate il quadro, così me ne posso andare. Di nuovo in strada, c'è più vento di quando sono entrato, lo stato dei capelli peggiora, ormai perso ogni pudore mangio dalla busta di cartone come un barbone. Fermo al semaforo aspettando il verde, osservo loro due sul motorino: lei cerca di mettere il piede sulla pedana sotto il manubrio, lui si scherma e la respinge delicatamente, ma senza tregua, lei ci riprova. Vanno avanti per un paio di minuti. Non posso vederli in faccia, a causa dei caschi, ma mi immagino stiano sorridendo o qualcosa del genere. &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Rituali strani per animali strani&lt;/span&gt;. Mi viene in mente lei, noi due che parliamo. Cerchiamo di spiegarci come si legge il mondo. Tu alla ricerca di tanti piccoli indizi, da collegare, annotare, annodare. Io disperato per la mancanza di un grande unico schema che rifletta ogni cosa. Non ci sono termini buoni per parlare di cose come queste: tiriamo fuori parole come "sincronia", "armonia", "simmetria", "amore che tiene legato ciò che è lontano, senza una logica". Ma non stiamo parlando di noi. Lei, insieme a me, a volte rimane un po' sola. Come se per pensare ad altre storie, finisca per pensare a me. &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Un certo strabismo nei pensieri&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;Succede che il silenzio finisca per prendere il mio posto.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Succede che il silenzio diventi me&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;Le facce, e il freddo sulla mia, mi distraggono. Mi sembra di pescare idee come da una di quelle macchine in cui infili la monetina e guidi una mano meccanica perchè raccolga il tuo premio. Anche se ti riesce di acchiappare qualcosa, ricade nel mucchio prima che tu possa farla tua. &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Tanto più si asseconda la mania di compartimentare la realtà, tanto più ogni rapporto o legame apparirà come una contaminazione, qualcosa di irrazionale nel senso etimologico del termine, ovvero: fuori dalla divisione.&lt;/span&gt; Passo di fronte ad una libreria. Mi vengono in mente titoli di libri surreali: La possibilità di un'isolitudine, Alla ricerca del tempo mai avuto. &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Foto in negativo a punte di matita.&lt;/span&gt; Chissà se qualcuno ha già pensato di farle, la grafite apparirebbe bianca, straniante. Non ho visto la foto, ma già mi piace l'effetto che fa. Ritorno a casa. Nessun post-it sulla porta della mia camera, nessun messaggio lasciato sulla lavagnetta sopra il frigorifero. &lt;span style="font-style: italic;"&gt;La cosa migliore che può capitare ad una porta in cui nessuno vuole entrare è un cartello con scritto "Vietato l'ingresso".&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/12090569-8136535000668595073?l=ventidue.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ventidue.blogspot.com/feeds/8136535000668595073/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=12090569&amp;postID=8136535000668595073' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/12090569/posts/default/8136535000668595073'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/12090569/posts/default/8136535000668595073'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ventidue.blogspot.com/2007/12/davanti-te-minquino.html' title='Davanti a te, m&apos;inquino.'/><author><name>gosub</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17106986038379454319</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-12090569.post-5423940649255566288</id><published>2007-12-08T01:50:00.000+01:00</published><updated>2007-12-08T01:53:57.636+01:00</updated><title type='text'>Mozzichi e nuvole</title><content type='html'>Il Meccanismo Bizantino giace sotto il mio letto mentre dormo, e ci sono delle notti in cui cresce e cresce e mi solleva fino al soffitto. Il Meccanismo Bizantino non fa paura, ma fa impallidire ogni divinità mai adorata dall'uomo. Il Meccanismo Bizantino non ama e non odia, il Meccanismo Bizantino è paradosso irrisolvibile e completo. In principio, sarebbe possibile conoscere il futuro, il passato e il tempo in sè, guardando attraverso le lenti del Meccanismo Bizantino. Il Meccanismo Bizantino costruisce il mondo quando apro gli occhi e lo distrugge quando li richiudo. Ci si avvicina al Meccanismo Bizantino ascoltando la parola di Zenon il profeta. Il Meccanismo Bizantino gradisce che io rimanga fermo, quando viola il mondo con le sue propaggini. Il Meccanismo Bizantino disallinea le rotazioni dei cieli e delle terre, secerne il collante che regge coesa la materia, che poi innerva. Chi osa tentare di abbeverarsi a questa fonte, diventa superfluo al Meccanismo Bizantino. Il Meccanismo Bizantino nega l'oro, l'argento e tutto ciò che c'è di più prezioso. Nulla proviene dal Meccanismo Bizantino, nulla tornerà al Meccanismo Bizantino. Il dilemma dell'essere viene neutralizzato dal Meccanismo Bizantino, per definizione. Non più sento alieno il mio animo abietto, quando sono sobillato dal Meccanismo Bizantino.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Durante la notte numero uno, ho inventato il linguaggio nuovo. Dimentiche sillabe e parole, il linguaggio nuovo era composto di simbolemi atomici, dal significato unico ed indivisibile. Forte della nuova disambiguità, il linguaggio nuovo non aveva bisogno di alcuna grammatica: ogni sequenza di simbolemi avrebbe prodotto una nuova idea, un discorso perfettamente sensato, un concetto inconfutabile. L'unica convenzione era la disposizione sul piano di scrittura: tre righe parallele e concentriche, a spirale. Come un'aria a tre voci, una tripla armonia semantica. La sorpresa risiedeva nella scoperta di poter leggere radialmente i simbolemi, dal centro verso l'esterno, generando ancora nuovi significati. Persino la rimozione di una delle tre spirali si produceva in un'opera creativa.&lt;br /&gt;Durante la notte numero tre, ho dato una sbirciata in un supermercato del futuro. Ho comprato un barattolo di latta, pieno di una specie di mollica inzuppata nell'acqua e avvolta in quelle che sembravano foglie d'insalata, o alghe. La mia lattina era però contaminata. All'interno, tra gli avanzi di mollica, si contorceva una lumaca gigante, rossa e ruvida come una lingua, senza guscio o antenne o altri elementi di riconoscimento.&lt;br /&gt;Della notte numero due, narrerò in una prossima occasione.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/12090569-5423940649255566288?l=ventidue.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ventidue.blogspot.com/feeds/5423940649255566288/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=12090569&amp;postID=5423940649255566288' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/12090569/posts/default/5423940649255566288'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/12090569/posts/default/5423940649255566288'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ventidue.blogspot.com/2007/12/mozzichi-e-nuvole.html' title='Mozzichi e nuvole'/><author><name>gosub</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17106986038379454319</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-12090569.post-6540174481379955188</id><published>2007-12-02T19:22:00.000+01:00</published><updated>2007-12-02T19:26:20.473+01:00</updated><title type='text'>Di infradito ed altri scandali</title><content type='html'>Sono sveglio. No, stai ancora sognando. E' domenica mattina. No, è lunedì. Posso dormire ancora un po'. No, sei già in ritardo. Faccio colazione e mi rimetto a letto. Nessuno ti ha preparato la colazione. Torno subito. Vattene via.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'ho assaporato con precisione, lo strappo alla schiena, durante quel faccia a faccia: lo stato di abbandono degli ammortizzatori anteriori e l'erezione di una radice d'albero sotto l'asfalto. Prima, avevo trovato il mio posto in un piccolo disagio. Aspettarti con la schiena contro la macchina, osservare i grigi dissolversi, le ombre nettarsi, mettere gli occhi negli occhi di chi imboccava e poi svoltava. Per ogni passaggio, una scossa. Il 10% delle foglie rimaste appese si riversava in aria, nell'indifferenza e ignoranza dell'elemento scatenante. Ad ogni ondata, io mi incatenavo ad una singola foglia. S'ostinava a voltarsi su se stessa, faccia in su, faccia in giu, faccia in su. Ero sicuro che credesse di star cambiando idea. Invece c'era già una aspettativa di destino sotto forma di pavimentazione stradale. Come per me.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ho spiegato uno straccio verde sul tavolo. Ho preparato due mucchietti, uno di caffè solubile e uno di thé solubile. Ho sparso i grani, ho chiuso gli occhi e li ho raccolti con la lingua. Ho ascoltato la mia schiena socchiudersi all'inverosimile, ho dato attenzione allo sfrigolare delle due bevande nell'atto di reidratarsi. Ho puntellato amarezze, dolcezze e timidezze. Ho sentito l'alchimia scorrermi sotto la pelle, e mi stavo solo facendo un thé. Novecento secondi, le bollicine che si uniscono e si separano e si aggregano di nuovo e gravitano. Ancora più incrinato, ci ho letto la formazione di una galassia. Ho contratto gli occhi e spianato le palpebre, ho sentito belare poi gracidare. Ho un contratto per una malattia. Ho scritto decine di lettere, le ho riempite delle cose peggiori che potessero venirmi in mente per voi tutti miei sconosciuti destinatari. Le avrei avvolte in buste gialle e imbucate e quando mi sarebbero tornate indietro, mi sarebbe stato sconosciuto anche il mittente. Ho chiuso gli occhi e ho preso sonno, ma prima ho capito Chopin. Il sonno mi è caduto dalle mani ed è rotolato sotto il letto e l'ho perso. Ho camminato e incrociato momenti su momenti, sembra che facciano la mia stessa strada, sempre, al contrario. Ho preparato un nido per quando un giorno ritroveremo quel sonno e ne rideremo. Ho pensato adesso la interrompo e le spiego come è bella. Maledetto nido, maledetto intreccio, maledetto sonno, maledetta trivialità, maledetti luoghi, maledetto maledetto, maledette ritrattazioni, maledetto leggero, maledetto spirito. Ho invocato la sospensione della respirazione. Ho scaramanticamente evitato di mostrare i denti. Ho decretato la via più bella della città, ho soffocato la pioggia. Ho riso leggendo abbasso tutti. Ho capito che per lasciare un messaggio le lettere vanno grattate via con le unghie. Ho capito che per portarsi via un messaggio. Non ho capito cosa ci faccio nella tua bocca, se non mordi o non mi sputi. Ho apprezzato la preferenza per i fiori più semplici. Ho spiegato tutto col mio silenzio di prima. Ho aspettato che il freddo ti coprisse le spalle e le gambe. Ho piegato tutto il mio silenzio prima e l'ho chiuso nel niente.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/12090569-6540174481379955188?l=ventidue.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ventidue.blogspot.com/feeds/6540174481379955188/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=12090569&amp;postID=6540174481379955188' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/12090569/posts/default/6540174481379955188'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/12090569/posts/default/6540174481379955188'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ventidue.blogspot.com/2007/12/di-infradito-ed-altri-scandali.html' title='Di infradito ed altri scandali'/><author><name>gosub</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17106986038379454319</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-12090569.post-7607976691571289957</id><published>2007-11-24T12:35:00.001+01:00</published><updated>2007-11-24T12:35:53.459+01:00</updated><title type='text'>Benvenuto a chi viene per smontarmi</title><content type='html'>C'è stato un volta un piccolo spicchio di mandarino che si chiamava Pennellope. Un giorno d'inverno, Pennellope andò a fare una passeggiata con i suoi genitori. Aveva appena nevicato e papà Enginobaldo pensò che sarebbe stato bello che la piccola Pennellope vedesse per la prima volta il mondo innevato. Allora mamma Fifirella mise a Pennellope un lungo cappello verde, in cima al quale spuntava un vistoso pon-pon, fatto di tutti i colori dell'arcobaleno. Uscirono dal loro cesto della frutta e si avviarono per le strade della cittadella. Pennellope era meravigliata da tutto: il fiato che le usciva in nuvolette dalla bocca, gli alberi spogli di foglie e con i rami carichi di neve, il sole bianchiccio che le riscaldava la punta del naso. D'improvviso vide un grande e strano omone in mezzo alla neve. Si nascose dietro le gambe di papà Enginobaldo e con la voce tremante chiese:&lt;br /&gt;"Aiuto! Cos'è quello, papà?"&lt;br /&gt;Lui rispose:&lt;br /&gt;"Non devi avere paura, Pennellope, è un pupazzo di neve!"&lt;br /&gt;"Ah... e a cosa serve?"&lt;br /&gt;"A festeggiare l'inverno!"&lt;br /&gt;"Ma cos'ha al posto del naso?"&lt;br /&gt;"Non vedi è una carota... è tua cugina Putrella"&lt;br /&gt;"E' vero! Ciao Putrella!!!" urlò la piccola Pennellope rivolgendosi alla cugina. Putrella la guardò un attimo e le sorrise, poi riprese la sua posa seria da Carota Naso Di Pupazzo Di Neve. Pennellope dichiarò:&lt;br /&gt;"Da grande voglio fare anche io una parte nel pupazzo di neve!"&lt;br /&gt;Ma proprio mentre pronunciava queste parole, due allodole gigantesche, come spuntate dal nulla, si abbatterono su di lei. Mamma Fifirella cominciò ad urlare dal terrore, mentre papà Enginobaldo tentava inutilmente di togliere Pennellope dalle grinfie dei due terribili animali. La prima allodola riuscì solamente ad artigliare il bel cappello di Pennellope, riducendolo in brandelli. La seconda allodola ebbe, ahinoi, più fortuna e infilzò la succosa polpa di Pennellope, si levò in volo e la portò via per sempre dai suoi genitori.&lt;br /&gt;Nessuno sa dove l'allodola portò Pennellope, nè quale destino le fu riservato.&lt;br /&gt;Ancora oggi, tuttavia, le mamme raccontano ai figli la storia di Pennellope, per metterli in guardia e insegnare loro a non diventare mai, mai, spicchietti per le allodole.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/12090569-7607976691571289957?l=ventidue.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ventidue.blogspot.com/feeds/7607976691571289957/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=12090569&amp;postID=7607976691571289957' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/12090569/posts/default/7607976691571289957'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/12090569/posts/default/7607976691571289957'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ventidue.blogspot.com/2007/11/benvenuto-chi-viene-per-smontarmi.html' title='Benvenuto a chi viene per smontarmi'/><author><name>gosub</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17106986038379454319</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-12090569.post-470588113611448938</id><published>2007-11-11T22:44:00.000+01:00</published><updated>2007-11-11T22:47:52.976+01:00</updated><title type='text'>Ok. Ok, ok, ok, ok, ok. (Ok). Ok.</title><content type='html'>&lt;ul&gt;&lt;br /&gt;  &lt;li&gt;Ho assaggiato la libertà, e sa di pollo.&lt;br /&gt;  &lt;/li&gt;&lt;li&gt;"E poi c'è la televisione. Non posso interferire con la televisione."&lt;br /&gt;  &lt;/li&gt;&lt;li&gt;Credo che la vita sia come Ikea, piena di false credenze.&lt;br /&gt;  &lt;/li&gt;&lt;li&gt;Ho sempre avuto l'impressione che il corollario fosse quella cosa che avvicina la matematica ad un fiore.&lt;br /&gt;  &lt;/li&gt;&lt;li&gt;Vivo in una stanza perchè non posso permettermi una canzone tutta mia.&lt;br /&gt;  &lt;/li&gt;&lt;li&gt;Nella pronuncia di "troppo", la conta delle "p" è il metro dell'esagerazione.&lt;br /&gt;  &lt;/li&gt;&lt;li&gt;Che nutella sarebbe senza il mondo?&lt;br /&gt;  &lt;/li&gt;&lt;li&gt;Anche io studio filosofia, ma non all'università. Per strada, contromano.&lt;br /&gt;  &lt;/li&gt;&lt;li&gt;Tutto quello che non è strettamente compromettente, lo cancelliamo.&lt;br /&gt;  &lt;/li&gt;&lt;li&gt;La cosa che più sorprende, camminando per venezia, sono gli alberi. Che ci siano alberi.&lt;br /&gt;  &lt;/li&gt;&lt;li&gt;M'illumino di mensole.&lt;br /&gt;  &lt;/li&gt;&lt;li&gt;L'ennesima banalità: Tutti, alla fine, se ne vanno. Resta da decidere se essere uno che abbandona o un abbandonato.&lt;br /&gt;  &lt;/li&gt;&lt;li&gt;Posso essere così vago da farti credere che questa frase sia rivolta a te.&lt;/li&gt;&lt;br /&gt;&lt;/ul&gt;Sei mai stata dentro un abito con un'altra persona? Io no, però ci ho pensato, mi piacerebbe che accadesse prima o poi. Ho qualche maglione abbastanza grande che potrebbe racchiuderci entrambi. Anche se... troveremmo una strana meccanica ad accoglierci. Più opportuno sarebbe indossarlo faccia a faccia, ma poi non potremmo muovere le braccia. Allora dovremmo tirarci su le maniche fino ai gomiti, per avere le mani libere e opposte, come gemelle siamesi unite e abbracciate per la trasmissione del calore. Altrimenti, il mio petto contro la tua schiena e intraprendere gesti all'unisono, l'uno il burattinaio dell'altra, due scheletri ballerini. Non so.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(squilli di una suoneria anonima)&lt;br /&gt;"Pronto"&lt;br /&gt;"Ciao, sono A."&lt;br /&gt;"Ciao"&lt;br /&gt;"Come va?"&lt;br /&gt;"Boh, bene."&lt;br /&gt;"Che mi racconti? Che novità?"&lt;br /&gt;"No, in verità non bene. Sono morto."&lt;br /&gt;"Come?"&lt;br /&gt;"Sì, sono morto. Sai, di solito si risponde -bene- come in un riflesso, anche se non va affatto bene. Tu mi chiedi come va, io dico bene, io ti chiedo come va, tu mi..."&lt;br /&gt;"Vabbè, ho capito"&lt;br /&gt;"...dici bene. E' la formula."&lt;br /&gt;"Se sei morto perchè hai risposto al telefono?"&lt;br /&gt;"Perchè mi hai chiamato tu, che domande"&lt;br /&gt;"Ma i morti non rispondono al telefono!"&lt;br /&gt;"Sei sicuro? A quanti morti hai telefonato ultimamente?"&lt;br /&gt;"Nessuno"&lt;br /&gt;"A uno veramente, me. E infatti ti ho risposto. Come fai a dire che i morti non rispondono se non li chiami mai?"&lt;br /&gt;"Ma è una follia! Perchè dovrei chiamare un morto se so che non può rispondere?"&lt;br /&gt;"A. senti... è la tua logica ad essere sbagliata: se qualcuno non risponde mai al telefono, nè a te nè a nessun altro, allora lo puoi considerare morto. Ma non è detto che un morto non risponda. La morte è una condizione sufficiente, ma non necessaria, al non rispondere al telefono. Pensaci, vedrai che ho ragione."&lt;br /&gt;"Ma... ma... che scherzo di cattivo gusto. Non ti chiamerò mai più, puoi starne sicuro. E non provare a richiamarmi, che non ti rispondo."&lt;br /&gt;"Oh, mi dispiace! Eri giovane, avevi ancora tutta la vita davanti. Condoglianze A."&lt;br /&gt;"Ma vaff..."&lt;br /&gt;(click)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sopravvivevamo all'errore di quel "noi".&lt;br /&gt;Io ti raccontavo che stavo guidando, e invece impugnavo un grande anello e pestavo i piedi su piccole piattaforme.&lt;br /&gt;Tu mi imponevi pic-nic lungo il confine. Confine tra regione e regione, confine tra un giorno e il precedente, confine tra "sei un angelo" e "c'è un pellicano che crede di essere il mio zaino".&lt;br /&gt;Ci scambiavamo il colore degli occhi, i secondi sull'orologio e le foto fatte agli sconosciuti; poi ancora le foglie con i colori più improvvisati, i numeri di telefono di vecchi amori e il singhiozzo.&lt;br /&gt;Io ti sfidavo: "Sii la stella che sei, fino in fondo, e vedi di cadere da qualche parte".&lt;br /&gt;Tu mi riempivi di sentimenti segnaposto.&lt;br /&gt;Ci riscaldava dentro accumulare oggetti per un bisogno che non avevamo ancora. Il primo fu la teiera da thé, vinta con i punti della benzina, per quella nostra casa che non c'era ancora.&lt;br /&gt;Io cercavo di ipnotizzarti e intrattenevo il tuo respiro.&lt;br /&gt;Tu volevi imparare a piovere, diluviare.&lt;br /&gt;Discutevamo del ruolo della luna nella didattica dei sentimenti.&lt;br /&gt;Io detestavo le tue magliette ingenuamente ironiche.&lt;br /&gt;Tu rifiutavi di passare tra due specchi appesi l'uno di fronte all'altro. "E' pericoloso. Scomparirò." annunciavi.&lt;br /&gt;Ci allacciavamo i bottoni a vicenda, ed era l'unico modo di farci promesse.&lt;br /&gt;I was just a clown who was feeling down.&lt;br /&gt;Tu eri "fermiamoci qui" e "perchè fai così?".&lt;br /&gt;Giocavamo a fare finta di essere lì contro la nostra volontà.&lt;br /&gt;Ha smesso di essere un gioco, poi, quando.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/12090569-470588113611448938?l=ventidue.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ventidue.blogspot.com/feeds/470588113611448938/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=12090569&amp;postID=470588113611448938' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/12090569/posts/default/470588113611448938'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/12090569/posts/default/470588113611448938'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ventidue.blogspot.com/2007/11/ok-ok-ok-ok-ok-ok-ok-ok.html' title='Ok. Ok, ok, ok, ok, ok. (Ok). Ok.'/><author><name>gosub</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17106986038379454319</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-12090569.post-8125534248817213092</id><published>2007-10-30T01:05:00.000+01:00</published><updated>2007-10-30T01:06:41.507+01:00</updated><title type='text'>Delirium Aquarium</title><content type='html'>Manì le fa una domanda. Non vuole sapere la risposta, ma vuole sentirgliela dire. Hortencia inizia un racconto che dura due isolati, ma lungo come tutta la periferia intorno al nocciolo grinzoso della domanda. Ora Manì non parla, impegnato com'è a chiedersi come manterrà questa promessa infinita. Lei scappa avanti, lui non si ferma a raccogliere gli indizi, si stringe addosso l'impermeabile e si augura di non raggiungerla mai. E' il loro gioco. Si intrufolano in un cinema, o la tana di un enorme insetto. Le pareti devono essere coperte di bassorilievi, altrimenti sono i resti fossili di altre storie come quella di Manì e Hortencia. Si dimenticano l'una dell'altro, mentre i loro volti fanno l'eclisse di fiori che volano via e dello sguardo triste dell'uomo silenzioso che parla attraverso il tempo. Poi una rivoluzione: le risate sono le grida di protesta, le battute scontate sono la mano del boia. La folla è una immensa testa con il mento coperto di sabbia, gli occhi rivolti ad una trappola troppo scontata per non caderne vittima. Senza lasciarsi divorare, i due si fanno cuccioli e scivolano fuori. Hortencia si addormenta, Manì la protegge. Manì si dimentica di tenere fermi gli occhi, Hortencia si sveglia.&lt;br /&gt;"Manì, dove siamo?"&lt;br /&gt;"Sott'acqua"&lt;br /&gt;"Mi fa paura!"&lt;br /&gt;"Dimentica. Vedi quelle luci?"&lt;br /&gt;"Si"&lt;br /&gt;"Sono pesci predatori. Le due luci che portano davanti al muso servono per attirare le prede e per divorarle"&lt;br /&gt;"Avevi detto che non c'era d'aver paura!"&lt;br /&gt;"Siamo già stati mangiati."&lt;br /&gt;"Vuoi dire che..."&lt;br /&gt;"Sì, adesso siamo anche noi pesci predatori"&lt;br /&gt;"Oddio cosa dobbiamo fare? Non so niente di come ci si comporta da pesci"&lt;br /&gt;"Abbiamo un posto in fila, secondo un preciso ordine di grandezza. Avrai visto le figure."&lt;br /&gt;"Riportami a casa"&lt;br /&gt;"Sì. Nasconditi."&lt;br /&gt;Oggi Manì non tocchera Hortencia, perchè pensa che il suo sentimento la contaminerebbe. Le si infilerebbe sotto le unghie e poi dentro le mani, nei lacci del vestito e nel gancio della sua catenina. Se Hortencia gli aprisse la pancia e tirasse fuori i piccoli rotoli di carta quadrettata su cui lui ha scarabocchiato i suoi desideri prima di ingoiarli, le parrebbero così esagerati da finire per credere che lui stia fingendo. Manì ha bevuto latte per tutta la notte, sperando nel bianco. Invece blu qualunque, ovunque. Il desiderio di Manì per Hortencia gli dà il permesso del silenzio.&lt;br /&gt;Allora tutto inizia da un piccolo brivido.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/12090569-8125534248817213092?l=ventidue.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ventidue.blogspot.com/feeds/8125534248817213092/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=12090569&amp;postID=8125534248817213092' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/12090569/posts/default/8125534248817213092'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/12090569/posts/default/8125534248817213092'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ventidue.blogspot.com/2007/10/delirium-aquarium.html' title='Delirium Aquarium'/><author><name>gosub</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17106986038379454319</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-12090569.post-3483458988183919386</id><published>2007-10-26T10:11:00.000+02:00</published><updated>2007-10-26T10:14:36.255+02:00</updated><title type='text'>Scritto perché una macchina lo legga, e solo accidentalmente affinché qualcuno lo esegua</title><content type='html'>La colonna sonora di tutto questo sarebbe "Supernova Landslide" degli The American Dollar, traccia numero sette dell'album "The Technicolour Sleep". Per ottenere il giusto effetto dovrebbe essere la prima cosa ascoltata dopo il risveglio, ancora prima di sentire la voce di qualcuno, andare direttamente alla canzone. Dovrei anche aggiungerla in coda all'ultima audio-compilazione. Posso mandarvela se volete, tutto in perfetta illegalità. Non è singolare il modo in cui si usa il termine "colonna sonora"? Dal punto di vista del design d'interni scommetto che la Colonna Sonora si adagia sul Tappeto Musicale. Che qualcuno inventi l'Architrave Sinfonica così la facciamo finita.&lt;br /&gt;La colonna sonora di tutto questo sarebbe "Supernova Landslide" degli The American Dollar, traccia numero sette dell'album "The Technicolour Sleep". Dove sono finito? Perchè non scrivo praticamente più? Ah, è colpa di questa canzone. Anche di altre, come lei. Continuo a fare il giro dell'isolato e non mi fermo mai davanti al portone, privo degli attributi necessari per suonare il citofono, diciamo così. Io cerco solo di tirarmi fuori qualcosa che assomigli a questa canzone. Mettere le parole nell'ordine giusto per evocare le stesse tensioni, lo stesso senso di risoluzione, gli angoli ciechi oltre cui si celano ampi viali o vicoli senza uscita, le zone di calma, i furiosi assalti. Una volta era più facile, potevo rompere i giocattoli per vedere come erano fatti dentro. Lo so che è una questione da esteti dei miei stivali, ma quando attacco a percuotere i tasti mi si presenta sotto forma di rampante domanda di senso. E come tutte le ricerche di senso, è questione da "esteta per hobby e per passione".&lt;br /&gt;La colonna sonora di tutto questo sarebbe "Supernova Landslide" degli The American Dollar, traccia numero sette dell'album "The Technicolour Sleep". Ho trattato male due persone. Solo le due persone più importanti della mia presente esistenza, quindi niente di che. Mi domando il perchè di certe mie uscite, a volte. Spesso invece non lo faccio, e combino guai. Dire "mi dispiace" non basta più.&lt;br /&gt;La colonna sonora di tutto questo sarebbe "Supernova Landslide" degli The American Dollar, traccia numero sette dell'album "The Technicolour Sleep". Ho un contenzioso aperto con il tempo. Si nasconde in qualche piega ignota del mondo e io non so dove vada a cacciarsi. Ecco, lo ha fatto di nuovo. Faccio tardi a lavoro.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/12090569-3483458988183919386?l=ventidue.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ventidue.blogspot.com/feeds/3483458988183919386/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=12090569&amp;postID=3483458988183919386' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/12090569/posts/default/3483458988183919386'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/12090569/posts/default/3483458988183919386'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ventidue.blogspot.com/2007/10/scritto-perch-una-macchina-lo-legga-e.html' title='Scritto perché una macchina lo legga, e solo accidentalmente affinché qualcuno lo esegua'/><author><name>gosub</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17106986038379454319</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-12090569.post-7785662401230671725</id><published>2007-10-21T17:22:00.001+02:00</published><updated>2008-06-08T13:58:04.484+02:00</updated><title type='text'>Mixtape n.5</title><content type='html'>30 Seconds to Mars - From yesterday&lt;br /&gt;Chopin - Nocturne no. 1, op. 55&lt;br /&gt;Babyshambles - Carry up on the morning&lt;br /&gt;Cappello a Cilindro - Quel che accade&lt;br /&gt;Chet Baker - My funny valentine (long version)&lt;br /&gt;Chris Botti - Ever since we met&lt;br /&gt;Damien Rice - Me, my yoke and I&lt;br /&gt;Daniele Silvestri - Io fortunatamente&lt;br /&gt;Daniele Silvestri - Occhi da orientale&lt;br /&gt;Giorgio Gaber - Io se fossi Dio&lt;br /&gt;Giorgio Canali - Se viene il lupo&lt;br /&gt;Giorgio Canali - Canzone della tolleranza e dell'amore universale&lt;br /&gt;Giorgio Canali - Fuoco corri con me&lt;br /&gt;Helios - In heaven&lt;br /&gt;Looker - After my divorce&lt;br /&gt;muxu - Journey to the city&lt;br /&gt;Radiohead - True love waits&lt;br /&gt;Radiohead - Idioteque&lt;br /&gt;Radiohead - All I need&lt;br /&gt;saycet - Dreamfactory&lt;br /&gt;Skunk Anansie - Secretly&lt;br /&gt;Suffocate For Fuck Sake - Twenty six and full of plans&lt;br /&gt;The Boggs - Arm in arm (shy child remix)&lt;br /&gt;The Starting Line - Are you alone&lt;br /&gt;The Snake The Cross The Crown - The great american Smokeout&lt;br /&gt;Verdena - Quaranta secondi di niente&lt;br /&gt;Virginiana Miller - La verità sul tennis&lt;br /&gt;The White Stripes - Icky Thump&lt;br /&gt;Nelly Furtado - Maneater&lt;br /&gt;Straylight Run - We'll never leave again&lt;br /&gt;Gregor Samsa - Rock song&lt;br /&gt;Mogwai - Black spider&lt;br /&gt;Emanuel - Cottonomouth&lt;br /&gt;Moneen - The last song I will ever want to sing&lt;br /&gt;The Killers - Indie rock n' roll&lt;br /&gt;Kanye West - Stronger&lt;br /&gt;Plain White T's - Hey there Delilah&lt;br /&gt;Gifts from Enola - Early morning ambulance&lt;br /&gt;Joy Wants Eternity - For we had no road&lt;br /&gt;Moving Mountains - Aphelion&lt;br /&gt;Fabri Fibra - Su le mani&lt;br /&gt;No Doubt - Spiderwebs&lt;br /&gt;No Doubt - Sunday morning&lt;br /&gt;Claude Debussy - Ce qu'a vu le vent d'ouest&lt;br /&gt;Claude Debussy - La cathedrale engloutie&lt;br /&gt;Trentemoller - Take me into your skin&lt;br /&gt;Edit - Battling go-go yubari in downtown L.A.&lt;br /&gt;Alcest - Printemps emeraude&lt;br /&gt;As Cities Burn - The hoard&lt;br /&gt;Battle of Mice - At the base of the giant's throat&lt;br /&gt;Clint Mansell - The last man&lt;br /&gt;Clint Mansell - Tree of life&lt;br /&gt;Clint Mansell - Stay with me&lt;br /&gt;Clint Mansell - Death is a disease&lt;br /&gt;Clint Mansell - Together we will live forever&lt;br /&gt;Cursive - Some red handed slight of hand&lt;br /&gt;Devil Sold His Soul - Dawn of the first day&lt;br /&gt;Do Make Say Think - Horns of a rabbit&lt;br /&gt;Don't Look Back - Farewell to the bright side&lt;br /&gt;Epic45 - The stars in spring&lt;br /&gt;Gallows - Six years&lt;br /&gt;George Doen Screams - Snow Lovers are dacing&lt;br /&gt;Hrsta - Kotori&lt;br /&gt;I Hear Sirens - This is the last time I'll say goodbye&lt;br /&gt;Immanu El - Under your wings I'll hide&lt;br /&gt;Justice - Genesis&lt;br /&gt;Pg.Lost - Yes I am&lt;br /&gt;Pygmy Lush - Hurt Everything&lt;br /&gt;Scraps of Tape - Nashville's got hell to beat&lt;br /&gt;Stars - The beginning after the end&lt;br /&gt;Stars - Take me to the riot&lt;br /&gt;The Angelic Process - Million year summer&lt;br /&gt;The Gathering - Bad movie scene&lt;br /&gt;The Severely Departed - A small divide&lt;br /&gt;The Severely Departed - Thaw&lt;br /&gt;The Severely Departed - Closer to home&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E poi qualunque cosa di Eluvium, Stars of the Lid, Helios&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/12090569-7785662401230671725?l=ventidue.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ventidue.blogspot.com/feeds/7785662401230671725/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=12090569&amp;postID=7785662401230671725' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/12090569/posts/default/7785662401230671725'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/12090569/posts/default/7785662401230671725'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ventidue.blogspot.com/2007/10/mixtape-n5.html' title='Mixtape n.5'/><author><name>gosub</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17106986038379454319</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-12090569.post-515415264414725963</id><published>2007-10-10T19:45:00.001+02:00</published><updated>2007-10-10T19:45:44.472+02:00</updated><title type='text'>Rainboh</title><content type='html'>Niente male, questi jeans. Anche la camicia non sarebbe malaccio, se non somigliasse ad una tovaglia da picnic. E poi i bottoni della camicia sono la prima cosa a saltare quando si fa a botte. No, per niente male, questi jeans. E' a causa di due blandi difetti che non si lasciano apprezzare fino alla fine. Primo, sono troppo lunghi. 20 centimetri di risvolto non fanno piacere a nessuno. Secondo, sono blu. Io ho qualche difficoltà a vestire il blu. Perchè ho poca immaginazione. Partorisco associazioni banali. Il blu simboleggia il mare e il cielo. E il mare e il cielo, per me, sono sinonimi di promesse non mantenute. Per il resto, niente male, questi jeans.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quello che ho in bocca lo sposto contro la guancia sinistra, poi contro la destra. Sputo nel lavandino. L'azzurro chimico del dentifricio è accompagnato da perline di rosso-come-sono-fatto-dentro. Alzo la testa e mi rivolgo allo specchio uno di quei sorrisi forzati, da maniaco. Il sorriso è chiazzato di sangue. Mi faccio ridere ancora di più, stavolta sincero. Adesso che sono solo di nuovo posso smettere questa stupida presunzione di controllo, come un asciugamano dopo la doccia. Il male e il bene nel corso degli eventi non mi riguardano più. Acciuffo due conclusioni, le lego per bene e le traggo a me. Quanto ho da dare, quanto ancora da prendere, quanto sono grandi le mie mani. Forse, se mi metto ad ignorare il tempo con tutte le mie forze, scomparirà. Mentre scalo i piani protetto da un ascensore, nello spazio scuro tra un pianerottolo e l'altro vedo riflesse un paio di occhiaie troppo marcate, mie, prive di contropartita. Come si dice? Ah, sì, grazie.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/12090569-515415264414725963?l=ventidue.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ventidue.blogspot.com/feeds/515415264414725963/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=12090569&amp;postID=515415264414725963' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/12090569/posts/default/515415264414725963'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/12090569/posts/default/515415264414725963'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ventidue.blogspot.com/2007/10/rainboh.html' title='Rainboh'/><author><name>gosub</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17106986038379454319</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-12090569.post-8665660729640375327</id><published>2007-09-30T21:10:00.000+02:00</published><updated>2007-09-30T21:12:28.904+02:00</updated><title type='text'>don't complain work harder</title><content type='html'>&lt;object width="425" height="350"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/dX-hMhMTjEg"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="wmode" value="transparent"&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/dX-hMhMTjEg" type="application/x-shockwave-flash" wmode="transparent" width="425" height="350"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/12090569-8665660729640375327?l=ventidue.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ventidue.blogspot.com/feeds/8665660729640375327/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=12090569&amp;postID=8665660729640375327' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/12090569/posts/default/8665660729640375327'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/12090569/posts/default/8665660729640375327'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ventidue.blogspot.com/2007/09/dont-complain-work-harder.html' title='don&apos;t complain work harder'/><author><name>gosub</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17106986038379454319</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-12090569.post-2465718933371743008</id><published>2007-09-23T17:27:00.000+02:00</published><updated>2007-09-23T17:28:49.486+02:00</updated><title type='text'>Direzioni preferenziali per avversare il consorzio umano</title><content type='html'>Ora che piove si può dire la verità.&lt;br /&gt;E allacciarsi le scarpe in modo convenzionale.&lt;br /&gt;Ora che non piove più posso smettere di ascoltare.&lt;br /&gt;Tolto ciò che c'è di alato in ciò che c'è di malato.&lt;br /&gt;Mao aveva il suo libretto rosso, ma io non sono un gatto quindi tengo una agendina verde per i miei appunti. E tutte queste frasi alte come insetti, dovrei tornare a scrivercele su.&lt;br /&gt;Siamo all'inizio, ma già cauterizzati.&lt;br /&gt;Differenze mediate tra scrivere e scrittura.&lt;br /&gt;Accuse ricamate su tessuti necrotizzanti. Imputare o amputare?&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Nuoto in un fiume che non si accorge di me o sto cercando di tenere una sedia in equilibrio su di una gamba sola?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Vuoi una guida o qualcosa che ti indichi la strada.&lt;br /&gt;Che sia un'etica o della segnaletica, non ti importa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E' strano che proprio in quella occasione io abbia aspettato. Sarei dovuto scendere solo un attimo, fare ciò che ci si aspettava io facessi e risalire subito. Invece mi sono fermato, nell'isola spartitraffico, appoggiato ad un albero. C'era solo una donna di spalle, che si allontanava, tenuta al guinzaglio dal suo cane. E poi eccola, la foglia. Scendeva guardinga e ubriaca. Arriva lenta, mi sono detto. La posso prendere. Invece se la deve essere presa lei, perchè d'improvviso si butta giù a foglia morta. Mi tocca fare due passi di fretta, ma la colgo prima che tocchi terra. E' per metà gialla e per metà croccante. Impolverata e luccicante. Adesso vive con me.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/12090569-2465718933371743008?l=ventidue.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ventidue.blogspot.com/feeds/2465718933371743008/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=12090569&amp;postID=2465718933371743008' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/12090569/posts/default/2465718933371743008'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/12090569/posts/default/2465718933371743008'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ventidue.blogspot.com/2007/09/direzioni-preferenziali-per-avversare.html' title='Direzioni preferenziali per avversare il consorzio umano'/><author><name>gosub</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17106986038379454319</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-12090569.post-1578250326462284625</id><published>2007-09-17T22:45:00.000+02:00</published><updated>2007-09-17T22:46:21.725+02:00</updated><title type='text'>Il mio nome è Harold Crick e quando esamino le pratiche in ufficio sento il suono di un oceano profondo e infinito</title><content type='html'>Quest'oggi avrei voluto parlarvi di me. Ma abbiamo scoperto che ci sono un sacco di me, tutti diversi, tutti in posti diversi. Ne abbiamo contati fino a sette, pensate un po'. Sarebbe troppo, allora, stare qui a narrarveli tutti. Presto detto, ho deciso quindi di parlarvi di io. Io è facile, un po' orso, dai modi forastici. (Avete visto? Ho detto forastico. L'ho detto perchè ho appena finito di leggere "L'isola di Arturo". Potete stare certi che, se sentite pronunciare quella parola a qualcuno, egli ha da poco voltato l'ultima pagina di quel romanzo.)&lt;br /&gt;Tornando a noi, si diceva:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Io cerca l'amore della sua vita come una superstizione, e anche l'odio della sua vita.&lt;br /&gt;Io, più per curiosità personale che per altro.&lt;br /&gt;Cerca l'indifferenza della sua morte.&lt;br /&gt;Cerca l'amore della vita degli altri.&lt;br /&gt;Gli piacciono anche altre cose che appartengono agli altri.&lt;br /&gt;Ad esempio le cose di carta, con la filigrana in mezzo, che si possono dare in cambio di beni e servizi.&lt;br /&gt;Gli piace il sapore del fumo e l'odore delle sigarette sulle dita e la lieve ebrezza delle boccate di fumo trattenute troppo a lungo, ma gli piace anche sentirsi indipendente.&lt;br /&gt;Gli piacciono le trame sonore epiche ed evocative.&lt;br /&gt;Crede che non si possa vivere per sempre, insieme, ma da soli una speranza c'è.&lt;br /&gt;Non gli piacciono i medici distratti, chi lavora in banca e i maestri svogliati.&lt;br /&gt;Non gli piace essere malato e crede che la malattia sia una colpa e un diritto.&lt;br /&gt;Io crede nel diritto alla colpa.&lt;br /&gt;Non gli piace fare la fila e la gente che si fa aspettare.&lt;br /&gt;Non capisce chi non riesce a ricevere un regalo senza sentire il disagio di doverlo ricambiare.&lt;br /&gt;Mangia lo zucchero filato con sommo gusto, ma io non è il solo.&lt;br /&gt;Va per strada a capo scoperto, quando piove.&lt;br /&gt;Si, ce l'ha l'ombrello.&lt;br /&gt;Ha anche il cappuccio sulla giacca, se volete saperlo.&lt;br /&gt;No, non li usa.&lt;br /&gt;Io è a suo agio anche quando è sporco, o vestito malamente.&lt;br /&gt;Molti pensano di sapere chi sia veramente Io, ma Io si diverte spesso a prenderli di sorpresa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ah, e i compiti per casa. Ascoltare "Fuoco corri con me" e "Canzone della tolleranza e dell'amore universale" di Canali, Giorgio. E preparate anche la colonna sonora di "The fountain / L'albero della vita", che poi vi interrogo.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/12090569-1578250326462284625?l=ventidue.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ventidue.blogspot.com/feeds/1578250326462284625/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=12090569&amp;postID=1578250326462284625' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/12090569/posts/default/1578250326462284625'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/12090569/posts/default/1578250326462284625'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ventidue.blogspot.com/2007/09/il-mio-nome-harold-crick-e-quando.html' title='Il mio nome è Harold Crick e quando esamino le pratiche in ufficio sento il suono di un oceano profondo e infinito'/><author><name>gosub</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17106986038379454319</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-12090569.post-862035629128558543</id><published>2007-09-13T21:18:00.000+02:00</published><updated>2007-09-13T21:20:16.057+02:00</updated><title type='text'>I ricordi sono commestibili come le unghie delle dita maggiori</title><content type='html'>voglio essere annegato&lt;br /&gt;voglio essere assecondato&lt;br /&gt;voglio essere atterrito&lt;br /&gt;voglio essere ascoltato&lt;br /&gt;voglio essere allontanato&lt;br /&gt;voglio essere avvicinato&lt;br /&gt;voglio essere abbracciato&lt;br /&gt;voglio essere accettato&lt;br /&gt;voglio essere adescato&lt;br /&gt;voglio essere adoperato&lt;br /&gt;voglio essere aperto&lt;br /&gt;voglio essere alato&lt;br /&gt;voglio essere atterrato&lt;br /&gt;voglio essere addobbato&lt;br /&gt;voglio essere accomodato&lt;br /&gt;voglio essere aviotrasportato&lt;br /&gt;voglio essere abbindolato&lt;br /&gt;voglio essere anticipato&lt;br /&gt;voglio essere abbeverato&lt;br /&gt;voglio essere affaticato&lt;br /&gt;voglio essere affranto&lt;br /&gt;voglio essere allenato&lt;br /&gt;voglio essere attaccato&lt;br /&gt;voglio essere arrivato&lt;br /&gt;voglio essere allungato&lt;br /&gt;voglio essere agguantato&lt;br /&gt;voglio essere addolorato&lt;br /&gt;voglio essere annerito&lt;br /&gt;voglio essere ammaestrato&lt;br /&gt;voglio essere attraversato&lt;br /&gt;voglio essere arroventato&lt;br /&gt;voglio essere arenato&lt;br /&gt;voglio essere assonnato&lt;br /&gt;voglio essere aggirato&lt;br /&gt;voglio essere assassinato&lt;br /&gt;voglio essere accreditato&lt;br /&gt;voglio essere ammazzato&lt;br /&gt;voglio essere appagato&lt;br /&gt;voglio essere avventato&lt;br /&gt;voglio essere alleato&lt;br /&gt;voglio essere azzerato&lt;br /&gt;voglio essere avvelenato&lt;br /&gt;voglio essere ammanettato&lt;br /&gt;voglio essere assolto&lt;br /&gt;voglio essere ammattito&lt;br /&gt;voglio essere a.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/12090569-862035629128558543?l=ventidue.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ventidue.blogspot.com/feeds/862035629128558543/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=12090569&amp;postID=862035629128558543' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/12090569/posts/default/862035629128558543'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/12090569/posts/default/862035629128558543'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ventidue.blogspot.com/2007/09/i-ricordi-sono-commestibili-come-le.html' title='I ricordi sono commestibili come le unghie delle dita maggiori'/><author><name>gosub</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17106986038379454319</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-12090569.post-8221507431611534227</id><published>2007-09-09T23:17:00.000+02:00</published><updated>2007-09-09T23:18:22.802+02:00</updated><title type='text'>Il lupo non c'è, però se vuoi crepo io</title><content type='html'>La chiarezza che solo una notte di settembre può portare. Io vado avanti e i dubbi si fanno ai lato, bisbigliando con rispetto. Mi scoppiano i polpacci e per avanzare ci devo mettere tutta la rabbia e le strettoie tra i denti. Ho sempre una canzone in testa e adesso questa parla bene di tanto niente. Rientro a casa e mi dico che le cose piccole le potrei fare senza pensare, come slacciarmi le scarpe o aprire il frigo. Ma no ma no io voglio esserci. Tanto ho un posto tutto mio dove me ne posso andare quando c'ho lo schifo sul collo che mi cola davanti e dietro. Fa stanco, non trovi? Con i soldi che ho mi ci posso comprare solo altre gabbie. A guardare i muri sembrerebbe di stare ancora coi piedi per terra. Ho la peste, non lo sapevi? Vi chiedo acqua ma ormai non c'è più niente da fare, potete solo starmi lontani. Sono ancora lì stanco, con gli occhi che fanno troppe domande. A volte i libri non sono come quando li avevi iniziati a leggere. Quello non lo puoi toccare, è troppo bello. Poi non è che sono cresciuto è solo che i miei giocattoli hanno smesso di parlare. Ora altre cose parlano, ma io ho un altro nome. Mi impegno quando faccio il morto a galla. Belle le vesti da saltimbanco, metà bianche e metà nere. Ti è stato utile il tempo guadagnato? Suvvia, era solo uno scherzo col mantello. Ma non di noia.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/12090569-8221507431611534227?l=ventidue.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ventidue.blogspot.com/feeds/8221507431611534227/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=12090569&amp;postID=8221507431611534227' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/12090569/posts/default/8221507431611534227'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/12090569/posts/default/8221507431611534227'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ventidue.blogspot.com/2007/09/il-lupo-non-c-per-se-vuoi-crepo-io.html' title='Il lupo non c&apos;è, però se vuoi crepo io'/><author><name>gosub</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17106986038379454319</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-12090569.post-8123799857419075982</id><published>2007-09-03T00:05:00.001+02:00</published><updated>2007-09-03T00:05:43.209+02:00</updated><title type='text'>Allthelovelessness</title><content type='html'>Mi ha tenuto sveglio un lavello&lt;br /&gt;fuori tempo per tutta la notte&lt;br /&gt;ho creduto sanguinasse&lt;br /&gt;ogni goccia aveva un suono diverso&lt;br /&gt;una melodia senza fine&lt;br /&gt;dove alla fine sonnecchia la follia&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ancora da bambino pensavo al contrario delle lampadine. Accese nelle mia stanza in pieno giorno, avrebbero proiettato un cono di oscurità totale. Con dentro me.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Uno è biondo ed ha gli occhi chiari. L'altro, scuro di pelo, gli occhi non li ha. Qualcosa gli brucia nelle orbite e incenerisce tutto ciò su cui posa lo sguardo. Metaforicamente, o forse no. Potrebbero essere due angeli o due demoni o due persone normali. Sembrano troppo normali per essere due persone. Un'ancestrale mitologia deve averli messi qui, l'uno accanto all'altro, in piedi, sotto questo albero dai rami viola che al posto delle foglie ha piume blu. Il biondino è ferito lungo un fianco, e tiene in pressione la ferita, con una mano. Nasconde anche un'altra cicatrice sul collo, sotto una benda.&lt;br /&gt;Dialogano i due.&lt;br /&gt;Occhi di bragia sta gesticolando, lentamente. Si osserva il braccio mentre lo solleva a mezz'aria. Ha la manica sporca di sangue.&lt;br /&gt;Parlano ancora. Sembra importante. Come se il compimento di un male, uno tra i tanti, e di un bene, uno tra i pochi, dipendessero dall'esito di questa discussione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi parlano, ma tutto quello che sento è meta-rumore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Qualche volta mi immagino una persona che infila una mano nel tritacarne. C'è questa mano che scompare fino al polso dentro la vorace macchina e in fondo la carne trita che viene raccolta e preparata per il ragù.&lt;br /&gt;Qualche volta mi immagino anche come togliere la pelle da una faccia. Io inizierei da una incisione accanto all'orecchio, scenderei in verticale fino a dove si ancora la mascella e ne seguirei la curva fino alla punta del mento. Continuerei simmetricamente, a salire, fino all'altro orecchio, e poi è facile basta seguire l'attaccatura dei capelli.&lt;br /&gt;Potrebbero essere i pensieri di un bambino che rompe il suo giocattolo preferito per vedere com'è fatto dentro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Possiamo vivere con l'illusione che un cactus non abbia bisogno di un abbraccio, ogni tanto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Continuano ad arrivarmi cartoline. Vengono dal futuro ed il mittente sono io. O almeno, dovrei essere io. Mi chiedo se, dal momento che tanto sono già arrivate, io debba ancora spedirle al me-passato dal me-futuro. Mi chiedo se il me-futuro che ha spedito le cartoline si è già posto questa domanda. E poi perchè continuo a mandarmi cartoline in bianco e nero?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi ero apparecchiato l'anima. Poi qualcuno si è imbucato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E comunque, sì.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/12090569-8123799857419075982?l=ventidue.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ventidue.blogspot.com/feeds/8123799857419075982/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=12090569&amp;postID=8123799857419075982' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/12090569/posts/default/8123799857419075982'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/12090569/posts/default/8123799857419075982'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ventidue.blogspot.com/2007/09/allthelovelessness.html' title='Allthelovelessness'/><author><name>gosub</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17106986038379454319</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-12090569.post-356064410748696451</id><published>2007-08-23T18:04:00.000+02:00</published><updated>2007-08-23T18:07:10.941+02:00</updated><title type='text'>Sarà una canzone di 5 minuti ad uccidermi</title><content type='html'>#Macrocosmo e microcosmo#&lt;br /&gt;Utopia e imbarazzo:&lt;br /&gt;Un giorno tutti gli uomini saranno uguali.&lt;br /&gt;E non avranno più niente da dirsi.&lt;br /&gt;Una cosa in comune di troppo:&lt;br /&gt;Siamo uguali io e te. E non abbiamo niente da dirci.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;-Mi farebbe piacere ricevere una lettera da te&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;disse l'ombra dell'uomo solitario.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;-Certe cose vengono meglio quando sono spontanee&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;rispose la luce proveniente dalla finestra illuminata.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;****&lt;br /&gt;-Mi avevi già visto passare, vero?&lt;br /&gt;-Cosa?&lt;br /&gt;-No, niente&lt;br /&gt;-Comunque sì&lt;br /&gt;****&lt;br /&gt;-Di lettere ne ho scritte molte&lt;br /&gt;-Di cosa parlavano?&lt;br /&gt;-Amore. O tassi d'interesse. Non ricordo.&lt;br /&gt;-E ci hai mai creduto?&lt;br /&gt;-All'amore o ai tassi?&lt;br /&gt;-Importa in cosa credi, se credi in qualcosa?&lt;br /&gt;-Direi di no&lt;br /&gt;-E quindi?&lt;br /&gt;-So solo che le ho firmate tutte, quelle lettere&lt;br /&gt;-...&lt;br /&gt;-Ed erano tutte anonime&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/12090569-356064410748696451?l=ventidue.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ventidue.blogspot.com/feeds/356064410748696451/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=12090569&amp;postID=356064410748696451' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/12090569/posts/default/356064410748696451'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/12090569/posts/default/356064410748696451'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ventidue.blogspot.com/2007/08/sar-una-canzone-di-5-minuti-ad.html' title='Sarà una canzone di 5 minuti ad uccidermi'/><author><name>gosub</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17106986038379454319</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-12090569.post-5143254188361847046</id><published>2007-08-21T15:12:00.000+02:00</published><updated>2007-08-21T15:14:49.126+02:00</updated><title type='text'>I concetti fondamentali del condimento del surimi</title><content type='html'>Al crepuscolo, insonne, sulla cresta più alta di una collina. E' in funzione una giostra che sporca l'aria con le sue luminarie gialle ed arancioni. Nell'uragano di seggiolini che tiene legati a sè, infestano e siedono solo uomini adulti, scalzi, coperti da una tunica lattea e derubati della vista da una benda nera. Arriva il buio della notte, l'equivoco oscuro, senza farsi annunciare. Ora la giostra è spenta, dorme, i tentacoli pendono senza volontà alcuna lungo i fianchi. Gli uomini si sono liberati, e si muovono tutti verso di me. Non riesco più a distinguerli, sento l'erba venire schiacciata, trattenere il respiro, sempre più vicina, le bocche che si riempiono di saliva. I primi mi sono già addosso. Sono inghiottito.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nell'elenco dei sintomi della depressione è incluso quello di sentirsi depressi quando si legge l'elenco dei sintomi della depressione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Proprio per quella mattina Dio aveva convocato il Giudizio Universale. E proprio la sera prima io avevo dimenticato di puntare la sveglia. A ripensarci, fu sciocco credere di poter dormire un poco di più, almeno ora che era giunta la fine dei tempi. Fatto sta che dormii troppo, e me lo persi. Morale della favola: tutti vennero assunti in cielo, ed io restai disoccupato. Per mia fortuna incontrai un imprenditore, un tipo dall'aspetto caprino e dall'alito sulfureo.&lt;br /&gt;Ora ho un posto fisso, in un locale underground.&lt;br /&gt;Molto underground.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi seguiva sulla spiaggia, calpestando le mie impronte. Io ho i piedi più grandi, quindi non deve essere stato difficile. Quando me ne sono accorto ho preso a saltare, girare su me stesso, ballare improbabile. Siamo scoppiati a ridere, per colpa mia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un piatto che si riempie di segreti freddi, questo il mondo.&lt;br /&gt;Con gli occhi chiusi, mandiamo giù.&lt;br /&gt;Raggiungono l'inferno e lo fanno singhiozzare.&lt;br /&gt;Gli ombrelli cuciti con la nostra pelle.&lt;br /&gt;Servono a riparare dalla pioggia spremuta dei nostri umori.&lt;br /&gt;Allora il vuoto dentro si fa grotta,&lt;br /&gt; dove le lacrime filtrano lente, progettando stalattiti.&lt;br /&gt;Ogni dente propaga le sue radici, e cresce albero del dolore.&lt;br /&gt;Maturano frutti lucenti, esangui, marci e osceni.&lt;br /&gt;Dolci bulbi oculari da succhiare e sputare.&lt;br /&gt;In un luogo simile avevo la mia casa.&lt;br /&gt;Oggi è stata seppellita, mentre ancora ringhiava.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/12090569-5143254188361847046?l=ventidue.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ventidue.blogspot.com/feeds/5143254188361847046/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=12090569&amp;postID=5143254188361847046' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/12090569/posts/default/5143254188361847046'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/12090569/posts/default/5143254188361847046'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ventidue.blogspot.com/2007/08/i-concetti-fondamentali-del-condimento.html' title='I concetti fondamentali del condimento del surimi'/><author><name>gosub</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17106986038379454319</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-12090569.post-5235666273243651425</id><published>2007-08-16T23:39:00.000+02:00</published><updated>2007-08-17T01:03:43.487+02:00</updated><title type='text'>La neve esplosa</title><content type='html'>Sto seduto su questa poltrona rosso scuro, bordò, amaranto, granata, vinaccia, che ne so. Bassa, squadrata, macchiata del sudore del culo di chissà chi, mi sega la schiena in due.&lt;br /&gt;Fumo, che mi frega.&lt;br /&gt;Camel.&lt;br /&gt;Due tizi, seduti su un divanetto accanto a me, ci danno di limone. Apparizioni di lingua in religioso sciacquettio, pesci rossi in un abbeveratoio fangoso.&lt;br /&gt;Mi si avvicina una ragazza.&lt;br /&gt;Non ha i capelli e nemmeno le sopracciglia. Mi si mette accanto, con due dita mi toglie la sigaretta di bocca, dà un tiro, ce la rinfila.&lt;br /&gt;"&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Va tutto bene&lt;/span&gt;".&lt;br /&gt;Se ne torna nel nulla sfilacciato da cui era uscita.&lt;br /&gt;Chissà che sguardo da coglioncello, mi direi se mi vedessi adesso. Allora mi impongo di guardare altrove.&lt;br /&gt;Una volta mi lamentavo della mancanza di ragazze così così. Dove le tengono nascoste le bruttine?&lt;br /&gt;Un tipo sul palco piglia in mano un jack e prova a infilarselo nel basso. Dall'altoparlante esce prima un grigio &lt;span style="font-style: italic;"&gt;fzzzz&lt;/span&gt; e poi un lurido &lt;span style="font-style: italic;"&gt;stack&lt;/span&gt;. Si vede che gli piace, visto che lo tira fuori e ci riprova un altro paio di volte. Le mie orecchie lo mandano sinceramente a fanculo.&lt;br /&gt;Una volta c'avevo ragione.&lt;br /&gt;Non so a che cazzo pensare.&lt;br /&gt;Allora cerco di autoconvincermi di essere fuori posto, di sentirmi a disagio, ma non funziona. Mi canto addosso Creep dei Radiohead, rigorosamente in versione acustica.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;What the hell am I doing here?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Ci sono le zanzariere alle finestre.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;I don't belong here&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;Il che non impedisce alla sala di riempirsi di mosche. Ce ne sono giusto due che si stanno gustosamente ammucchiando sul mio bracciolo sinistro. La schifo-mosca di sopra si sfrega le mani. &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Facciamo collegamenti scontati, dai&lt;/span&gt;, ma mi viene da pensare alle api. Dentro l'alveare, comunicano alle altre api la posizione di un fiore lontano attraverso uno strano balletto. Me l'ha insegnato Sua Ignoranza la Tv.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;A nord ovest, vola 14m e poi un terzo di giro intorno all'albero&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;Lo dicono percorrendo un invisibile labirinto. Allora cerco con lo sguardo una figura femminile consona. Va bene questa, vitino da vespa, toppino giallo. Si muove come se fosse in preda alla febbre emorragica davanti ai bagni chimici dell'Oktoberfest. Che cosa mi vuoi dire, donna Maia? Dove devo andare a cercare il mio sacro pistillo quotidiano? Spero fuori di qui. No, neanche la parte di quello che non ce la fa più mi riesce.&lt;br /&gt;Ma che cazzo significa &lt;span style="font-style: italic;"&gt;va tutto bene&lt;/span&gt;?&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/12090569-5235666273243651425?l=ventidue.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ventidue.blogspot.com/feeds/5235666273243651425/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=12090569&amp;postID=5235666273243651425' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/12090569/posts/default/5235666273243651425'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/12090569/posts/default/5235666273243651425'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ventidue.blogspot.com/2007/08/la-neve-esplosa.html' title='La neve esplosa'/><author><name>gosub</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17106986038379454319</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-12090569.post-3027307076022562017</id><published>2007-08-03T21:01:00.000+02:00</published><updated>2007-08-03T21:03:21.100+02:00</updated><title type='text'>Non c'è Dio che tenga Sei tu per me bestemmia</title><content type='html'>Non preoccupato, desolato. Che tedio preparare il bagaglio. L'acetilazione è il processo cui si sottopone il legno affinchè non assorba eccessiva umidità. L'acqua della doccia si stacca dal corpo all'altezza degli occhi. Vedo le gocce allontanarsi, farsi piccole, circoscrivere lo spazio in cui mi posso muovere in sicurezza. Era un problema con la messa a fuoco, per questo mi sembrava la scena di un film. Voglio vedere Heimat, Decalogo 6, Tideland, Lezioni di piano, La doppia vita di Veronica, Miriam si sveglia a mezzanotte. Insieme sarebbe meglio. E comunque quello non era bordeaux. Perchè un giorno ti lascerò un fantasma che ti prenderà per mano e ti accompagnerà attraverso l'estate.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Devo decidere cosa dimenticarmi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Guidavo forte la macchina della banalità poi sei arrivata tu mio guard-rail e io ho perso il controllo e ho accelerato e mi sono schiantato e sono volato fuori attraversando il parabrezza mille schegge mille gocce una rete divisa negli spazi tra le maglie di una calza tutte intorno sparse col sangue sull'asfalto e i rivoli nei dossi. Catapultato e salvo Grazie.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Toccare e saggiare il punto di rottura. Reiterare, fino a compimento del danno. Ora sì, ti vedo priva del resto intorno. Mi dispiace, non mi dispiace, sì, no, bianco, nero, virato viola. Una parola così soffice che sembra si spezzi se dovessi pronuciarla. Credetti di strappare una rosa e mi trovai le mani strette nell'abbraccio del filo spinato. Tiravo appresso a me la sufficenza come un carretto che lasciava il suo tracciato nella neve. L'ombelico è un vanto, la prima cicatrice, aggiunge qualcosa al portamento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Senza, vado e non so altro.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/12090569-3027307076022562017?l=ventidue.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ventidue.blogspot.com/feeds/3027307076022562017/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=12090569&amp;postID=3027307076022562017' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/12090569/posts/default/3027307076022562017'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/12090569/posts/default/3027307076022562017'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ventidue.blogspot.com/2007/08/non-c-dio-che-tenga-sei-tu-per-me.html' title='Non c&apos;è Dio che tenga Sei tu per me bestemmia'/><author><name>gosub</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17106986038379454319</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-12090569.post-330446916180519641</id><published>2007-07-25T17:30:00.000+02:00</published><updated>2007-07-25T17:58:54.150+02:00</updated><title type='text'>Succo di fretta</title><content type='html'>E' tornato l'affanno. Quella sensazione di perpetuo inseguirmi. Quel mio scodinzolarmi davanti al muso. Il pensiero che edifica cento edifici, progetti di cose da fare, persone da incontrare per la prima volta, esperienze da registrare, ancora incontri per l'ennesima prima volta. Tutto messo su carta, un piano dettagliato. Ma il corpo non segue. Il ritorno a casa, la testa lenta e le braccia pesanti, occhi che ad ogni battere fanno sempre più fatica a tornare aperti, lo so dovrei, ma no no non ce la faccio, domani promesso sì domani, recupererò. Il corpo rincorre la mente. Mi rincorro. Poi eventi inaspettati, sgradevoli contrattempi, meravigliose coincidenze. La vita che capita, ma che non era in programma. Che occupa il corpo in maniere non previste. E il pensiero che deve ricondurre tutto ai piani originali. Far collimare, che ci vuole, sarà facile; un nuovo paradigma e tutto sarà assimilato. La mente rincorre il corpo. Mi rincorro. Qualcosa deve cambiare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Avessi una coda da sventolare e far leggere agli altri! Invece mi è stato dato un sorriso che non so usare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A volte interrompo la lettura di un libro e resto imbambolato a guardare la pagina aperta. Allora le lettere scompaiono e dagli spazi bianchi tra le righe e dai contorni delle parole emergono figure prima invisibili. Spesso sono semplici suggestioni geometriche, come cerchi o triangoli. Più raramente dei volti stilizzati o figure di animali. In una occasione ho anche creduto di vedere un rudimentale paesaggio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Acqua che scivola da una grondaia rossa e batte sorda sull'asfalto. La scambio per il ritmo di una musica remota.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E' un vecchio foglio. La carta è ingiallita, la quadrettatura sbiadita. E un foglio per raccoglitori ad anelli, sul lato ci sono due fori di mezzo centimetro. Sul bordo di uno dei buchi è rimasto attaccato un cerchiolino di carta, evirato da un qualche tipo di meccanismo rilegatore, ma dimenticato lì. Il perimetro è circondato dalla sottile peluria della carta strappata. A metà, lungo la linea di piega del foglio, c'è un minuscolo rigonfiamento, simbolo delle centinaia di volte in cui è stato piegato e dispiegato. In un angolo la superficie della carta si fa grinzosa, forse una mano emozionata ha stretto quel lembo con troppo ardore. Dove le gocce hanno baciato il foglio, l'inchiostro si è spanso in macchie diafane dai bordi frastagliati, come meduse azzurre sospese in un'enormità lattiginosa. Negli stessi tratti la scrittura si fa indecifrabile, le grazie della bella grafia corsiva iniziano a gonfiarsi e, prossimo agli abissi più profondi, ogni simbolo si confonde e fa misterioso. Ritenne giusto imparare a memoria non solo quelle parole e il loro suono, ma anche il corpo su cui erano state tatuate: per incatenare il ricordo alla gabbia in cui furono imprigionate, insieme al suo futuro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Incastrati.&lt;br /&gt;Le nostre teste accanto.&lt;br /&gt;Orecchio contro orecchio, reciproci.&lt;br /&gt;Denti di un ingranaggio da immaginare.&lt;br /&gt;Inseriti ognuno nella fessura dell'altro,&lt;br /&gt;una spalla sopra una testa,&lt;br /&gt;una testa sopra una spalla.&lt;br /&gt;Uno di noi due,&lt;br /&gt;e non ti dirò chi,&lt;br /&gt;è capovolto.&lt;br /&gt;Leggeri particolari, è chiaro:&lt;br /&gt;un lieve imporporarsi del viso,&lt;br /&gt;bizzarro ricadere della stoffa dei vestiti,&lt;br /&gt;lo sguardo stretto e la tensione&lt;br /&gt;dei muscoli della mascella e del collo.&lt;br /&gt;Stupida posa, per una fotografia.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/12090569-330446916180519641?l=ventidue.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ventidue.blogspot.com/feeds/330446916180519641/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=12090569&amp;postID=330446916180519641' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/12090569/posts/default/330446916180519641'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/12090569/posts/default/330446916180519641'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ventidue.blogspot.com/2007/07/succo-di-fretta.html' title='Succo di fretta'/><author><name>gosub</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17106986038379454319</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-12090569.post-71895660319989626</id><published>2007-07-19T12:50:00.000+02:00</published><updated>2007-07-19T12:51:05.649+02:00</updated><title type='text'>A pelle dritta</title><content type='html'>Fotografare è inzuppare nello spettro del visibile, fare la scarpetta in un piatto di radiazioni al sugo, pulirsi i lati della bocca con un tovagliolo fotosensibile. Resi simili ed unici dalla capacità con cui riflettiamo la luce, non avevamo pensato di essere ad immagine e somiglianza, nella somiglianza alle immagini, di un Dio specchio, e il paradiso si contempla ogni mattina, in bagno, sopra il lavandino. Non puoi vedere Dio se lui è lo specchio perfetto: noi siamo quelli che veniamo in tutte le foto con gli occhi chiusi. Testimonianza di cecità. La più grande espressione di conforto che mi sia mai sentito dire è stata: "la gente non vede".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Di quel sogno ricordo solo le dita che si staccano dalle mie mani e scappano via, strisciando come bruchi. Ed io mentre mi avvito la pancia, con tanto di cacciavite e viti di metallo da 5cm.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ha occhi grandi, grandi come cattedrali. Le ciglia travestite da guglie, che accompagnano via lo sguardo. Ti guarda e pensi che la tua immagine risuoni lì dentro come un'eco, che si rifletta due, tre, quattro volte in copie di te sempre più brevi e indecifrabili e alla fine vada a nascondersi in un angolo buio. Un giorno, un ocularcheologo paziente e certosino ti scoverà, con uno strumento ipersensibile, eco di eco.&lt;br /&gt;Due nei gemelli sulla spalla sinistra, particelle che gravitano l'una intorno all'altra assecondando qualche misteriosa, ma sfrenata, forza di attrazione.&lt;br /&gt;I capelli sono l'opera di Efesto: spire di ossidiana forgiate nello stomaco ribollente della terra.&lt;br /&gt;I difetti più evidenti: il labbro superiore spicca dalle curve del volto con violenza -come un singhiozzo nella grazia- e gli incavi ai lati del tendine dietro la caviglia, quasi invisibili.&lt;br /&gt;Le orecchie buffe.&lt;br /&gt;I segreti nascosti nella pelle levigata e fragrante, quante pozioni e incantesimi!&lt;br /&gt;Si addormenta e una vena sopra la clavicola prende a sussultare in modo sconclusionato, dimentica del ritmo del respiro e delle pulsioni del cuore. Sogna e piega leggermente le dita, in piccoli sussulti. Il ritmico alzarsi e abbassarsi delle ciglia rivela il moto lento degli occhi all'interno delle palpebre chiuse, ricorda il beccheggiare elegante di una nave. Le sopracciglia si increspano, come farebbe la piuma di un gabbiano scossa dal vento, messa a pennacchio di un castello di sabbia dal gioco di un bambino; lo sguardo si fa corrucciato, appena amaro.&lt;br /&gt;Finchè non appariranno nuove stelle, sarà sempre pieno di X.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ogni bisogno sboccia dall'incontro di due sogni.&lt;br /&gt;Ogni volta che un cuore si spezza, raddoppia la sua capacità di amare e dimezza l'intesità con cui può farlo: il sentimento è una cassetta di regoli.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/12090569-71895660319989626?l=ventidue.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ventidue.blogspot.com/feeds/71895660319989626/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=12090569&amp;postID=71895660319989626' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/12090569/posts/default/71895660319989626'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/12090569/posts/default/71895660319989626'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ventidue.blogspot.com/2007/07/pelle-dritta.html' title='A pelle dritta'/><author><name>gosub</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17106986038379454319</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-12090569.post-716484914361012652</id><published>2007-07-11T17:50:00.000+02:00</published><updated>2007-07-11T17:52:10.484+02:00</updated><title type='text'>(mondo rettile) Innocenza e squame</title><content type='html'>Insostenibili, tutte le distanze dopo i 30cm.&lt;br /&gt;Ogni misura inferiore, di 30cm troppo grande.&lt;br /&gt;Violabile la legge di impenetrabilità dei corpi.&lt;br /&gt;Due corpi solidi non possono occupare lo stesso spazio nello stesso istante, recita.&lt;br /&gt;A meno che non siano i nostri, sussurra.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sono isole, celle, che galleggiano in un liquido trasparente. Vengono a contatto, estemporanee, con lacci, stringhe, trecce, ragnatele, nodi, tessiture sottili. A volta riescono a decodificare quello che incontrano, a volte no. Da un singolo filo nasce un'idea, una sensazione, un pensiero semplice. Nelle trecce ci sono emozioni più convolute, dalle quali non si divincolano faticose le componenti prime. Rivelazioni e trappole logiche emergono invece dalle strutture a ragnatela, dove tutte le linee convergono verso un centro, un gorgo, insieme a tratteggi ortogonali con i quali sono possibili ardite associazioni di idee. E' con linee come queste che tracciamo figure che non rappresentano niente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un santo apocrifo vestito di nero, pronto a comandare una rivoluzione.&lt;br /&gt;Un grappolo d'uva scolpito in pietre preziose, opalescenti, con le asperità sfumate dal lavorio sonnolento del mare. Sollevato da una mano nera, spinto verso labbra bianche.&lt;br /&gt;Stiamo a guardare le stelle e l'apparenza dell'universo ci muore addosso. La crosta terrestre serve allora a sanare una ferita antica. Le nuvole sono macchie di sangue.&lt;br /&gt;Non posso più sorridere perchè ho la bocca colma di sabbia e non intendo farne cadere un granello. Mio latte, il fango.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Avverti che non tornerai. Distenditi su un letto bianco, come l'orizzonte, di cui non si veda la fine. Poggia la testa su un grazioso cuscino, decorato con ampie strisce di tessuto arancione e rosa. Accavalla le gambe, e con il piede che dondola a mezz'aria, reggi un margherita dal lungo stelo ruvido. Nascondi la faccia tra i capelli. Sogna.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/12090569-716484914361012652?l=ventidue.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ventidue.blogspot.com/feeds/716484914361012652/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=12090569&amp;postID=716484914361012652' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/12090569/posts/default/716484914361012652'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/12090569/posts/default/716484914361012652'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ventidue.blogspot.com/2007/07/mondo-rettile-innocenza-e-squame.html' title='(mondo rettile) Innocenza e squame'/><author><name>gosub</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17106986038379454319</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-12090569.post-7434057254811169188</id><published>2007-07-04T18:32:00.000+02:00</published><updated>2007-07-04T18:33:15.153+02:00</updated><title type='text'>Compassione per il lato B delle audiocassette e dell'estate</title><content type='html'>Julian è un bambino, e gli piace raccontare storie. Non si interessa ai giochi dei suoi coetanei, non vede che divertimento ci possa essere in un mondo con delle regole sempre uguali, come quello del gioco, come quello dei grandi. Nelle sue storie le regole cambiano sempre, e una storia non si ripete mai due volte nello stesso modo. A volte inizia a raccontare e gli altri bambini gli si fanno intorno e lo ascoltano in silenzio, a volte facendo domande senza importanza. Nelle storie di Julian gli uomini non sono uomini, gli animali non sono animali, nella magia non c'è nulla di magico e il tempo non ha bisogno di procedere in un verso solo. Una volta aveva sentito dire a suo padre che "il tempo scorre nel suo letto come un fiume". E a Julian era sembrata un'enorme sciocchezza perchè nelle sue storie i fiumi potevano anche fermarsi, tornare indietro, scomparire e volare, amare e rincorrersi. Dei personaggi che vivevano con lui, nelle sue storie, Julian non aveva paura. Ma gli altri bambini sì. A volte raccontava storie terribili, piene di dettagli sconvolgenti, semplicemente come gli si presentavano alla finestra dei suoi pensieri. E il suo piccolo auditorio tornava a casa turbato, a volte in lacrime, col sonno infestato da incubi per molte notti a seguire. Quando i genitori di uno di questi marmocchi riusciva a estorcere dalla bocca del figlio cosa fosse a tormentarlo, questi correvano a lamentarsi col padre di Julian, chiedendosi dove un ragazzo tanto giovane e per bene potesse aver udito storie di tal genere e lasciando alle malelingue il compito di dare una risposta. Il padre di Julian, uomo religioso e pieno di quei sani principi che riescono a distruggere un'esistenza, prese a riempirgli la stanza di crocefissi e a batterlo devotamente. Lo costringeva a imparare a memoria i passi della Bibbia che preferiva, sperando che lo facessero rinsavire. Non si accorse che invece fecero l'effetto di un soffio di vento contro una scintilla, promessa d'incendio. Dopo la tristezza di Julian, dopo la mortificazione delle sue storie, tante cose sono cambiate. Come in quel suo racconto, in cui c'era un lombrico che, ad ognuna di quelle onde che sono il passo di un lombrico, diceva "cambia, cambia, cambia" e non smise mai. Come quella volta in cui egli disse "Incubi, fantasmi, scheletri, mostri e sogni, regali, feste, musica sono cibo fatto con la carne dello stesso animale".&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/12090569-7434057254811169188?l=ventidue.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ventidue.blogspot.com/feeds/7434057254811169188/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=12090569&amp;postID=7434057254811169188' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/12090569/posts/default/7434057254811169188'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/12090569/posts/default/7434057254811169188'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ventidue.blogspot.com/2007/07/compassione-per-il-lato-b-delle.html' title='Compassione per il lato B delle audiocassette e dell&apos;estate'/><author><name>gosub</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17106986038379454319</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-12090569.post-1878797217464436406</id><published>2007-06-27T23:28:00.000+02:00</published><updated>2007-06-27T23:29:34.839+02:00</updated><title type='text'>Poi mi giro e mangio un albero</title><content type='html'>Specchietto riassuntivo di una settimana guadata dove il fondale è più basso e la corrente meno veemente.&lt;br /&gt;Specchietto per allodole personali, che ti svolazzano nel petto/gabbietta di metallo, niente di particolarmente acuto, figuriamoci.&lt;br /&gt;Mi prendo una pausa da questa storia del "dormire", un'altra di quelle mode passeggere pompate dallo spirito di emulazione. (Lo spirito di fare come i muli. Tirare avanti finchè non crepi. Impuntarti finchè non crepi. L'elogio della fatica e di non fare quello che ti dicono di fare. Concerto di legnate sulla groppa.)&lt;br /&gt;Una frase che mi è venuta in mente: Polluzioni industriali notturne.&lt;br /&gt;Un'altra frase che mi è venuta in mente: Maledetta maladonna.&lt;br /&gt;Non sono proprio frasi, più simili a molecole linguistiche.&lt;br /&gt;C'è il lettore immaginario che chiede: ma come ti senti? E lo scrittore immaginario risponde: C'è una macchina rossa ferma sui binari di una ferrovia sesquipedale. Sinistra, non arriva alcun treno. Destra, come sinistra. Io sono illanguidito, all'interno dell'autoveicolo in sosta non autorizzata in prossimità di passaggio a livello ferroviario non preannunciato da segnale luminoso o sonoro o croce di sant'andrea. Mi acciambello sonnolento sul sedile del passeggero. Presagio di pericolo nel dormiveglia: se mi addormento capiterà qualcosa di terribile. Mi addormento lo stesso.&lt;br /&gt;E poi ho pensato che ci sono quattro tartarughe in frac che camminano in posizione eretta e portano sulle spalle la mia bara vuota. E' mia nonostante la vuotezza, la vuotezza particolare da me. Il tutto accompagnato da una vibrante melodia per basso e batteria, dall'incedere marziale. Non trasuda nessuna emozione dalle facce delle tartarughe, probabilmente perchè sono tartarughe con la faccia da tartarughe. E stranamente non portano gli occhiali.&lt;br /&gt;Ancora quei botta e risposta immaginari. Ormai li tratto alla stregua di tranelli, o lava-vetri nei-miei-pensieri-attaccabrighe. Testa pensante? ma quale pensante e pensante. Pesante, al massimo. Avessi sul resto del corpo i muscoli che ho sul collo. Ho il collo lungo, io. Diversa cosa è saperla lunga.&lt;br /&gt;Ti vedo lontano. Ti sento lontano. Escludendo tatto e gusto, frenati dalla necessità del contatto, come si ti posso odorare lontano?&lt;br /&gt;Ero in macchina, aspettavo il verde. Piegavo la testa perchè la mia macchina è bassa e io sono alto e se mi infilo troppo sotto il semaforo non lo vedo più. Alla ragazza sotto il mare di capelli corvini, dagli occhi circondati con la notte, con la maglia verde dalle spalline vaporose, che era a bordo del 310, in piazzale 21 aprile, alle 18:30 di martedì 26 giugno 2007, mentre guardava il cielo, volevo dire: ciao. Lo volevo dire minuscolo.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/12090569-1878797217464436406?l=ventidue.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ventidue.blogspot.com/feeds/1878797217464436406/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=12090569&amp;postID=1878797217464436406' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/12090569/posts/default/1878797217464436406'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/12090569/posts/default/1878797217464436406'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ventidue.blogspot.com/2007/06/poi-mi-giro-e-mangio-un-albero.html' title='Poi mi giro e mangio un albero'/><author><name>gosub</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17106986038379454319</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-12090569.post-1750219432356540991</id><published>2007-06-21T08:51:00.000+02:00</published><updated>2007-06-21T08:53:55.319+02:00</updated><title type='text'>La notte che fummo inventati</title><content type='html'>Ho voglia di correre tanto, e come succede ai maratoneti, che il mio corpo prenda a mangiare se stesso per sopravvivere allo sforzo.&lt;br /&gt;L'unione di tutto ciò che è ironico e tutto ciò che è vero.&lt;br /&gt;Le foto fatte insieme alla gente famosa sono la prova di quanto poco stimi te stesso importante.&lt;br /&gt;Sarai pure intelligente, ma con che criterio scegli le persone da tenerti accanto? Che poi giudicare qualcuno dalle persone di cui si circonda è impossibile, nascono solo paradossi.&lt;br /&gt;Il sonno della regione genera mostri architettonici.&lt;br /&gt;Io sono la gomma, tu la colla.&lt;br /&gt;Mi disprezzo. Mi sputo in bocca da solo.&lt;br /&gt;Ancora non posso scrivere una storia; prima mangerei il mondo.&lt;br /&gt;Potrei spiegarti come mi sento, ma dovrei prenderti a pugni nello stomaco.&lt;br /&gt;Sono arrabbiato. E non mi passa.&lt;br /&gt;Questa era una pelle, questo era uno sfogo.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/12090569-1750219432356540991?l=ventidue.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ventidue.blogspot.com/feeds/1750219432356540991/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=12090569&amp;postID=1750219432356540991' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/12090569/posts/default/1750219432356540991'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/12090569/posts/default/1750219432356540991'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ventidue.blogspot.com/2007/06/la-notte-che-fummo-inventati.html' title='La notte che fummo inventati'/><author><name>gosub</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17106986038379454319</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-12090569.post-2276207564434147292</id><published>2007-06-17T19:49:00.000+02:00</published><updated>2007-06-17T19:54:13.856+02:00</updated><title type='text'>Imbratto carte a tradimento con nuvole a mano libera</title><content type='html'>Scappavo da piccole gomitate per farmi capire.&lt;br /&gt;La disapparenza inganna. Non parla, muta, cambia.&lt;br /&gt;L'intorno si stacca a pezzi come intonaco.&lt;br /&gt;Rimane il centro, luogo della perdita.&lt;br /&gt;Occhi bassi.&lt;br /&gt;Scaffalature metalliche per catalogare pensieri.&lt;br /&gt;Facciamo pulizia.&lt;br /&gt;Ripostiglio dei ricordi a lungo termine.&lt;br /&gt;Aspirapolvere.&lt;br /&gt;Nessuna pietà.&lt;br /&gt;Piccola preoccupazione, non guardarmi con quegli occhi.&lt;br /&gt;Sovrappensieri incrostati.&lt;br /&gt;Pensieri trasparenti e grandi come biglie.&lt;br /&gt;Lividi e giocattoli dimenticati.&lt;br /&gt;Che traffico, nel risucchio.&lt;br /&gt;Hai spina dorsale, figliolo?&lt;br /&gt;Allora fai fuori quella bottiglia di mandarinetto.&lt;br /&gt;Tsk, medicina di basso profilo.&lt;br /&gt;Non aggiustato poichè non rotto.&lt;br /&gt;Polverone, diversivo per qualcuno che fugge.&lt;br /&gt;Polverone, accordo di polmoni violentati.&lt;br /&gt;C'erano le parole e qualcuno che le sposava.&lt;br /&gt;O taccia per sempre: sì, ma come?&lt;br /&gt;Perchè l'approccio peggiore si moltiplica e si moltiplica?&lt;br /&gt;E si moltiplica e si moltiplica e si moltiplica?&lt;br /&gt;Mi sono svegliato con un brusio nella testa.&lt;br /&gt;Credevo fosse una zanzara.&lt;br /&gt;La zanzara sicura che verrà uccisa.&lt;br /&gt;Ma non resiste al richiamo della carne.&lt;br /&gt;Ci diamo pacche sulle spalle per le stelle morenti.&lt;br /&gt;Invece era il telescopio che stava per morire.&lt;br /&gt;Torta sul sedile posteriore.&lt;br /&gt;Il traffico la fa esplodere.&lt;br /&gt;Emicrania in briciole: due schegge.&lt;br /&gt;Una capriola è domani.&lt;br /&gt;Fanne un'altra è dopodomani.&lt;br /&gt;Con una sete brutta come la fame.&lt;br /&gt;Addosso:&lt;br /&gt;La leggerezza delle spalle di una trapezista di Berlino.&lt;br /&gt;Dentro:&lt;br /&gt;Lussuria per nuova ironia.&lt;br /&gt;Il futuro della nazione.&lt;br /&gt;Letto nelle viscere del Presidente.&lt;br /&gt;Fenomenale mutaforme, vali meno di un avvocato.&lt;br /&gt;Ai blocchi di partenza pronti ad erompere in lacrime.&lt;br /&gt;L'oceano non è un vantaggio.&lt;br /&gt;Da consumarsi preferibilmente entro: vade retro.&lt;br /&gt;Che se io sono una cattiva notizia ...&lt;br /&gt;... tu menti.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/12090569-2276207564434147292?l=ventidue.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ventidue.blogspot.com/feeds/2276207564434147292/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=12090569&amp;postID=2276207564434147292' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/12090569/posts/default/2276207564434147292'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/12090569/posts/default/2276207564434147292'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ventidue.blogspot.com/2007/06/imbratto-carte-tradimento-con-nuvole.html' title='Imbratto carte a tradimento con nuvole a mano libera'/><author><name>gosub</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17106986038379454319</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-12090569.post-6210943505830953280</id><published>2007-06-12T18:22:00.000+02:00</published><updated>2007-06-12T18:28:46.240+02:00</updated><title type='text'>L’atto respiratorio non va mai forzato immaginando di odorare un fiore</title><content type='html'>Quando il caccia da combattimento ruppe il muro del suono, il pilota fu poi costretto a ripagarlo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;C'è stato un tempo in cui riuscivo a stare tutto nella vasca da bagno. E' durato finchè sono stato piccolo. Nella vasca piena, potevo lasciarmi scivolare dentro e fingere di essere sempre vissuto là, sott'acqua. Inspiravo, e galleggiavo; Espiravo, e andavo giù. Il rumore della tv, trasportato dalle mura di casa mia, arrivava peculiare e confuso fin nel fondo di quel lago ingabbiato di porcellana. Quel suono camuffato e l'aria piena di vapore, che respirare era quasi doloroso, sono i ricordi di tante domeniche pomeriggio. E il soffocato senso di colpa per i compiti non fatti, ovviamente. Mi ricordo la prima volta che, con la testa completamente immersa, ebbi il coraggio di aprire le palpebre. Non concepivo l'idea che qualcosa potesse toccare i miei occhi: là fuori, nel mondo dell'aria, sarebbe stato inconcepibile. Mi ricordo la debole delusione di riconoscere la lampada del bagno, immagine traballante, e di non scoprire niente di prima invisibile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Orogenesi, parte I: La collina nasce dall'invidia della terra per le onde del mare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E' successo che giorni fa mi sono meravigliato per l'operosità inascoltata di una colonia di formiche, sopra un'aiuola spartitraffico inaridita. Ma solo perchè ero bloccato dal traffico e alla guida della macchina dietro la mia c'era una ragazza carina: io mi facevo bello con pensieri cosmologici.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Charlie Brown Nun Te Temo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sulle pareti di casa tua ci sono solo quadri e stampe di barche, perchè piacciono a tuo padre. Invece tua madre mi chiede di rimetterle tutti gli orologi di casa, quando arriva l'ora legale. Perchè "tu sei alto". E le sveglie? E il videoregistratore? Perchè "tu ci capisci". Ah, ok. In camera tua, chi-lo-avrebbe-mai-detto, ci sono le tue foto. Quasi tutta la tua vita oltre me. Un'ombra di gelosia. Che poi le foto sul muro sono qualcosa che io non architetterei mai. Mi sembrerebbe di far finta di avere bei ricordi. Però, se me lo dici tu, io ci credo. Tuo fratello non c'è mai, e quando c'è, non c'è lo stesso.&lt;br /&gt;Tu, invece, non esisti.&lt;br /&gt;Sei l'immagine evocata da tutte quelle canzoni in inglese che pure se non hanno proprio senso, le canti lo stesso. Ho ricordi di cose che non sono successe a me.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/12090569-6210943505830953280?l=ventidue.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ventidue.blogspot.com/feeds/6210943505830953280/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=12090569&amp;postID=6210943505830953280' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/12090569/posts/default/6210943505830953280'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/12090569/posts/default/6210943505830953280'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ventidue.blogspot.com/2007/06/latto-respiratorio-non-va-mai-forzato.html' title='L’atto respiratorio non va mai forzato immaginando di odorare un fiore'/><author><name>gosub</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17106986038379454319</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-12090569.post-3505220798315270910</id><published>2007-06-07T18:56:00.001+02:00</published><updated>2007-06-07T19:06:22.240+02:00</updated><title type='text'>Sono sveglio, ma è tutta una messa in scena</title><content type='html'>Oh mio Dio, un cigno gigante! Accidenti, devo farmi un altro goccio, non ci posso credere. Come è possibile che una cosa del genere giri normalmente in città e nessuno abbia fatto ancora niente? Nessuno che urla, nessuno che fugge terrorizzata, nessuno che chiama la polizia, i pompieri, lo zoo, la guardia civile. Possibile che me ne sia accorto solo io? Mi sono perso qualcosa forse, o adesso è diventato normale incontrare nelle strade del centro un cigno di 4 metri? Che sia una allucinazione? No, non è possibile, è troppo reale. Cazzo, che mostro. Fa tremare la terra ad ogni passo, e certo che io mi tengo ben lontano! Non sembra poi così tanto innocuo ed elegante, in queste proporzioni. Anzi, quegli occhi neri senza vita mi fanno quasi paura. Sembrano quelli di uno squalo. Dio, sta venendo da questa parte. Mi deve aver puntato! Ecco, adesso si è messo pure a fare questo verso terrificante. Devo andarmene al più presto. Cazzo cazzo cazzo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un altro brutto caso di cattiva analogia.&lt;br /&gt;Scrivere è come dare un pugno contro il muro quando sei in collera: non cambia nulla, ma ti fa sentire meglio. E il giorno dopo, ci ripensi e ti sembra stupido.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Trafitto da una punta di esibizionismo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E poi arriva il giorno che la banalità ti prende per stanchezza. E vince lei.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le pareti del vicolo, color terra, così strette. Sembrano due mondi che si sfiorano, che giocano a scommettiamo-che-mi-baci-prima-tu / credo-proprio-di-no. I mattoni in rilievo contro la schiena, come la gabbia toracica di un dinosauro infinito. Il nostro uomo, appoggiato al muro, dentro il suo cappotto nero, dietro il suo bavero sollevato, con la sigaretta in bocca, spenta. Pesca l'accendino da una tasca interna, piega la testa. Una smorfia di equilibrio e suzione, la fiamma illumina una maschera da decaduto. Torna a rilassarsi, composto. Si volta, si accorge di noi. Si avvicina.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/12090569-3505220798315270910?l=ventidue.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ventidue.blogspot.com/feeds/3505220798315270910/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=12090569&amp;postID=3505220798315270910' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/12090569/posts/default/3505220798315270910'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/12090569/posts/default/3505220798315270910'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ventidue.blogspot.com/2007/06/sono-sveglio-ma-tutta-una-messa-in.html' title='Sono sveglio, ma è tutta una messa in scena'/><author><name>gosub</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17106986038379454319</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-12090569.post-167705483168377675</id><published>2007-06-03T12:05:00.000+02:00</published><updated>2007-06-03T12:06:30.130+02:00</updated><title type='text'>Sublime, mi diedero del maledetto ed accettai</title><content type='html'>Qui comincia la negazione del mondo.  Ancora una volta mai così giovane. I'm just a boy. And what do you expect from just a boy? Credo di averti visto sorridere. Lo sai quanto conta? E' che non so da dove cominciare a spiegarti quanto sei importante. Quante parole non dette? Va tutto bene, va tutto bene, va tutto bene. It's not ok. Io faccio così ed è il modo sbagliato. Io faccio sbagli ed è un modo così. Ma allora è un vizio? Grazie, lo prendo come un insulto. Sì, ahaha, che ridere, è divertente. deh. In una notte di parole mezz'esatte, mezzanotte di parole storte, estorte. La vendita delle intransigenze.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il mattino ha loro in bocca e li mastica e li sputa. Non è loro tutto quel che luccica, ma loro se lo prendono lo stesso. Ma non lo farei lo stesso, per tutti i loro del mondo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il silenzio è un proiettile. Per questo un colpo di pistola fa tanto rumore. Lancia il silenzio ad una velocità abbastanza alta e risuonerà fin dove non ti immagini neanche. Fuori piove, ma non a dirotto, e sembra dire: scusate, permesso. Le nuvole omertose coprono tutto, le nuvole curiose scoprono tutto, ed è impossibile immaginare che non siano ovunque, sempre. Il sole si nasconde perchè si allarga su tutta la superficie possibile. Dove celerai le tue cose, se non in bella vista? Così tacerai, bella vista. Ricordami, ma non oggi. I tuoi occhi, falli brillare. Non come gioielli d'oro in un giorno di sole, ma come una mina inesplosa di una guerra dimenticata. Il mio legittimo diritto alla superficialità, mai esercitato. Alla guida di un esercito di templi, inerti ma intoccabili. Un giorno, casa mia sarà piena di chiunque. Ed io pensando il contrario di ogni cosa credevo di dire ironia e invece dicevo eresia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La bellezza sta negli occhi di legge, non sulla faccia di chi scrive. Per fortuna?&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/12090569-167705483168377675?l=ventidue.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ventidue.blogspot.com/feeds/167705483168377675/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=12090569&amp;postID=167705483168377675' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/12090569/posts/default/167705483168377675'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/12090569/posts/default/167705483168377675'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ventidue.blogspot.com/2007/06/sublime-mi-diedero-del-maledetto-ed.html' title='Sublime, mi diedero del maledetto ed accettai'/><author><name>gosub</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17106986038379454319</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-12090569.post-2505825898710477262</id><published>2007-05-28T13:15:00.001+02:00</published><updated>2007-05-28T13:15:56.850+02:00</updated><title type='text'>Tropico del Capriolo, Tropico dell'Epatite</title><content type='html'>Dagli atti degli Apostati&lt;br /&gt; -Vangeli Ippogrifi&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Mentre Gesù attraversava il fiume, la barca che portava Gesù attraversava il fiume. Giunto sulla riva opposta a quella cui era giunto, gli portarono un infermo. Gesù disse: "Riportatelo indietro". L'infermo rosicò. Gesù disse: "Portatemi un muto". I discepoli gli portarono un muto, ma rosicarono, perchè il muto poteva camminare sulle sue gambe. Il muto disse: "Signore, io sono il muto che stavi cercando". Gesù rispose: "Non è vero". Il muto ribattè: "Sì". Gesù insistette "No". Il muto rimase in silenzio. Gesù non rispose e si mise a scrivere in terra con un dito. I discepoli chiesero: "Gesù, dacci una prova della grandezza del Signore". Gesù fece finta di non aver sentito. Gesù vide che erano molto malati. Mentre diceva loro queste cose, la donna guarì. Tutti si chiesero da dove fosse giunta quella donna. Gesù le disse "Seguimi", e la donna lo seguì. Pietro le disse "Seguimi, e la donna lo seguì. Matteo le disse "Seguimi", e la donna lo seguì. Anche il muto le disse "Seguimi", e la donna lo seguì. E se ne sparse la fama in tutta quella regione.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/12090569-2505825898710477262?l=ventidue.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ventidue.blogspot.com/feeds/2505825898710477262/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=12090569&amp;postID=2505825898710477262' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/12090569/posts/default/2505825898710477262'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/12090569/posts/default/2505825898710477262'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ventidue.blogspot.com/2007/05/tropico-del-capriolo-tropico.html' title='Tropico del Capriolo, Tropico dell&apos;Epatite'/><author><name>gosub</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17106986038379454319</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-12090569.post-1916464815223568637</id><published>2007-05-27T12:23:00.000+02:00</published><updated>2007-05-27T12:24:45.887+02:00</updated><title type='text'>Divento silenzio</title><content type='html'>Ora che sono una persona qualsiasi. Cerco un film, la scena di un film, una inquadratura per metà bianca e per metà nera, una frase nella scena di un film che mi salvi, che da quel momento non è più stata la stessa cosa. Another line without a hook, un'altra serratura alla quale appoggiare l'occhio destro e nella quale sorprendermi a spiare me stesso. Non è un trucco da risolversi con un semplice specchio. Poi c'è questo uomo, in giacca grigia e cravatta rossa, che se ne sta come morto sul marciapiede. Gli occhi aperti senza incrociare lo sguardo di nessuno, probabilmente aspetta che qualcuno tracci con un gesso la sua sagoma sull'asfalto. Una volta che sarà circoscritto nei suoi nuovi confini, se ne potrà anche andare. Ci sarà sempre una mappa che parlerà al posto suo. Intanto passano anche quattro suore in fila indiana, la seconda alza lo sguardo in questa direzione. Sopra lo sguardo, alza anche un sopracciglio, ma con una incredulità che mi passa sopra la testa sibilante come un proiettile, mi supera, destinata ad un punto fuori me, oltre me.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Al posto del cuore ho una mela verde. Non il cuore metafisico delle sentimenta, ma il pugno rosso di carne sul banco del macellaio. Invece che succhiare e soffiare via sangue, trema di luce in una direzione alla volta, come un faro, come la spirale di scale contro la parete interna del faro, per arrivare in cima.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;... e accidenti ai lati opposti di un tavolo troppo grande.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Loro vedono che ci salutiamo, semplicemente.&lt;br /&gt;Magari con un gesto tra le mani.&lt;br /&gt;Non si accorgono che siamo lassù, in alto.&lt;br /&gt;Che da così lontano tutto appare perfetto.&lt;br /&gt;Non te lo chiedi neanche come è possibile,&lt;br /&gt; che due forme possano allinearsi così semplicemente.&lt;br /&gt;Un puzzle risolto in ogni suo pezzo.&lt;br /&gt;Bastano gli occhi che si corrispondono.&lt;br /&gt;Semplice quello che non è stato semplice mai, prima.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/12090569-1916464815223568637?l=ventidue.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ventidue.blogspot.com/feeds/1916464815223568637/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=12090569&amp;postID=1916464815223568637' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/12090569/posts/default/1916464815223568637'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/12090569/posts/default/1916464815223568637'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ventidue.blogspot.com/2007/05/divento-silenzio.html' title='Divento silenzio'/><author><name>gosub</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17106986038379454319</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-12090569.post-4081612476368235611</id><published>2007-05-23T19:26:00.001+02:00</published><updated>2007-05-23T19:26:47.433+02:00</updated><title type='text'>Di quando Amore divenne un avverbio</title><content type='html'>Nel mondo c'è la tribù di chi mette gli Afterhours in un posto speciale, in un recinto separato da tutte le altre band. Io sento di farne parte: ogni canzone degli after è un sentimento nuovo che, prima di ascoltarla, non sapevo di poter provare. Dopo -after- averla sentita, posso amare qualcuno anche di quella canzone.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Guidava con una sola mano sul volante, il gomito appoggiato contro la portiera della macchina. L'altra mano la teneva molle sopra la gamba destra, pronta ad impugnare la leva del cambio quando ce ne fosse stato bisogno. Da quando aveva preso la patente, l'unica disattenzione alla guida gli era costata il primo e l'unico incidente. Roba da poco, ma non poteva più dirsi immacolato. Adesso si era imposto di non lasciare mai la strada con lo sguardo, e questo era diventato l'unico modo in cui sapeva guidare. Ora che aveva accanto lei, lei che gli parlava, doverle rispondere senza poterla guardare negli occhi gli sembrava un immenso minuscolo tradimento; Di tutte le cose di cui si sarebbe potuto vergognare, questa era per lui la più importante.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nuvolette di polvere e stelle disegnate male e soli e pianeti ingioiellati. Spaccature nel tessuto con cui è stato ricamato il cielo. Capricci di uomini avvolti come rotelle di liquirizia. Massi in caduta libera verso il fondo del canyon, faranno tremare la terra, vivono per sempre, su nel cielo, colombe supersoniche, ti tirano giù ti tirano giù abbassati! Mi fermo per una sigaretta ed un bicchierino, stasera a casa di Digsy, ci invita sempre tutti a cena, scivoliamo via, sposati con prole.&lt;br /&gt;Il meglio deve sempre ancora venire.&lt;br /&gt;La saggezza dello stilita riassunta nel suo rifiuto di scendere, ogni giorno tagliava un millimetro dal perimetro delle foglie della sua pianta di fiori preferita, sperando di farne un giorno un monumentale bonsai, non sapeva che non sarebbe mai cresciuto un albero. Lei invece sì, sarebbe presto diventata un albero, con le foglie rosse e le radici verdi e le unghie ben piantate nella terra, l'unico posto in cui le lucertole verranno a stemperare il loro sangue. "Se vuoi passare la tua esistenza a battere i tasti..." si sentiva dire mentre stringeva le lame delle cesoie intorno alle proprie dita, nel punto esatto in cui avrebbe dovuto indossare l'anello di fidanzamento di qualcun altro, certamente. Bevo solo succo di arancia e spero non ci sia nessun gatto a guardarmi in questo momento. Temo il gatto che sa capovolgersi in aria e non mostra il bianco degli occhi. Oh, stai zitta! 10.000 ahia, ti canteremo canzoni con intervalli di terza minore. Non ti faranno felice non ti faranno triste non ti faranno male non ti faranno niente non ti daranno da mangiare non ti daranno in pasto ai leoni non ti daranno sollievo non ti tireranno le pietre, a meno che tu non sia innocente. Dio ci riempiva le reti da pesca ed indirettamente approvava il nostro non essere vegetariani. L'ironia è che tutte le volte che vuole farsi un buco in testa, sul tavolo davanti a sè non ha che pistole cariche. Se solo tu sapessi dimostrare teoremi di logica con la stessa abilità con cui sai abbinare le scarpe al colore dei tuoi occhi. Ogni volta che penso a qualche frase d'amore da dirti, lo faccio in inglese e così posso spiegarti tutto e non sentirmi banale. Pare che il mondo vada a fuoco e io ci sto nuotando dentro.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/12090569-4081612476368235611?l=ventidue.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ventidue.blogspot.com/feeds/4081612476368235611/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=12090569&amp;postID=4081612476368235611' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/12090569/posts/default/4081612476368235611'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/12090569/posts/default/4081612476368235611'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ventidue.blogspot.com/2007/05/di-quando-amore-divenne-un-avverbio.html' title='Di quando Amore divenne un avverbio'/><author><name>gosub</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17106986038379454319</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-12090569.post-3433264427114260714</id><published>2007-05-16T15:16:00.000+02:00</published><updated>2007-05-16T15:17:49.903+02:00</updated><title type='text'>Eziologia di un rapimento: con più rabbia, meno cacao e mammiferi di piccola taglia</title><content type='html'>L'aleggiare è uguale per tutti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Andare a cavallo mascherati, ovvero l'anonima equestri.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Aveva una fame tale che, dopo aver divorato la forma di parmigiano, si mangiò anche la sostanza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Allenamento: esercitarsi giornalmente alla perdita dell'autocontrollo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In mancanza di qualcosa di meglio della giovinezza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sempre nello stesso angolo della piazza grande, Ludovico McCarthy fa il venditore di sigarette, senza clamore. Ha i capelli bianchi, è taciturno, è un emigrante di ritorno. Nei mesi più freddi, con il paese barricato in casa, prima che faccia buio ha già consumato un terzo della merce esposta. Sulle quattro casse di frutta vuote e accatastate che compongono il suo banchetto, nella settimana che precede una festa di paese, compare sempre qualche fuoco d'artificio di contrabbando. Va a bere, periodicamente, in ognuno dei bar del paese e guadagna quel tanto che basta per non avere mai più di due mesi di bevute a credito.&lt;br /&gt;Emigrato in Canada, aveva trovato lavoro come operaio di fabbrica. Una vita di risparmi e il ritorno, per comprare una casa e aprire un'attività cui dare il proprio nome. Era andata male. Neanche con i soldi della vendita della casa era riuscito ad evitare il disastro.&lt;br /&gt;Adesso vive in una stanza dell'ultima locanda rimasta in paese. Antonio Riperi, un suo vecchio amico di infanzia e commerciante, uno che al cinematografo non si perde una pellicola western, ha preso a chiamarlo "il vecchio Lu". I figli di Riperi, ripetendo quanto sentito in casa, lo evocano nei loro giochi di cortile come il "vecchiulu". Per uno di quegli oscuri moti interni alla lingua dialettale, è diventato il suo vero nome. Anzi, il vecchiulu non è più solo l'anziano ambulante della piazza, ma definisce con precisione un modo di essere. Se uno degli adolescenti del paese, in uno scontato accesso di malinconia, si rintana in casa e non ne vuole più sapere di uscire, i suoi amici lo esortano al ritorno alla vita sociale dicendogli: "Forza, non fare il vecchiulu!".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il futuro è già inevitabile; l'unico potere di cambiamento che ci è concesso è quello sopra gli eventi che appartengono al passato. Loverflow è la parola in codice per dire che è possibile dare vero piacere solo a chi non si ha paura di far male.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/12090569-3433264427114260714?l=ventidue.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ventidue.blogspot.com/feeds/3433264427114260714/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=12090569&amp;postID=3433264427114260714' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/12090569/posts/default/3433264427114260714'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/12090569/posts/default/3433264427114260714'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ventidue.blogspot.com/2007/05/eziologia-di-un-rapimento-con-pi-rabbia.html' title='Eziologia di un rapimento: con più rabbia, meno cacao e mammiferi di piccola taglia'/><author><name>gosub</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17106986038379454319</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry></feed>
